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Chiuso il Sinodo valdese 2026. Fede, pace e giustizia

Sinodo valdese 2026: fede, pace e giustizia

 “La chiesa non è qui per se stessa. E in tale prospettiva non dovrebbe mai incurvarsi in se stessa. Portiamoci come chiesa che desidera costruire e non spezzare, perché questo è un segno prezioso per questo mondo”. Queste sono alcune delle parole del neoeletto moderatore della Tavola valdese, pastore William Jourdan, nel suo discorso finale al Sinodo, davanti a deputati e deputate riunite in Aula sinodale. La Chiesa non è superflua, ha detto Jourdan, “non è superflua, non in quanto istituzione con una forma particolare, ma in quanto coro di voci che, nella diversità dei registri vocali, ha un canto fermo di riferimento: l’annuncio dell’amore di Dio per questo mondo. Un annuncio che comincia dalle nostre chiese, rivolgendoci anche a quelle persone che vivono spesso con indifferenza la loro relazione con Cristo”.
I lavori sinodali hanno portato a una serie di decisioni importanti: atti per la pace, sul Medio Oriente, per la tutela dei diritti alla casa e nel lavoro, in particolare quello bracciantile. “Il confronto di cui abbiamo bisogno è quello che non ci fa mai perdere di vista la dinamica con cui si svolge anche questo nostro Sinodo: convocati da una Parola annunciata che ci appella” ha sostenuto Jourdan.
Parlando di Otto per mille e libertà della Parola, il moderatore ha richiamato a una sorta di autolimitazione che, “lungi dall’essere una concessione tattica, esprime un’opzione teologica precisa: la libertà della Parola predicata non si finanzia con il prelievo fiscale dello Stato”. Un forte richiamo alla perseveranza viene dal pastore Jourdan, che insieme alla Tavola valdese inizia un anno di lavoro. “Che cosa intraprendi se non sai sperare? E che cosa testimoniamo noi, se non sappiamo dare voce alla speranza? Di disperazione o rassegnazione ce n’è già a sufficienza” ha affermato Jourdan.
Nel discorso non sono mancati i ringraziamenti ad Alessandra Trotta per i suoi anni di lavoro, “segnati dalla determinazione gioiosa di una sorella che ha messo i suoi doni al servizio delle nostre chiese, portando con sé la ricchezza di una parte della nostra eredità teologica, quella metodista”. Inoltre, il moderatore ha ringraziato Thesie Müller che, come oggi la pastora Fanny Askani, ha scelto tempo fa di svolgere il ministero “in queste piccole chiese della diaspora protestante italiana”. E ancora, Ignazio Di Lecce, che in sette anni di impegno Tavola ha saputo insegnare “che la schiettezza e il confronto anche assai vivace non sono la negazione della fraternità, al contrario, il preludio ad una fraternità più profonda”.
Il Sinodo delle chiese metodiste e valdesi si chiude quindi oggi 26 agosto. L’assemblea, composta da circa 180 deputati e deputate provenienti da tutta Italia, ha affrontato i principali temi della vita delle chiese e alcune delle questioni più urgenti del presente.
Tra gli atti approvati, lo ricordiamo ancora, particolare attenzione è stata dedicata alla pace e al disordine globale, con il rifiuto della guerra come strumento di soluzione dei conflitti e un richiamo alla responsabilità delle chiese nel contrastare nazionalismo, razzismo, antisemitismo e strumentalizzazioni della fede. Il Sinodo ha preso posizione sulle politiche migratorie, criticando l’attuazione del Patto europeo su migrazione e asilo e chiedendo nuove politiche di accoglienza e integrazione. Netta anche la contrarietà ai Centri di permanenza per il rimpatrio (CPR). Un atto ha inoltre denunciato lo sfruttamento dei lavoratori agricoli e le condizioni di precarietà abitativa e sociale che colpiscono in particolare i braccianti migranti.
Al centro dei lavori anche la democrazia, considerata non una conquista acquisita una volta per tutte, ma una pratica da custodire e rinnovare attraverso partecipazione, diritti, inclusione e parità. L’atto dedicato alla situazione in Medio Oriente risuona come un appello alla pace, al rispetto del diritto internazionale e alla tutela dei diritti di tutte le popolazioni coinvolte. Il Sinodo ha ribadito il proprio impegno per il dialogo, per la formazione e l’autoformazione, per l’impegno sociale e culturale. Tra gli altri temi affrontati, la crisi abitativa, la diaconia e l’impegno sociale delle chiese, anche attraverso l’Otto per mille valdese. Senza mai perdere di vista la fede coniugata con il sostegno alle persone più fragili.
La Tavola valdese eletta risulta così composta: William Jourdan (moderatore), Daniele Palermo (vice moderatore), Ulf Hermann Koller, Andrea Sbaffi, Davide Rostan, Laura Baldassini, Davide Ollearo. Alla guida dell’Opera per le chiese evangeliche metodiste in Italia (OPCEMI), riconfermato alla presidenza il pastore Luca Anziani. Per il Consiglio della Facoltà valdese di Teologia, riconfermati Lothar Vogel come decano ed Eric Noffke come vice-decano. Al vertice della Diaconia valdese, riconfermato presidente Daniele Massa.
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