Don Paolo Bianciotto: 40 anni di servizio per la comunità. Pinerolo

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di Piergiacomo Oderda

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Suonano alla porta, don Paolo Bianciotto si leva di scatto e con un sorriso accoglie tutti, lieto di aver festeggiato il 9 novembre scorso i 40 anni di servizio presso la parrocchia Madonna di Fatima. L’immagine del poliedro scelta dai padri sinodali per descrivere il mistero della famiglia ben rappresenta anche il ministero sacerdotale di questo infaticabile parroco.

C’è un’immagine biblica che ha animato il suo servizio?

«La frase di Paolo “Tutto posso in colui che mi conforta” o meglio ancora “Il Signore ama chi dona con gioia”, il motivo di fondo di una donazione nel sacerdozio, un servizio quotidiano reso attento attraverso l’analisi delle varie situazioni, arricchito e illuminato dal Vangelo».

Quali sono i punti di forza di questa comunità?

«Gli elementi attorno ai quali ruota tutta la vita di una comunità sono fondamentalmente tre: la catechesi, la liturgia e poi l’apostolato e il servizio». Don Paolo si illumina: «noi crediamo che Gesù Cristo, figlio di Dio venuto in mezzo a noi, ci ha redenti e salvati. Noi oggi dobbiamo essere capaci di dirlo: “Guarda che sei salvo! Guarda che devi tirare su la testa, devi guardare il mondo con fiducia, con speranza perché non siamo schiavi, ma liberi!”». Sono cresciuti tre gruppi famiglia, dalla catechesi post battesimale: «parlando del battesimo, del dopo battesimo, questi genitori indicano la strada di una possibilità di far gruppo». Si trovano una volta al mese verso le cinque del pomeriggio di un sabato «a turno leggono e approfondiscono la pagina di Vangelo, dopo c’è la santa messa a cui segue una condivisione della cena. I bambini giocano». Quanto ai giovani, «Ciò che vorrei sottolineare è la preparazione degli animatori. Alcuni si recano ad Assisi dai frati francescani e partecipano a queste catechesi che si svolgono a livello nazionale. Non è vero che i giovani non rispondono a delle sollecitazioni che siano autentiche ». La catechesi dei bambini più piccoli«si è adeguata nel tempo con i nuovi programmi, con i nuovi ritmi. Avremo anche noi cresima e comunione nella medesima data, soprattutto si cerca di coinvolgere le famiglie». L’attività principale del gruppo degli anziani ( “Anta”) è «una condivisione di Vangelo a voce alta potendo far delle domande, porre delle questioni. A volte in chiesa la gente subisce quel che viene detto dal pulpito, non può intervenire». Al martedì si può fare!”

Nell’ambito della liturgia

 «Non dobbiamo dimenticare coloro che continuano a preparare la chiesa anche dal punto di vista estetico, noi siamo abituati a entrare in un locale ma non ci chiediamo mai chi fa la pulizia, chi tiene a posto i fiori, la tovaglia».

E l’apostolato?

 «Inizierei dalle opere all’interno perché il mio punto di vista è stato sempre quello di creare rete tant’è che appunto il teatro lo abbiamo chiamato Teatro Incontro. Sono dell’avviso che la gente per parlarsi, deve incontrarsi. Nella Polisportiva, abbiamo le bocce, il calcetto, tutta una serie di attività perché credo che sia possibile far incontrare gli anziani, i giovani, i più piccoli. Da ultimo, andando avanti nel discorso della socialità, abbiamo un’associazione APSM, Associazione Progresso Solidarietà nel Mondo. Questa associazione che si riunisce mensilmente attua dei progetti in diverse parti del mondo:  Brasile, Indonesia, Filippine, Kenya, Congo, ultimamente in Albania».

L’organo della chiesa è stato inaugurato il 2 novembre 2011.

 «Dal punto di vista architettonico, ci siamo consultati con il prof. Marchiando Pacchiola che alla vista del disegno ha detto che sarebbe rimasto ben incastonato nella nostra chiesa». Ricorda con gratitudine la signora Matilde e la signorina Vignolo che con le loro eredità hanno permesso di completare la realizzazione dell’organo « che io dico canterà ancora le lodi del Signore fra duecento anni, quando noi non ci saremo più. Contemporaneamente è nata l’Accademia Organistica, l’ing. Sorrentino ha seguito tutta la genesi, dal progetto fino alla collocazione». Preziosi l’aiuto dell’ing. Bovera e dello studio Rostagno perché l’organo che pesa cinque tonnellate aveva bisogno di un sostegno strutturale adeguato. Inizialmente il Corelli teneva in parrocchia le lezioni di organo, ora continuano a organizzare dei master. «Ci sono già state diverse registrazioni di cd di maestri validi, conosciuti a livello nazionale e internazionale».

Don Paolo consigliere dell’Asilo Umberto I

 «Sono presidente di Nuova Scuola Mauriziana Associazione di Torre Pellice, comprensiva anche della scuola primaria. La mia personale convinzione è che l’educazione ai valori, all’amicizia, all’accoglienza, alla fraternità, al perdono, al gioco, all’allegria inizia fin dai primi anni. E’ fondamentale».

La Parrocchia è stata eretta nel Borgo Fornaci con il servo di Dio Giovanni Barra. C’è qualche tratto che conservate come eredità di questo sacerdote? «L’attaccamento alla Madonna. Il titolo “Madonna di Fatima” è venuto un po’ da lui e dalla sua devozione alla Madonna tant’è vero che la stessa chiesa costruita dallo stesso architetto a Pragelato, Madonna delle Nevi, è anche quella dedicata alla Madonna».

Quest’anno ricorrono i cinquecento anni della Riforma, nell’affresco di Giovanni Carena c’è un accostamento inusuale tra Lutero e Giovanni Paolo II.

«L’affresco nasce proprio da questa consapevolezza che purtroppo nella Chiesa ci sono sempre state delle divisioni». Papa Giovanni XXIII, papa Paolo VI e Papa Giovanni Paolo II sono stati accostati ad altrettante figure che partecipano all’evangelizzazione:  Atenagora, Calvino e Lutero. «In diocesi ricordo l’attaccamento a questa tematica del canonico Merkl, un grande pioniere anche per quanto riguarda la problematica dei matrimoni misti, per quanto riguarda il battesimo. Si parla adesso di un battesimo riconosciuto sia da parte cattolica che da parte protestante, valdese».

Don Paolo già vicario del vescovo

«Ero vicario generale con Mons. Giachetti, quando mons. De Bernardi è entrato ha voluto ancora avvalersi della mia presenza. Si è andati avanti una decina di anni soprattutto c’è stata una continuazione di impegno per quanto riguarda la tenuta di tanti edifici, su in valle, ricordo il rifacimento del tetto di Bourcet , ricordo l’impegno per Pragelato, Fenestrelle, Mentoulles.La mia conoscenza del clero ha fatto in modo che il nuovo vescovo potesse continuare quest’opera che era già stata iniziata da mons. Giachetti poi c’è stato il cambio di vicario».

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