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Ora in Inghilterra si balla sotto le navate delle chiese

11/02/2024 12:15

Ora in Inghilterra si balla sotto le navate delle chiese 

 

Sono indignato: quanto accaduto mi induce ad essere, con noluntas, sempre più reazionario. 

Sono indignato dal  successo della iniziativa “silent disco”, avvenuta nella contea del Kent nella storica cattedrale  Canterbury, in cui molti hanno potuto ballare all’ interno della storica chiesa al ritmo di musica ascoltata tramite cuffiette, e ancora più lo sono verso chi ha proposto ciò, con la motivazione, un po’ ridicola e alquanto velleitaria, di avvicinare la gente alla Chiesa.

Beninteso, questa iniziativa mi avrebbe insegnato non meno, se, anziché a Canterbury, fosse stata lanciata in una remota chiesa consacrata del Suffolk o della Cornovaglia.

Queste parole dure le scrive non un credente, ma uno che va cercando da sempre la fede, anche se non l’ha mai trovata, sebbene  Sant’ Agostino sostenesse che già il cercare la fede, fosse un atto dì fede.

La perfida Albione, che da un lato è sempre stata  custode della tradizione e al contempo fucina di nuove tendenze in fatto di musica, di moda etc., questa volta ha oltrepassato ogni decenza.

Confido che mai certe  idiozie oltrepassino il canale della Manica, pena il rischio di vederle proposte anche da noi.

Un luogo sacro merita il massimo rispetto di tutti, anche di chi non è credente, e questa iniziativa palesa alcun rispetto per la dimensione del sacro.

Non si è tenuti ad avere fede ( ci mancherebbe), ma ognuno deve avere il massimo rispetto, e forse anche la massima considerazione, verso chi questo atto di fiducia lo possiede. 

Ribadire che, quando si entra a contatto con la dimensione del sacro, occorra mantenere sempre un approccio improntato alla massima circospezione, proprio perché ci si avvicina a una categoria sui generis, quella del sacro, che trascende la realtà del quotidiano, mi pare una verità apodittica, evidente in sé e per sé.

Ora, in ragione del successo avuto dalla discoteca allestita in una chiesa, mi attendo come prossima iniziativa un “silent disco in the bury”, ovvero una  “ simile pagliacciata sacrilega “ anche in un  cimitero, così da fare l’ en plein.

Se il progressismo porta a risultati simili, mi sento sempre più un reazionario alla stregua del ministro del Regno di Sardegna Thaon di Revel, la cui lapide in Via Lagrange a Torino ne ricorda la morte nel 1848. Per sua fortuna,  Revel fu colto dalla morte con grandissimo tempismo, per fortuna sua...

Ivan Albano 

Foto da Istagram

  

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