La personale di Tere Grindatto intitolata IO: Tere Grindatto, ovvero la pelle della pittura.
Quarto appuntamento dell’En Plein Air arte contemporanea, all’Ora Giusta di corso Torino 88 a Pinerolo. Si sta ormai pienamente consolidando il rapporto tra l’associazione culturale e il locale pinerolese e in questo caso è l’occasione per presentare la personale di Tere Grindatto intitolata IO: una carrellata di lavori oscillanti tra figurazione e astrazione, un work in progress all’insegna della ricerca artistica. Chi si avventurasse nel suo nuovo studio di Via Duca degli Abruzzi 7 avrebbe modo di entrare in contatto con uno splendido ed enigmatico luogo dove si sono stratificati, accumulandosi negli anni, gli esiti di una ricerca mai risolutiva, segnata da un’ansia produttiva dedita ad affinare un’autenticità fuori da ogni ottica darwiniana e più propensa invece a essere assimilata ad un sostrato di memoria carico di simboli di junghiana ascendenza. Il suo studio/nicchia, caverna primordiale, è segnato da una dedizione all’imparare facendo che vive di cumuli di esperienza mai veramente razionalizzata, divenendo spesso ciclonica, in cui si affastellano il suo presente e al contempo un universo favolistico, dove l’io e il mondo convivono tra pennelli e colori, tra astrazione e figurazione con disincantata prassi che incarna un fare artigianale lontano da ogni ordigno tecnologico. Per questa esposizione sono stati selezionati i lavori più rappresentativi della sua ricerca sull’IO interiore, sull’artista donna e creatrice, attenta ai cambiamenti della vita, alle contraddizioni della società che spesso prevaricano allontanandoci da un mondo che a volte ci sembra in-sostenibile ma dal quale l’artista trae forza ed energia positiva. Il percorso dell’artista è fatto di mete, miraggi, racconti, introspezioni, turbamenti, ogni volta la tela, la superficie pittorica diventa spazio, vuoto, da colmare, per avviare una nuova avventura… spesso le sue opere sono polimateriche, sono un mostrare nascondendo, sotto la pelle di velature o diaframmi reali. Un’estensione del suo io mediante la cifra cromatica e/o l’appunto fisico di oggetti prelevati dal reale; un fluttuare tra la rappresentazione e la presentazione diretta, in un cortocircuito poetico contrappuntato di sostanze materiche sublimate da un forte cromatismo. La sua ricerca è dal 1964 che accetta di misurarsi nel momento espositivo ed è quindi contemporanea delle prime esperienze poveriste e concettuali da cui si svincola continuamente, mantenendo fede ai suoi maestri: Enrico Paulucci, Sandro Cherchi, Mario Calandri e Francesco Franco. Fedele ai pro-genitori sviluppa autonomamente il suo discorso artistico non lasciandosi mai soggiogare da facili adesioni alle tendenze imperanti. Con l’approdo in laguna dei transavanguardisti, negli anni ’80, la stagione dell’arte riprenderà a piene mani a occuparsi di pittura e la ricerca di Tere è in qualche modo in quel solco, in quella stagione in cui i neo-espressionisti tedeschi, con il quintetto guidato da Achille Bonito Oliva, rilegittimano il disegno, la pittura, la materia immaginifica del colore. Un invito a godersi le sue opere all’Ora Giusta fino al 15 aprile e seguire i prossimi appuntamenti di En Plein Air del 2012 perché, in un momento di profonda crisi anche della cultura, con Elena Privitera abbiamo deciso di reagire sviluppando ogni sinergia possibile, per non arrendersi al vuoto che incombe.
Marco Filippa – Vice Presidente di En Plein Air –arte contemporanea