“Le misure per contrastare la Peste Suina ci sono, ma vanno applicate su tutti i territori”
Confagricoltura invita all’adozione della nuova ordinanza.
Definito il distretto suinicolo tra Cuneo, Saluzzo, Fossano e Savigliano
20) 22.05.2024 – “Le misure previste dalla nuova ordinanza del Commissario straordinario per il
contrasto della Peste Suina Africana, frutto anche dell’azione portata avanti in questi mesi dalla nostra
organizzazione, vanno nella giusta direzione, ma occorre renderle immediatamente operative sui
territori per scongiurare il rischio che l’epidemia si estenda, mettendo in serio pericolo la
sopravvivenza dell’intera economia suinicola del Piemonte. La provincia di Cuneo è stata la prima ad
istituire una cabina di regia sulla problematica e, ad oggi, il lavoro svolto insieme agli allevatori sta
portando i risultati attesi ma non dobbiamo abbassare la guardia se vogliamo tutelare il comparto
suinicolo dal grave rischio alle porte”. Con queste parole il presidente di Confagricoltura Cuneo e
Piemonte, Enrico Allasia, commenta le novità introdotte dall’ordinanza 2/2024 del Commissario
straordinario alla Peste Suina Africana, Vincenzo Caputo, che detta misure applicative del “Piano
Straordinario di catture, abbattimento e smaltimento dei cinghiali” e aggiorna le azionistrategiche dei
piani di eradicazione (2023-2028) nelle zone di restrizione.
In particolare, si stabilisce che le aree comprese nel raggio di 15 km dai distretti suinicoli di maggiore
rilevanza sono da considerarsi aree non vocate alla presenza del cinghiale in cuirimuovere tutti i cinghiali
presenti. Ogni Regione deve quindi individuare sul proprio territorio i distretti suinicoli di maggiore
rilevanza, sulla base della densità di allevamenti e di popolazione suinicola, ma anche sulla base di una
valutazione economica e sociale o per ragioni di pregio genetico delle razze autoctone in relazione a
contesti di valorizzazione del territorio. L’Istituto Zooprofilattico sperimentale del Piemonte, Liguria e
Valle’d’Aosta ha definito per un primo distretto di maggior rilevanza composto da 21 comuni dislocati
tra Cuneese, Fossanese, Saluzzese e Saviglianese, con un’alta densità di capi per km2
. Oltre a questo, in
Piemonte, ne sono stati definiti altri due, rispettivamente a Novara e a Chieri che coinvolgono
complessivamente 26 comuni.
Tre le altre misure per il controllo dei cinghiali sul territorio, la nuova ordinanza prevede la creazione di
un elenco di “bioregolatori” che mira ad acquisire la disponibilità dei soggetti abilitati all’attività
venatoria da cui l’autorità competente locale potrà attingere per le azioni di contenimento del
selvatico. Inoltre, chiunque venga sorpreso a foraggiare cinghiali o compiere atti di danneggiamento,
manomissione o intralcio durante le operazioni della loro cattura per il depopolamento, risponde dei
danni e rischia l’applicazione delle sanzioni penali previste dagli articoli 340 e 500 del Codice penale.
L’ordinanza, infine, vieta di “deprezzare commercialmente” i suini provenienti da allevamenti ricadenti
in comuni che sono stati ricompresi nelle zone di restrizione. Il divieto si applica a condizione
che l’allevamento sia in regola con le misure di biosicurezza. Si attende inoltre l’invio del personale
dell’Esercito annunciato dal Governo con il decreto Agricoltura che prevede lo schieramento di 177
soldati in tutta Italia chiamati per dodici mesi ad attuare le misure adottate dal Commissario
straordinario proprio per contenere il diffondersi della peste suina.
“L’adozione di misure d’urgenza testimonia come nonostante gli sforzi fatti fino ad oggi per contenere
la Psa, il suo incedere non sia ancora sotto controllo e desti seria preoccupazione. Occorre quindi
continuare a lavorare in squadra, in particolare in tutti i territori più esposti a questo pericolo e rendere
immediatamente operative ogni misura prevista. Lo diciamo da quasi due anni e mezzo: non c’è tempo
da perdere”, conclude Allasia.