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Vescovo Derio: “il primo modo per comunicare bene è la giusta consapevolezza di sé”.

14/05/2024 19:42

Il vescovo Derio: “il primo modo per comunicare bene è la giusta consapevolezza di sé”. Festival della comunicazione

 

Il programma qui: https://www.vocepinerolese.it/articoli/2024-05-03/festival-della-comunicazione-10-19-maggio-24-pinerolo-26154 

«Don Alberione avrebbe avuto un approccio positivo con l’intelligenza artificiale» sentenzia suor Cristina Beffa, referente per le paoline del Festival della comunicazione, in corso di svolgimento a Pinerolo, durante la presentazione al Circolo Sociale. Il titolo è il seguente: “Restiamo connessi. Intelligenza artificiale e sapienza del cuore: per una comunicazione pienamente umana”.

«Diffondere valori umani e cristiani utilizzando le nuove tecnologie man mano che escono» è il carisma che descrive suor Cristina. Cita il documento conciliare “Inter mirifica” (1963) e il Direttorio della Chiesa italiana sulla comunicazione sociale, “Comunicazione e missione” (2004). «Il diverso non lo dobbiamo temere, va vissuto con responsabilità e consapevolezza». Resta da salvaguardare al di là della tecnologia la prima comunicazione, quella interpersonale. Dal 1967 è stata istituita la Giornata della Comunicazione sociale (i primi titoli vertevano sulla televisione), alla settimana della comunicazione che la precede si è abbinato un festival della comunicazione itinerante. Con il consenso del vescovo e dell’ufficio comunicazioni sociali si istituisce una commissione territoriale che imposta il programma a partire dal messaggio papale. Cinque gli assi di sviluppo del festival: conoscenza, linguaggio, bellezza, aggregazione, solidarietà.

Il vescovo Derio è già soddisfatto per il lavoro preparatorio. «Il festival è una bella occasione per aiutarci a far conoscere Pinerolo… il primo modo per comunicare bene è la giusta consapevolezza di sé». In secondo luogo, «il gruppo che ha lavorato ha creato una rete… bisogna sempre di più lavorare in rete per affrontare grandi sfide». «Ogni giorno siamo a contatto con migliaia di informazioni». E’ importante considerare «come le produciamo, le usiamo, le sappiamo discernere». L’intelligenza artificiale è paragonata all’invenzione della stampa, produrrà un ulteriore cambiamento a questa civiltà. «Essere adulti non vuol dire essere aggrappati al passato, ferrei difensori ma essere capaci di andare avanti per aprire strade» per le nuove generazioni.

La cena di apertura ha contribuito al finanziamento della Stazione di Posta nell’ex caserma dei carabinieri. Ne parla ancora il vescovo, «un luogo adatto per le fragilità: mensa, doccia, lavanderia e luogo per la notte, dormitorio per uomini e donne, due o tre alloggi per persone in difficoltà». Giovedì 16 maggio il vescovo firma per la Chiesa di Pinerolo il manifesto dalle comunicazione non ostile al termine dell’incontro con Paolo Curtaz e Rosy Russo, Presidente dell’associazione “Parole O_stili”, nata a Trieste nel 2016. Fuori programma, la serata conclusiva vede il vescovo e la teologa Antonietta Potente interrogarsi su come la Chiesa possa comunicare Dio oggi, in un umanesimo contrassegnato dall’indifferenza.

Il festival ha permesso di ricordare la presenza a Pinerolo nella chiesa di San Giuseppe di una tela del Guercino (“Trinità terrestre”, 1666) di cui una copia si può ammirare nel Museo Diocesano, necessario complemento della mostra “Guercino. Il mestiere di pittore” a Torino nelle Sale Chiablese, aperta sino al 28 luglio.

Piergiacomo Oderda

Nella foto, con in mezzo il vescovo di Pinerolo Derio Olivero, la presentazione del Festival della comunicazione, in corso di svolgimento a Pinerolo

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