Come ha potuto Isreale essere così vulnerabile di fronte alla grande azione terroristica del 7 ottobre di Hamas? Una spiegazione possibile, pur con il necessario condizionale.
Sia ben chiaro: si tratta di una mera ipotesi, e per quanto suggestiva, al momento non è, fortunatamente, supportata da alcun concreto elemento di sostegno che confidiamo non emergerà mai. Mai come oggi speriamo di avere torto.
Tuttavia il fatto che lo Stato di Israele, dotato di un servizio di Intelligence (il Mossad) fra i più tecnologicamente attrezzati e invidiati al mondo, in perenne e strettissimo collegamento con la CIA e con i servizi segreti delle altre potenze occidentali, fra cui spicca la Gran Bretagna, e forte di un apparato militare di indubbia efficienza ed esperienza nel settore, sia stato letteralmente colto di sorpresa dall'atroce, sanguinario e senza precedenti per portata, attacco terroristico che Hamas lo scorso sette ottobre ha portato sin dentro i territori israeliani, non può non porci questa domanda: come è stata possibile tanta vulnerabilità?
È pur vero che Isreale negli ultimi mesi è stato scosso da gravi tensioni interne (la contestata riforma della giustizia voluta dal premier Netanyahu), che potrebbero avere ricoperto un ruolo non trascurabile nel rendere meno efficaci ed efficienti tutti quegli oliatissimi sistemi di sicurezza, eppure un' operazione terroristica come quella condotta da Hamas ha sicuramente necessitato di una pianificazione e di una logistica quanto mai articolate e complesse, dai tempi lunghi, e, lo si sta scoprendo in queste ultime ore, anche del rifornimento di armi sofisticate da parte di alcuni Stati (Iran e Corea del Nord).
Che uno Stato perennemente abituato a fronteggiare il terrorismo e, come scritto sopra, avente un' eccellenza quale il Mossad e un apparato militare di grande valore, sia stato preso così apertamente di sorpresa, senza aver potuto intercettare qualche segnale di pericolo, apre a degli interrogativi che molti analisti sin da subito si sono posti.
Si è lasciato che l' operazione di terrorismo, senza eguali, condotta dai miliziani di Hamas volgesse a pieno compimento, al fine di avere l' assist perfetto per un' aggressione, anch' essa senza precedenti, alla striscia di Gaza? La nostra è un' ipotesi, sebbene non la si voglia proporre come l' unica possibile. Sia chiaro.
Se si pensa che a Tel Aviv, in questi frenetici giorni, un team multidisciplinare di esperti sta lavorando, con discreti risultati grazie all' utilizzo di tecnologie ultrasofisticate che si avvalgono anche dell' IA, all' identificazione resa possibile tramite dati quali la forma delle orecchie o la presenza di un semplice tatuaggio, e alla conseguente localizzazione degli ostaggi, la nostra ipotesi trova, forse, un ulteriore rafforzamento.
Ivan Albano