Festa a metà per il centenario della Juventus. Diciamo a metà perché allo Juventus stadium molti campioni e non, oltre a ex importanti dirigenti del passato erano assenti. Ora è possibile pensare che siano stati invitati, ma è altrettanto lecito supporre che non vi abbiano preso parte per i più svariati motivi. Nessun Agnelli del resto era presente a quello che è un evento probabilmente irripetibile. Quello che però ci saremmo aspettati ma è mancato, è un omaggio della squadra alla tomba di famiglia Agnelli a Villar Perosa. I festeggiamenti del centenario è un traguardo di straordinaria importanza per longevità per un club, tra l’altro di proprietà della stessa famiglia che forse non ha uguali al mondo. Tuttavia non si può non ricordare che la fama e la gloria della Juventus, per i loro prestigiosi traguardi raggiunti, lo si deve anche all’impegno, all’attaccamento e la passione della famiglia Agnelli. Tutto inizia con la presidenza di Edoardo, senza dimenticare il ruolo del capostipite, che dopo il decesso del figlio in un tragico incidente, ha portato avanti con immutato impegno la società. Poi è venuto Umberto, l’Avvocato Giovanni e molti altri presidenti nel corso degli anni si sono succeduti, tuttavia l’impegno e il tifo della Famiglia non è mai venuto meno. Un fatto è incontrovertibile il binomio Juventus Agnelli è inscindibile. Per onestà intellettuale devo dire che qualcuno se ne è ricordato, e di cui peraltro sono stato testimone, è l’omaggio che Luciano Moggi ha tributato alla famiglia Agnelli venendo a Villar Perosa in visita privata alla chiesa dove sono tumulati. A nostro avviso è una imperdonabile insensibilità nei confronti di chi ha contribuito a costruire quello che è il mito Juventus nel mondo.
Nella foto, Moggi con altre persone difronte alla cappella di famiglia Agnelli nel cimitero di Villar Perosa
Il punto