Il Sinodo valdese si è aperto il 22 agosto a Torre Pellice (Torino) con il consueto corteo e il culto inaugurale.
La predicazione del culto, affidata al pastore Eugenio Bernardini, si è concentrata sul vangelo di Matteo 19,16-26. È il brano del giovane ricco, “molto caro alla tradizione valdese e francescana – dice il pastore Bernardini –. Valdo di Lione, prima, e Francesco d’Assisi, poi, hanno voluto seguire alla lettera la parola di Gesù: «va’, vendi ciò che hai e dallo ai poveri, e avrai un tesoro nei cieli; poi, vieni e seguimi». Come spiega bene Francesca Tasca nel suo recente e bel libro Claudiana, Valdo di Lione e Francesco d’Assisi, si tratta di due scelte di povertà – quella di Valdo e quella di Francesco – che sembrano uguali ma che non lo sono, perché hanno rappresentato due modi diversi di dire l’evangelo, e hanno dato esisti ecclesiastici diversi. Ma comunque entrambi hanno cercato di ascoltare e ubbidire in modo radicale alla parola di Gesù”.
Nel sermone si parla delle tante visioni “sbagliate” su Dio. “Visioni imperiali, che giustificano guerra, morte e violenze. Da Oriente a Occidente, nel mondo cristiano, ebraico, islamico, induista… Idee sbagliate su Dio, che diventa strumento di potere, religione nazionale e di stato, giustificazione di odio e sopruso. Pensavamo che con la caduta del dominio nazista e del suo motto ‘Dio con noi’, fosse finito l’abuso del nome di Dio, e invece è tornato, e con esso i conflitti e le guerre giustificate religiosamente”.
Di fronte a conflitti, violenze, scelte drammatiche, ai rischi di una cristianità “intossicata dall’idea della propria presunta supremazia”, o di un “cristianesimo senza Cristo”, il pastore invoca i richiami biblici alla giustizia sociale, al diritto degli umili, ai limiti di potere per chi governa. La Bibbia del Sermone sul monte ci ricorda, secondo Bernardini, che “È nostro dovere denunciare questo uso del Nome di Dio come un abuso e una blasfemia. Perché? Perché Dio è buono. Anzi, è l’unico buono. Non è un Dio sanguinario e violento. Come afferma perentoriamente Gesù: «Perché mi interroghi intorno a ciò che è buono? Uno solo è il buono». Una verità netta, disarmante e disarmata”. Dio, prosegue Bernardini, “libera da ogni asservimento sociale e politico e soprattutto da ogni asservimento del cuore: «ogni tesoro [terreno] lega il cuore», diceva Ulrich Luz, lo lega e lo rinchiude in lacci di possesso egoistico: che sia la ricchezza materiale, o un’ideologia politica, o un odio sconsiderato per chi è diverso da sé. L’unico tesoro che libera il cuore è l’evangelo che ci mette al seguito di Gesù e che ci porta al Dio liberatore in un cammino di fede tra i poveri, i piccoli e gli umili”. La predicazione si conclude con un richiamo ai dieci comandamenti e con il testo tratto dal “Libro di preghiere” a cura di Eliana Bouchard: “Aspettavamo un superuomo, ci hai dato un bambino. Aspettavamo un capo, ci hai dato un fratello. Aspettavamo un giustiziere, ci hai dato una vittima. In risposta all’odio, l’amore; alla paura, la gioia; alla notte, la luce”.
Appuntamento questa sera alle 21, presso il Tempio di Torre Pellice, per la tradizionale serata pubblica, dedicata quest’anno ai rischi e alle tensioni cui è sottoposta la democrazia. A confrontarsi sul tema saranno Stefano Allievi e Fulvio Ferrario. I lavori proseguiranno nei prossimi giorni, durante i quali il Sinodo discuterà numerose questioni centrali per la vita delle chiese e della società.
Fra i saluti giunti alla Tavola valdese in occasione di questo Sinodo, quello di papa Leone XIV, quello del pastore Alfredo Giannini, Presidente della Federazione delle chiese pentecostali (FCP) e quello della vescova Teodora Tosatti della Chiesa cristiana vetero-cattolica.
I saluti del papa, che il cardinale Pietro Parolin ha fatto giungere tramite mons. Derio Olivero, fanno specifico riferimento alla riflessione in corso sul tema dell’intelligenza artificiale. Papa Leone “rivolge ai partecipanti il suo beneaugurante saluto, assicurando fraterna vicinanza e il ricordo nella preghiera”. Di fronte alla rivoluzione digitale, che sembra “suggerire il superamento dell’umano”, il papa “esorta a considerare che i cristiani sono chiamati a testimoniare insieme la libertà degli esseri umani creati a immagine e somiglianza di Dio (Gen 1,26-27). Si tratta di «far crescere la tecnica senza far regredire il cuore» (enc. Magnifica humanitas, 126)”.
Il pastore Alfredo Giannini, presidente della Federazione delle chiese pentecostali, scrive: “Il vostro appuntamento assembleare rappresenta da sempre un momento altissimo di democrazia ecclesiastica, di riflessione teologica e di impegno civile. Seguiamo con profondo rispetto e interesse le vostre sessioni, consapevoli dell’importanza che le vostre decisioni rivestono non solo per le Chiese metodiste e valdesi, ma per l’intera area del protestantesimo italiano e per la società civile”. E aggiunge: “Il Signore benedica ogni delegato e delegata. Possa la Sua Grazia guidare ogni discussione, trasformando i vostri lavori in uno spazio di ascolto reciproco e di coraggiosa testimonianza di giustizia e pace”.
La vescova Teodora Tosatti, per il Consiglio Sinodale della Chiesa cristiana vetero-cattolica, augura “la luce, la concordia e la determinazione che solo lo Spirito del Signore Risorto sa dare, per le scelte che farete e le decisioni che assumerete e per la vostra testimonianza evangelica in questo tempo pieno di sfide”.