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FOTO. "L'alterità dello sguardo", mostra di pittura

 di Piergiacomo Oderda

«Ho bisogno di spazi» confida Lorenza Bracchi. Abita a Torino in via Monte Rosa e scorge dal suo balcone solamente un muro e un rettangolo di cielo. Dipinge dal 2002 ed espone in una mostra collettiva in via Po, nella sala mostre della chiesa dell'Annunziata. I suoi dipinti evocano il mare, si intitolano “Vela al tramonto” e “Nave in tempesta”. Altri marosi spumeggianti compaiono in “Colori in movimento” di Edi Contini, mentre domina il blu in “Sea of emotion” di Sandra Seia. Altro tema affrontato dalla compagnia di pittori che si ritrova il mercoledì, armati solo di tela e pennelli, è il “food”, “Peperoncini rossi” di Margherita Chianura, “Il melograno” ancora di Sandra Seia e “Profumo d'uva” di Michela Fischetti. Si fronteggiano un'immagine di partenza, “Lampione e la valigia” di Adriano Carpani e “Rosso che unisce” di Enrico Carletti, messaggio di solidarietà attraverso un vigoroso intreccio di mani. L'interesse è rivolto anche al tessuto urbano in “Metropoli” di Liliana Averono e “Passeggiando sotto la pioggia”, un dittico di Doriana Giustetto. Su fiori e colori gioca il dipinto di una ballerina di Maria Stella Costan. Chiediamo a Paola Porta quale prospettiva emerga nei suoi quadri intitolati “Sguardo pink” e “Sguardo black”. «Mi sono ispirata all'importanza e all'urgenza di provare a guardare il mondo con lo sguardo dell'Altro. Solitamente (anche politicamente) è il nostro sguardo la finestra/filtro attraverso cui costruiamo la nostra (e quindi limitata) visione, lettura, interpretazione del mondo. La complessità del reale richiede quella che definisco "l'alterità dello sguardo": il molteplice, la pluralità delle significazioni. La convivenza civile del rispetto dell'altro, in tutte le sue declinazioni. Tra le altre anche quella " di genere", contro il femminicidio, spesso mascherato (e quindi tollerato, se non giustificato) da "graffianti carezze" (terzo quadro)».

 

Piergiacomo Oderda