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VIDEO. Guarire dalle vene varicose si può. Ecco come si può fare

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Endovascular Team  J medical

 

Info :tel  +39 011 013 0303 - +39 011 467 7811

 

L’IVC (l’insufficienza venosa cronica) interessa il 70 % della popolazione occidentale di età compresa fra i cinquanta e sessant’anni. Attualmente si parla di 150000 interventi l’anno, l’85% dei quali utilizzando tecniche di 100 anni fa, con recidive della malattia varicosa che vanno dal 45 al 60%, obbligando cosi il paziente a reinterventi poco risolutivi.

A partire dai primi del 1900 diverse tecniche sono state utilizzate per risolvere la malattia varicosa degli arti inferiori. In questi ultimi anni sono diminuiti gli interventi di stripping delle safene (rappresentano ancore in Italia il 92%, anche se aboliti al livello Europeo), lasciando spazio ad interventi più mirati e meno traumatici, in particolare con la comparsa negli anni 80 delle terapie ablative endovascolari come laser e radiofrequenze. Queste tecniche, pur essendo mini-invasive, possono essere estremamente dolorose durante l’esecuzione a causa del calore sviluppato; necessitano quindi di anestesia locale o peridurale, e in ogni caso richiedono l’esecuzione di esami preoperatori, di una preparazione all’intervento, di un ricovero in day surgery, e possono presentare controindicazioni in alcuni pazienti, proprio a causa degli effetti della cauterizzazione endovascolare.

Il Team endovacular composto dal Dottor Jean Pierre Candido, chirurgo vascolare della facoltà di Parigi e Membre de la societé Française di chirurgie Vasculaire e della Dottoressa Cristina  Garrino, Docente ed internista specializzata in procedure invasive ecoguidate ed in particolare in posizionamento di cateteri endovascolari, propone la risoluzione della malattia varicosa e delle sue complicanze tramite una tecnica innovativa completamente indolore, non invasiva, rapida, ambulatoriale e priva di effetti collaterali o reliquati quali cicatrici, parestesie o discromie cutanee.

Tale tecnica (coperta dal brevetto Venaseal-Sapheon di una delle maggiori aziende mondiali di tecnologia biomedica, la Medtronic, e sperimentato dal 2012) consiste nell’utilizzo di una colla altamente biocompatibile (cianoacrilato) appositamente modificata (utilizzata in chirurgia da 40 anni) in modo da polimerizzare a contatto con il plasma e non creare reazioni avverse, cicatrici o indurimenti intravascolari; la colla arriva nelle vene interessate attraverso un catetere endoluminale; tale catetere, inserito con procedura ecoguidata e totalmente indolore, viene portato fino al punto della vena interessato dall’insufficienza o dalla varicosità; una volta depositata una minima quantità di colla, la vena viene compressa, sempre sotto controllo ecografico, per consentire la polimerizzazione del cianoacrilato e la chiusura definitiva della vena. Tutta la procedura èseguita istante per istante grazie all’utilizzo dell’ecografo, che consente la visualizzazione della vena lungo tutto il suo decorso, del catetere e della colla, così come consente di verificare in real-time l’avvenuta chiusura della vena.

Proprio la minima invasività della procedura consente di proporla anche a pazienti che assumono anticoagulanti, senza rischi e senza interruzione della terapia.

Questa tecnica permette inoltre l’immediata ripresa della mobilità, l’assenza di complicazioni, evita l’interruzione dell’attività lavorativa,e soprattutto non lascia cicatrici, non richiedendo incisioni della cute o procedure chirurgiche vere e proprie; in alcuni casi può essere consigliabile l’utilizzo di un monocollant antitrombo per alcuni giorni.

L’attuale statistica dimostra un netto miglioramento della risoluzione della malattia varicosa tramite questa tecnica VenaSeal sulle ormai sorpassate tecniche di laser e radiofrequenze, con un risultato del 98,9% di vena Seal contro 95% delle radiofrequenze.

Per poter procedere a tale intervento, il Team endovascular propone una valutazione preliminare presso l’ambulatorio di chirurgia vascolare  che potrebbe diventare Team JET del Dottor J.P. Candido, il  mercoledì pomeriggio e venerdì  mattina; in tale sede verrà eseguito uno screening  completo con esame clinico ed ecodoppler, anamnesi accurata e valutazione delle indicazioni, illustrazione della procedura e dei risultati attesi, e in caso di decisione in tal senso potrà venire programmato direttamente intervento con l’esclusività  per le sale operatorie del JMedical.