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"Anche io posso": che strumento l'amministrazione di sostegno!

Ieri sera si è tenuto, presso la sede dell'associazione Anffas Pinerolo, a Villa Prever, il decimo incontro del progetto “Anche io posso”. Un'iniziativa molto particolare ed innovativa, voluta fortemente dalle associazioni Anffas Pinerolo e Edamev@, ma anche da privati, che si sono fatti carico delle spese, e dal Comune di Pinerolo, che ha fornito le strutture. Obbiettivi del progetto sono la sensibilizzazione della cittadinanza verso le persone disabili, ma anche e soprattutto, qui sta la novità, a creare un clima di confronto costruttivo con i normodotati. Confronto che si crea in momenti di discussione, laboratori ed addirittura con una trasmissione radiofonica su radio Bequit. Il tema della serata di ieri si collocava nell'ambito giuridico ed i due relatori erano apputno gli avvocati Luca Paparozzi e Domenico Odetti. Argomento centrale è stata la riforma, datata 2004, che ha introdotto nel sistema giuridico italiano la cosiddetta Amministrazione di sostegno. Si tratta, a grandi linee, di una legge che introduce la figura dell'amministratore di sostegno, ossia una persona da affiancare ad un portatore di disabilità fisiche o psichiche, permanenti o temporanee, che svolga per l'amministrato i compiti e le attività che la sua patologia gli impedisce di compiere. La grande innovazione portata da questa riforma è la possibilità, per i giudici, di creare dei profili specifici per ogni richiedente; in tal modo, l'assistito non perde la sua capacità giuridica in toto, ma limitatamente, se necessario, al suo caso specifico . L'amministratore di sostegno, per usare le parole dell'avvocato Odetti, “Non sostituisce l'amministrato, lo affianca”.

La riforma del 2004 mette nelle mani delle persone affette da disabilità e delle loro famiglie uno strumento potentissimo ed innovativo, in grado di risolvere elasticamente la maggior parte delle problematiche che si possono presentare nell'arco della vita. Altro enorme vantaggio è la totale assenza di costi, poiché l'amministratore svolge le sue funzioni come volontariato.

Tutto perfetto, dunque? Purtroppo no. La grande pecca di questa norma è di intasare le cancellerie dei tribunali; infatti, a fronte di sempre maggiori richieste che un tale ottimo servizio ovviamente comporta, il numero dei giudici tutelari che si occupano dei casi è rimasto lo stesso.

Il problema” ha detto l'avvocato Odetti “è che non ci sono le risorse per un potenziamento del sistema dei tribunali, dei servizi sociali e delle ASL. Anzi, la tendenza, in questo periodo, va nel senso opposto: chiusura dei tribunali, tagli ai servizi, tagli alle ASL. È come avere una Ferrari pronta a correre senza una pista per farlo.”

In ogni caso, l'obbiettivo maggiore conseguito dalla nuova legge è stato quello di impedire che le persone che non potessero completamente provvedere a sé stesse non venissero isolate dalla società, come un tempo effettivamente accadeva.

Grazie alla riforma sull'amministrazione di sostegno, abbiamo delle persone assistite ed integrate nella società ed una giustizia vicina ai cittadini bisognosi”

In che modo ciò è possibile?

Attraverso la creazione di un profilo procedurale modellato sulle esigenze del richiedente e sopratutto con il lavoro dell'amministratore di sostegno.”

Ora il ciclo di eventi di “Anche io posso” prosegue, con incontri che spaziano dalla pet terapy alla sensibilizzazione nelle scuole superiori. Un progetto importante, che coinvolge numerose componenti della società e della cittadinanza, a cui vanno tutti i nostri complimenti.

 

Simone Sindoni

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