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Beppe Tuffarulo vince al Giffoni Film Festival

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di Piergiacomo Oderda

Beppe Tuffarulo vince al Giffoni Film Festival con il cortometraggio “Brother” la sezione dove sono i genitori a votare (“Parental experience”). «Ne ho sentito parlare tantissimo ma viverne l'energia è incredibile. Mi sono confrontato con i genitori ma nel muovermi mi faceva impressione trovare una marea di bambini appassionati e competenti». Il direttore del festival, Claudio Gubitosi, inizia dal premio Amnesty International assegnato al cortometraggio “New Neighbours” di Andrea Mannino. La pellicola affronta tematiche razziali in modo semplice e leggero tanto da poter essere veicolato a tutte le età; sono i bambini ad essere capaci di guardare oltre ed essere liberi. Il premio CGS (Cine circoli Giovanili Socio culturali) viene ritirato dal regista Steven Oriff e dall'attrice Zusanna Sorowy per il lungometraggio “My name is Sara”. Il film è tratto dalla storia vera di una tredicenne polacca la cui famiglia viene sterminata dai nazisti. Antonia Grimaldi richiama dal palco l'attenzione dei piccolissimi “giffoners” con la maglietta gialla, hanno dai tre ai cinque anni. Per la sezione “Elements +3” viene premiato il corto canadese “The most magnificent thing” di Arna Selznick; ritira il premio la produttrice Pamela Slavin. Si passa alla sezione “Elements +6” dove si premiano “Zibilla”, cortometraggio svizzero di Isabelle Farez e “Rocca changes the world”. La regista di questo lungometraggio tedesco, Katja Benrath, ringrazia la giuria. Per la sezione “Elements +10”, vince il regista italiano Salvatore Allocca con il corto “The school trip”. Affascinante il trailer di “Teacher”, lungometraggio indiano di Siddhart Malhotra. Una persona affetta da sindrome di Tourette che provoca tic nervosi si ritrova a sfidare una classe di allievi. Per i documentari della sezione Gex doc, Tony Guarino premia “In the name of your daughter” di Giselle Portenier sul tema delle mutilazioni genitali femminili in Tanzania, l'obiettivo è «cambiare cuore e menti». Per la sezione “Generator +13”, vince un film ispirato alle canzoni di Bruce Springsteen, in uscita nelle sale il 29 agosto, si tratta di “Blinded by the light”, lungometraggio britannico di Gunder Chadha. Invia al festival un simpatico contributo video per testimoniare la gioia di aver ricevuto il premio. Il dibattito sulle relazioni sentimentali in adolescenza è il motivo del premio a “Giant little ones” di Keith Bernmann, canadese. Per l'ultima sezione, “Generator +18” vince il film americano di Mark Webber “The place of no words”; il cortometraggio premiato, “Song sparrow” è opera di Farzaneh Omidvarnia, danese.

Significativi i contributi del presidente del festival, Piero Rinaldi e del sindaco di Giffoni (SA), Antonio Giuliano. Il presidente ringrazia Borgonzoni, sottosegretario per il Ministero dei beni culturali che ha promesso di portare a Giffoni una sezione della scuola nazionale di cinema. Esprime gratitudine verso le forze dell'ordine, la Croce Rossa, gli esercenti commerciali, i giffonesi tutti. Si calcola un passaggio di quaranta mila persone al giorno, 560 i ragazzi impegnati nello staff, duemila le famiglie che hanno ospitato i giurati (6200 provenienti da cinquanta nazionalità diverse). Il sindaco parla di «soddisfazione immensa, orgoglio, entusiasmo, gioia» per una città che conta dodici mila abitanti. Ringrazia l'amministrazione comunale per aver raccolto la sfida e per essere riusciti ad inaugurare la “Multimedia valley”.

 

Piergiacomo Oderda