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Covid La situazione nell'ospedale di Pinerolo e... il futuro. Intervista al dott Pastorelli e Audisio

Tutto pronto a Pinerolo e nell’ASLTO3 nel caso di una nuova emergenza COVID

Intervista al dott. Mauro Pastorelli, direttore del reparto rianimazione dell’Ospedale “Agnelli” di Pinerolo e alla dottoressa Luisella Audisio responsabile direzione professioni sanitarie ASLTO3

di Dario Mongiello

direttore@vocepinerolese.it

GUARDA IL VIDEO INTERVISTA

Siamo ritornati nell’ospedale “Agnelli” di Pinerolo per incontrare il dott. Mauro Pastorelli che, nel mese di marzo, in piena emergenza coronavirus, ci aveva rilasciato una interessante intervista.

Guarda qui: https://www.vocepinerolese.it/video/2020-03-17/situazione-covid-ospedale-pinerolo-parla-dott-pastorelli-direttore-rianimazione-18029 .

 Oggi, con Pastorelli, anche la dottoressa Luisella Audisio responsabile direzione professioni sanitarie ASLTO3.

 Oggi non siamo più in emergenza Covid però i numeri di nuovi contagiati sono in aumento. Con la speranza di non ritrovarci più come nei primi mesi del 2020 abbiamo voluto conoscere qual è la realtà attuale a Pinerolo e se sono già pronti protocolli da adottare in caso di un aumento di ricoveri in ospedale.

 

Dott. Pastorelli, l’ospedale di Pinerolo è da mesi no Covid.

 “Nel mio reparto, quello di rianimazione-  al momento è tutto assolutamente tranquillo. Dal mese di giugno abbiamo avuto due casi di positività: uno in isolamento domiciliare l’altro è stato trasferito nell’ospedale “Amedeo di Savoia” di Torino. Come vede sono casi sporadici nonostante l’alto numero di tamponi che vengono fatti giornalmente anche in ospedale. Sono notevolmente aumentati il numero di tamponi che facciamo rispetto a prima ma le positività al momento non ci sono se non in maniera sporadica. È assolutamente necessario mantenere le precauzioni: non è stato dato il rompete le righe. Bisogna continuare a usare le mascherine, mantenere il distanziamento e no agli assembramenti. Secondo voi perché la tenda del pre triage davanti al Pronto Soccorso dell’ospedale “Agnelli” non è stata tolta?  Vero è che la situazione ospedaliera va meglio a Pinerolo, in Piemonte e in Italia ma non si può e non si deve abbassare la guardia”.

Dottoressa Audisio qual è la situazione, oggi, in “ambito” Covid 19, nell’ASL TO3?

Credo sia importante avere una visione generale di quello che si sta facendo e che L’ASLTO3 sta facendo, anche a Pinerolo, in questi periodi. Rimane operativo il controllo dei pazienti che entrano in ospedale con il pre triage ma sono stati intensificati anche i tamponi di sicurezza con una serie di azioni che vengono fatte anche con il monitoraggio delle persone a domicilio. Siamo, in questo momento, in una fase importante, delicata, ed è anche per queste ragioni che è importante effettuare il monitoraggio ai cittadini compreso il Pit Stop. Ricordo che il monitoraggio lo adottiamo anche nelle RSA che rimane un luogo delicato. Continuiamo anche con il monitoraggio delle persone a domicilio.  I professionisti sanitari, infermieri, tecnici di radiologia di laboratorio stanno governando e monitorando il fenomeno. A Pinerolo, ogni settimana, facciamo, mediamente, circa 240 tamponi nel Pit stop. Verrà attivato un punto di accesso diretto a Pinerolo. C’è una fortissima attenzione da parte della direzione dell’ASLTO3 proprio per essere pronti ad intervenire al primo campanello d’allarme e l’azienda sanitaria è già pronta per ogni intervento”.

Durante l’emergenza il personale sanitario è stato sotto pressione. Erano tutti eroi. E adesso?

“Non è stata una situazione facile per gli operatori sanitari, - prosegue Audisio -  le ferite sono ancora aperte. Il personale ha vissuto una grande sofferenza. Intanto tutto il personale che è stato assunto per far fronte all’emergenza Covid è ancora presente e operativo. Queste assunzioni hanno permesso anche di consentire un periodo di riposo per i nostri operatori. Riposo necessario anche per la ripresa psicofisica.”

Corriamo il rischio di rivedere DPI inadeguati (a volte inesistenti) per il personale sanitario come avvenuto, in alcuni momenti, durante l’emergenza?

“Nessun pericolo. Ogni azienda sta realizzando un magazzino con i dispostivi per essere pronti per ogni altra evenienza.”

Dott. Pastorelli dal periodo dell’emergenza a oggi cos’è cambiato? Superato il momento del “siamo stregoni” che provano terapie?  

“All’inizio ci siamo trovati di fronte con qualcosa di nuovo e si andava per tentativi. Adesso esiste l’efficacia di alcune terapie come, per esempio, il plasma iperimmune, l’utilizzo del cortisonico, tutte terapie che son venute “strada facendo”. All’inizio eravamo in emergenza, sotto tutti i punti di vista, sia per numero di ammalati che per la non certezza dell’affidabilità delle cure a nostra conoscenza in quel momento. Adesso siamo in una fase di attenzione ma non è più così ma è anche vero che non siamo più in emergenza”.

I morti registrati a Pinerolo sono stati causati dal Covid o sono persone che sono decedute con il Covid?

Bella domanda. Si, ci sono stati dei morti nell’ospedale di Pinerolo. La percentuale dei morti in rianimazione è stata inferiore rispetto a quella a livello nazionale. A livello nazionale si parla di mortalità in rianimazione del 40% noi siamo sotto il 30 %. Sono certo che un paziente nel mio reparto è morto per il Covid. Gli altri morti avevano patologie di base quali obesità, diabete e ipertensione che la letteratura indica come predisponenti alla gravità del Covid. Se ci sono queste caratteristiche nel paziente, nella storia patologica del paziente, lo stesso deve considerarsi fragile. Gli altri deceduti nel mio reparto avevano almeno una di queste patologie. Ho avuto 30 pazienti in rianimazione, alcuni di questi sono stati trasferiti altrove. Nel mio reparto 15 sono stati intubati. Su 30 pazienti i deceduti sono stati 5, uno certamente per il Covid gli altri avevano il Covid ma anche altre patologie come già spiegato. Questi sono i dati della terapia intensiva”.

Dottoressa Audisio c’è un nuovo protocollo, un piano di emergenza per una nuova ipotetica diffusione del virus con i relativi e tanto temuti ricoveri ospedalieri?

Sì, c’è un piano di emergenza che è stato deliberato che si basa anche sull’esperienza acquisita. Sappiamo come procedere e con quale ordine. Quando si è in emergenza le fasi vengono modificate. Siamo pronti, L’ASLTO3 è pronta per affrontare, speriamo mai, una nuova emergenza”.

Dott. Pastorelli, mentre nel suo reparto era ricoverato il vescovo di Pinerolo Derio Olivero, lei ha ricevuto una telefonata da Papa Francesco. Pensava a uno scherzo?

“Si poteva pensare proprio così essendo arrivata la chiamata sul mio cellulare con un numero privato. Quando ho sentito “sono Papa Francesco” ho realizzato cosa stava accadendo.  In quel momento, vicino a me, c’erano due miei colleghi i quali, quando mi hanno sentito dire “santità”, mi hanno preso per matto”.

Quali consigli possiamo dare ai cittadini? Molti pensano che sia tutto falso, che di mezzo ci sia una “volontà” politica. C’è gente che continua a dire che è tutto falso. Eppure i morti ci sono stati, anche tra i medici e tra il personale sanitario.

È molto difficile da far capire. Tra i medici che sono morti voglio ricordare un collega che ha lavorato anche a Rivoli, Davide Cordero che è deceduto di Covid a Cremona.  Abbiamo toccato con mano quanto può essere grave il Covid anche sulla pelle dei nostri colleghi. Oggi registriamo positività in persone che tornano da luoghi dove ci sono stati assembramenti.  Se continuiamo a dire che bisogna mettersi la mascherina, che è necessario il distanziamento, evitare gli assembramenti, una ragione c’è. E non c’è nulla di diverso di quanto si può leggere nei testi e libri ove si parla di infezioni gravi.  I principi di base per evitare la diffusione del virus sono sempre gli stessi: mascherina, distanziamento il non assembramento. Ho l’impressione che questi atteggiamenti superficiali da parte di molte persone siamo il frutto di un momento culturale che stiamo vivendo: la chiacchiera da bar sta diventando verità globale.”

Nella foto la dottoressa Audisio e il dott. Pastorelli

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