“Ri-generation shop”, “Cnos-Fap”, la pastorale giovanile salesiana

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di Piergiacomo Oderda

Don Angel Fernandez Artime, rettore maggiore dei salesiani, conclude la sua visita a Torino con il taglio del nastro di “Ri-generation shop”, spazio vendita e laboratorio di elettrodomestici rigenerati, geniale collaborazione tra l’associazione Cnos-Fap, la pastorale giovanile salesiana, la parrocchia Santi Pietro e Paolo di Torino e l’impresa Astelav srl (Via Saluzzo 39/a, Torino). Don Enrico Stasi rileva essere un’idea di don Bosco, «l’alleanza tra il mondo educativo e il mondo lavorativo, abilitare i giovani ad essere indipendenti e a costruire sogni in percorsi di autonomia». Il corso professionale classico con i suoi tre anni può risultare troppo impegnativo, occorre individuare «possibili nuove soluzioni per chi ha serie difficoltà con la scuola».  Il microfono passa all’imprenditore di Astelav srl, Giorgio Bertolino, classe 1941, che narra con la voce rotta dall’emozione i suoi trascorsi salesiani. Nel lontano 1952 ha fatto il chierichetto ad uno dei predecessori di don Artime, don Renato Ziggiotti; conserva ricordi splendidi del collegio di Lanzo. Suo padre, inoltre, aveva un’officina in Barriera di Milano e «quando aveva bisogno di operai andava all’oratorio Michele Rua». Passa ad illustrare la filosofia di “Ri-generation”, «intercettiamo elettrodomestici destinati alla discarica e li rigeneriamo. Non è solo una riparazione ma qualcosa di più, diamo un anno di garanzia». L’”economia circolare” imita «quello che fa la natura, dove nulla si crea e nulla si distrugge». Il laboratorio nasce «per insegnare un mestiere che diventerà sempre più importante».

Si alzano in piedi due rappresentanti delle istituzioni. Monica Cerutti, innanzitutto, Assessora regionale alle politiche giovanili, plaude all’«anima del progetto legata alla sostenibilità in una riflessione più generale sui nostri stili di vita». «E’ importante ragionare in termini di discriminazione positiva secondo le specificità dei ragazzi, in un accompagnamento e costruzione di percorsi di inclusione». Sonia Schellino, coordinamento politiche educative, sociali e di cittadinanza per la Città di Torino, vede nel progetto quasi un «ritorno alla bottega, la possibilità di imparare un mestiere che fino a qualche tempo fa era la via classica per chi non voleva affrontare un percorso di studio». San Salvario è «un quartiere pieno di criticità e di risorse, nascono sempre nuove iniziative di “rigenerazione urbana”». «Le imprese artigiane hanno un potenziale per inserire ragazzi perché diventino pienamente cittadini anche attraverso il lavoro».

I figli di Giorgio Bertolino, Ernesto e Riccardo aggiungono qualche particolare. «Don Mauro Mergola, parroco di Santi Pietro e Paolo, ci ha lanciato una sfida», racconta Ernesto, «perché non potete formare i ragazzi che noi aiutiamo? Questa è una sfida che ci sentiamo di intraprendere con il massimo dell’entusiasmo». «Siamo partiti dall’idea di aiutare l’ambiente recuperando gli elettrodomestici per poi dare opportunità di lavoro a chi l’aveva perso». I ragazzi svolgeranno una parte teorica a Valdocco e poi «metteranno le mani agli elettrodomestici qui in laboratorio». Un applauso parte quando comunica l’emozione provata nel pomeriggio quando «guidati da Giuseppe, il nostro responsabile tecnico, la prima lavatrice, dopo aver sostituito vasca e resistenza, si è rimessa in funzione». Riccardo spiega che Astelav distribuisce ricambi di elettrodomestici nel mondo da cinquant’anni, il settore della riparazione è un’attività di diversificazione dell’azienda. «Gli elettrodomestici saranno sempre più evoluti e connessi ma ci sarà sempre bisogno di una persona competente che entra nelle case a riparare».

Don Artime alza il pollice, «per prima cosa, secondo l’Onu, oggi sono 267 milioni le persone in movimento, i migranti». Alza l’indice, «in secondo luogo, sono 67,3 i milioni di giovani in movimento per il mondo». Invita a pensare cosa significhi avere sedici anni ed essere a Mosca o a Istanbul da soli a cercare un lavoro, dove mangiare. Ricorda le parole di papa Francesco il 21 giugno di tre anni fa in una Basilica di Maria Ausiliatrice piena con tremila persone fuori, «vi chiedo una cosa importante, quando i problemi sono urgenti, dobbiamo trovare soluzioni urgenti». «Non sempre i vostri ragazzi possono fermarsi cinque anni nel percorso scolastico», si rischia che il sistema li cacci via. «Possiamo fare qualcosa per questi ragazzi, li possiamo aiutare ad avere una doppia capacità di formazione teorica e pratica per arrivare ad essere professionisti». Cita infine Madre Teresa di Calcutta, «sono tanti quelli che hanno fame in India, se io oggi ho potuto dare da mangiare a uno, per lui è stata una vera salvezza». «Se cambiamo la vita di uno di questi giovani abbiamo fatto un pezzo importante, la famiglia salesiana continua a credere in questi giovani».

Nelle foto Don Angel Fernandez Artime, rettore maggiore dei salesiani e don Mauro parroco Santi Pietro e Paolo;   il  negozio;, Schellino;  Artime e Mergola, Schellino e Cerutti,  Artime, Riccardo, Bertolino e visione d’insieme

Piergiacomo Oderda

 

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