Le foto. “Cuori in cammino”: quante storie, quante emozioni. Pinerolo

Emozioni, tante storie da raccontare, un grande successo di pubblico. Così è cominciata Cuori In Cammino

Pinerolo non poteva che essere un’emozione particolare.

Questa volta dal Pronto Soccorso ci sono uscito in abbigliamento sportivo a passo svelto verso la nuova vita e non in ambulanza a sirene spiegate verso il reparto di emodinamica di Rivoli dove mi aspettava l’ennesima angioplastica, come quando ho avuto l’infarto.

Questa volta lì fuori c’erano un centinaio di persone, certamente tanti amici, ma anche tanti volti sconosciuti, mossi solo dal desiderio di voler portare il loro cuore in cammino.

E quindi Pinerolo è stata in fondo una sorpresa che non mi aspettavo.

Giovani e meno giovani, ragazzini e tantissime donne perché per gli uomini camminare sembra un’attività sminuente, persino qualche amico a quattro zampe e poi Nina, che nascerà fra qualche giorno, ma già col cuore in cammino.

Dopo mesi di lavoro a inseguire la follia di questa idea, arrivare davanti al Pronto Soccorso, luogo di personali recenti lacrime di dolore e gioia e trovare tutta quella gente pronta a camminare, è stata la consapevolezza che il sogno era diventato realtà.

E quindi dopo la foto di rito Cuori In Cammino prende il via, ci aspetta una settimana di camminate e di incontri con tante storie da scoprire fino all’arrivo al parco del Valentino a Torino.

Eccoci lungo i viali nel verde di Piazza d’Armi, da sempre palestra naturale di chi fa footing e oggi guarda con aria stranita questo gruppo variegato ancora compatto che cammina veloce, poi il profumo dei panettoni Galup a rendere più dolce l’aria pinerolese.

Il viale che porta in centro Pinerolo è molto lungo, mi consente di fare un paio di volte su e giù per incontrare un po’ tutti, mi piacerebbe conoscere la storia di ognuno di coloro che mi accompagna, ma so già che sarà impossibile.

La salita che ci porta in cima a San Maurizio, da cui si domina Pinerolo, sfilaccia il gruppo, stronca il fiato di tanti, come nei tapponi ciclistici di montagna fa selezione. Ma tanto sul piazzale è prevista la foto di gruppo, quindi aspetteremo chi arriva a passo lento.

Non certo Elena, 65 anni e non sentirli, sempre in testa al gruppo per tutta la camminata, mi dice che lei tutti i giorni fa almeno 7 km. spesso anche in collina. E dal passo che tiene non ho dubbi.

Anche Ugo coi suoi 68 anni è un esempio per tanti: fisico asciutto di chi si vede che ha sempre fatto movimento e nessun problema a tenere una media oltre i 6 km./h.

Donato l’anno prossimo compirà 80 anni, è il decano della camminata, a Pinerolo ha insegnato educazione fisica a tante generazioni, mi racconta che per la recente Ostensione della Sindone è andato a Torino a piedi (seppure in più tappe), penso che alla sua età vorrei essere sereno e in salute come lui.

Adesso si scende fra i meravigliosi scorci di un centro storico vero e vissuto come quello di Pinerolo, a tratti ristrutturato e a tratti fatiscente. Quei ciottoli chissà quante ne hanno viste nei secoli e in tanti la penseranno come Valeria che dice di apprezzare la riscoperta di luoghi tante volte attraversati a testa bassa perché presi dai pensieri della quotidianità. Lei di solito corre e anche molto veloce, ma oggi ha voluto essere in cammino perché un infarto le ha portato via la mamma pochi mesi fa e a lei oggi vuole pensare.

Nelle silenziose vie pedonali chiuse al traffico Mauro mi racconta che il suo regalo di compleanno per i 50 anni è stato un infarto, vissuto pericolosamente perché c’è voluto un po’ di tempo a dare un significato a quei sintomi insoliti e strani e quindi poteva finire peggio, ma anche lui ora guarda con energia a questa nuova vita, col pensiero alla figlia giovane per la quale dice non ci si può permettere di arrendersi.

Ovvio che il mio pensiero va alla mia piccola Viola che è venuta a salutarmi alla partenza e ad aspettarmi all’arrivo: lei ha soli 14 giorni, anche io non mi posso più permettere di arrendermi, il cuore in cammino d’ora in poi lo porterò per lei.

Passiamo davanti al Duomo, il corteo del matrimonio non si aspetta questa intrusione di magliette verde fastidio in mezzo a tanta eleganza, poi si arriva in un altro luogo caro ai pinerolesi, piazza Fontana che verrà percorsa su tutto il periplo per due volte, dopo un intermezzo per andarci a riprendere simbolicamente il parco dei Giardini della Stazione, normalmente luogo diventato poco raccomandabile.

Qui conosco la storia di Walter che ha 54 anni e arriva da Chieri, l’infarto lo ha sorpreso nell’orto. Anche lui deve – come me – la vita alla compagna che non ha esitato a portarlo in ospedale appena sono arrivati i sintomi, noi uomini tendiamo a sottovalutare dolori che a volte poi diventano fatali.

Anche lui è uno di quelli che ce l’ha fatta, anche se lo capisco perfettamente quando dice che ora è tutto diverso perché a volte la paura ti prende dentro e anche i malesseri più leggeri ti sembrano mostri invincibili.

Ma oggi la giornata è così piacevole in mezzo a tanta bella gente che ha voluto camminare insieme spinta dai valori del progetto che possiamo respingere i cattivi pensieri, insieme alla pioggia che ha cercato invano di rovinare la festa.

Una festa fatta di cuori pieni di vita che dopo 6 km percorsi in meno di un’ora, a una media di 6,3 km./h secondo RUNTASTIC (6.500 passi dice il mio contapassi) ci fa approdare in Piazza Facta dove ci aspettano la rinfrescante acqua VALMORA e il saluto gioviale, ma anche formativo, dei medici cardiologi dell’ospedale Civile E. Agnelli di Pinerolo.

Con la dimostrazione delle tecniche di rianimazione e di massaggio cardiaco il Dott. Peila e lo staff di cardiologi dell’ospedale E. Agnelli di Pinerolo sanno guadagnarsi la simpatia del pubblico, come commenta Monica sui social network qualche minuto dopo.

Medici guidati dal Direttore Dott. Riccardi che durante tutto il giormo al Villaggio del Cuore, sotto la tenda montata di volontari dell’ANPAS, hanno saputo accogliere con umanità i curiosi desiderosi di fare i colloqui “A tu per tu con il cardiologo”. Fra tutti come non citare Guido di Vigone, 85 anni e qualche bypass, che ha pure voluto camminare ben 12 minuti sui Tapis Roulant a disposizione del pubblico: lui sì che sa cosa vuol dire portare il cuore in cammino.

Grazie Pinerolo! Ora è notte, domani si parte per AOSTA, seconda tappa di questa splendida avventura

 

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