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Inaugurazione piazza intitolata al presbitero Luca Masciavé

10/08/2023 16:35

Inaugurazione piazza intitolata al presbitero Luca Masciavé

 

di Piergiacomo Oderda

 

«O Dio che in ogni tempo e in ogni luogo sei vicino a chi ti serve con amore e confida nella Tua protezione, benedici quanti transiteranno in questa piazza intitolata al presbitero Luca Masciavé». Le parole del vescovo di Trani, Barletta, Bisceglie, Leonardo D’Ascenzo seguono il profilo del sacerdote tratteggiato dal sindaco di Corato (BA), Corrado Nicola De Benedittis. Cita la Rsa “Dono di Speranza”, l’associazione di volontariato “Centro aperto Diamoci una mano per una società più fraterna costruita sulla corresponsabilità” e la scuola per l’infanzia “Regina Elena” come testimonianza delle opere di don Luca, insieme ai tanti volontari che lo hanno affiancato. «Don Luca si fece interprete del grande rinnovamento del Concilio». Il Sindaco sottolinea uno dei fulcri della pastorale di don Masciavé, «il volontariato si faccia coinvolgendo le generazioni più giovani». Si augura che i giovani possano impegnarsi per costruire la dignità della persona umana, con uno sguardo particolare ad anziani, poveri, malati, immigrati, disabili. «L’essere umano è portatore sempre di una dignità incommensurabile». Raccolgo una testimonianza su don Luca Masciavé da Alfonso Malcangi, coratino di origine, ora diacono della diocesi di Torino. Plaude al gesto del Sindaco, ha apprezzato don Luca sin dagli anni della giovinezza quando era delegato dell’Azione Cattolica della diocesi di Trani, Barletta, Bisceglie. Don Luca esortava i giovani ad ascoltare la parola di Gesù ed a curare il silenzio in cui accogliere il messaggio del Regno. Nel 1959, terminato il servizio militare, Alfonso Malcangi è stato assunto «per modo di dire» a cinquecento lire. Grazie all’invito delle zie si trasferisce a Torino e viene accolto dalla parrocchia di san Massimo, allora era vescovo il card. Pellegrino. «Grazie alla formazione che mi ha dato l’amico don Luca Masciavé mi sono inserito occupandomi dei giovani, della San Vincenzo, del gruppo famiglia». Con il card. Ballestrero come vescovo, il parroco lo invita a seguire il corso di diaconato, «ho sempre continuato a relazionarmi con don Luca traendo benefici spirituali come assistente religioso all’Ospedale Molinette». Ricorda come don Luca si sia dedicato ad «ascoltare gli ultimi e visitare gli ammalati. Non solo li ha visitati ma li ha curati creando una grande struttura. Con il suo coraggio ha rimesso a nuovo l’opera dell’Ospedale che vive ancora come casa di cura».

Tra gli incarichi rivestiti da don Luca Masciavé, mancato undici anni fa a ottantasei anni ricordo per l’ambito ministeriale il ruolo di viceparroco all’Incoronata, di parroco alla Sacra Famiglia; inoltre è stato insegnante di religione al liceo classico dal 1957 al 1978, vice assistente Giac (1953-’59), assistente del Movimento Oasi dal 1955 al 1970, assistente dell’Istituto secolare Missione Regalità e Missione degli Infermi Cristo Speranza. Infine è stato vicario episcopale dal 1977 al 2000. L’associazione di volontariato “Diamoci una mano” è impegnata ancora oggi nella preparazione dei pasti da asporto per bisognosi, raccolta viveri e indumenti; nella sua sede si tengono corsi di italiano per stranieri, propone attività di animazione e autoformazione e apre uno sportello di ascolto e sostegno psicologico. Commenta Riccardo Mazzilli, uno dei “giovani di don Luca”: «La sua autorevolezza riveniva dalla capacità di capire gli altri, di non esprimere mai giudizi definitivi, di rispettare il punto di vista altrui, di valorizzare l’autonomia dell’altro, di riconoscere nell’altro capacità».

 

Piergiacomo Oderda

Nella foto la cerimonia e nel riquadro il presbitero Luca Masciavé

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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