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Ancora una volta i sindaci del pinerolese sono scesi in piazza per protestare contro la riduzione dei servizi e i tagli nella sanità nel pinerolese. Oltre mille persone hanno partecipato, il 10 ottobre 2015, al corteo di protesta che è partito dalla stazione di Pinerolo ed ha raggiunto l’ospedale “Agnelli”. Una protesta forte dalla quale il PD pinerolese ha voluto fare un distinguo… affermando anche: “e non facciamo campagna elettorale agitando le paure!”. Si è “notata” l’assenza del consigliere regionale Rostagno, già sindaco del comune di Usseaux. Questo il comunicato stampa del PD che cerca di “difendere” l’operato del Governo della Regione Piemonte (PD). I “maligni” nei commenti in campo politico affermano: “cane non morde cane…”
Questo il Comunicato Stampa del PD pinerolese
In quest’anno di governo regionale, si è fatto promotore, tramite i suoi rappresentanti istituzionali, di numerosi incontri fra i rappresentanti dei sindaci del territorio pinerolese e i vertici dell’ASLTO3 per evidenziare le problematiche della sanità territoriale e definire possibili soluzioni.
Non a caso oggi, più che in passato, i sindaci del territorio sono più attori coinvolti e meno spettatori.
E’ stato un anno difficile perché, dobbiamo ricordarlo, l’eredità del passato vedeva:
la Regione Piemonte assoggettata ad un Piano di Rientro imposto dal Ministero (una sorta di commissariamento che impone una riassunzione limitata del personale, un controllo della spesa con pochissima elasticità gestionale);
il tendenziale di spesa che, a settembre, superava di 400 milioni circa il budget di spesa annuale;
un ancora elevato numero di centri di spesa;
l’assessorato regionale destrutturato e carente di dirigenza e staff;
molte ASL che non avevano ancora chiuso i bilanci consuntivi degli anni passati;
atti aziendali (per ogni ASL) superati dal tempo.
Per questo motivo la Regione Piemonte, unica in Italia, ha provveduto a definire un piano di ristrutturazione ospedaliera che organizza il numero di strutture complesse (i primariati) nei limiti di un parametro nazionale.
La sfida è poi nell’investimento sull’organizzazione della medicina territoriale che consentirà meno ospedalizzazione e una maggior diffusione di servizi alla persona sui territori. Il pinerolese deve cogliere questa sfida anche alla luce dell’esperienza già attivata del servizio di medicina domiciliare.
Entro metà novembre ogni ASL dovrà presentare all’assessorato il suo piano organizzativo.
Nel 2016 potrà quindi essere avviata un’attività che permetterà di innovare il processo di cura, in forma meno tradizionale, meno "pesante" per l’utenza, ma anche meno dispendiosa.
Questo consentirà in futuro di liberare risorse economiche da destinare ad assunzioni di personale e ad investimenti soprattutto di tecnologia.
Il Partito Democratico, in questo percorso, con i rappresentanti istituzionali
chiede che le risorse economiche assegnate al territorio pinerolese tengano conto della caratteristica del pinerolese come area marginale per la presenza di molti nuclei urbani in zona disagiata;
vuole garantire un numero di posti letto nelle strutture ospedaliere che corrispondano alla reale esigenza di cura;
non cede agli allarmismi sul depotenziamento dell’Ospedale di Pinerolo che danneggiano anche l’operato di medici ed infermieri che in questi anni si sono adoperati per garantire operatività e qualità anche in un momento di carenza di risorse.
Vogliamo essere vigili, propositivi ….. e non facciamo campagna elettorale agitando le paure!
Pinerolo 10 ottobre 2015