Attualità

Presentata la stagione del Teatro Regio 2023 – 2024. Torino

di Piergiacomo Oderda 

Il sindaco di Torino, Stefano Lo Russo, si rilassa e scherza sui progressi  in italiano di Mathieu Jouvin, sovrintendente del Teatro Regio. Felice di dare l'avvio alla presentazione della stagione 2023/2024, cita i «cambiamenti significativi nella versione grafica, un "restyling" generalizzato per celebrare i cinquant'anni dell'edificio di Carlo Mollino». Sono numerose le iniziative anche al di là degli orari delle rappresentazioni, visite per i turisti e i torinesi curiosi di scoprire cosa si celi "dietro le quinte". «A nome del Consiglio di indirizzo, in questi diciotto mesi di governo della Fondazione, ci si è rimboccati le maniche», con il sostegno di soci pubblici e privati. Dopo i periodi negativi culminati nel dissesto finanziario e nel commissariamento, si è cercata una figura di sovrintendente che riunisse competenze artistiche, curriculum internazionale e qualità manageriali. Tra i soci si è aggiunta la Reale Mutua che ha scommesso sul bilancio del Teatro, assicurando anche un sostegno morale alla «squadra che ha lavorato con lo spirito del rilancio». La stagione all'insegna di Puccini vedrà opere, balletti, musica sinfonica e il graditissimo ritorno del maestro Riccardo Muti. Ringrazia il pubblico «vero cuore del nostro Teatro che ha sempre sostenuto e creduto in questa istituzione».

Il sovrintendente parte dai ringraziamenti ai dipendenti del Teatro, protagonisti nel lavoro di rilancio per riportarlo ai livelli che ci si attende. «Questa nuova stagione è simbolo del teatro del futuro». Elenca i soci pubblici, la Città di Torino, il Ministero della Cultura, la Regione Piemonte. Il legame con i soci privati «permette di crescere e guardare il futuro con fiducia»: Intesa San Paolo, Iren, Reale Mutua, Fondazione CRT. Ringrazia gli "Amici del Regio" che sostengono una delle produzioni della stagione. Il pubblico si amplia, Anteprima giovani è raddoppiata, gli spettatori "under 30" crescono dal 12 al 22 per cento. Ringrazia gli Enti con cui il Regio collabora, i Musei reali per la stagione estiva, Mito Settembre Musica, Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai, Museo nazionale del cinema, Università, Club to Club, Off Topic.

I 50 anni sono l'occasione per rinnovare il logo concepito in collaborazione con "Undesign", «simbolo del legame della città con la musica». Carlo Mollino aveva preparato un bozzetto per il pavimento del foyer del Teatro, un toro cavalcato da Tersicore, la musa della musica. Il nuovo logo è simbolo della volontà di essere fedeli alla tradizione, legati alle radici ma, al contempo, di guardare con fiducia al futuro. Il titolo della stagione "Amour toujours" è tratto da un album di Gigi D'Agostino (1999), non si tratta di un omaggio al sovrintendente bensì richiama il legame di Torino con la Francia. Il tributo a Puccini nel centenario dalla scomparsa è dovuto sia al legame con la storia della lirica italiana e mondiale, sia al legame specifico con Torino per Bohème e Manon Lescaut: «chi meglio di Puccini ha parlato di amore nelle sue opere?!».

Viene proiettato il "trailer" realizzato dalla regista Aksinja Bellone con musiche di sottofondo pucciniane. Da un tavolino di "Baratti & Milano", si ammira Galleria Subalpina e non manca un omaggio al gianduiotto, agli scacchi e alla lettura dei quotidiani (si scorge il titolo di un articolo "Pregi e difetti italici visti da Giuseppe Verdi"). La regista si merita un applauso dai convenuti alla conferenza stampa, si alza in piedi insieme alla fotografa autrice degli scatti che corredano nel libretto le diverse opere, Federica Cocciro (Milano, classe 1989). La regista del breve video ringrazia il Regio «per aver creduto nella novità, è la prima città italiana che fa una cosa del genere. La musica è l'unica arte che fa immaginare!», si può chiudere gli occhi e immaginare quel che si vuole. «La dobbiamo sostenere!». Il sovrintendente lo definisce «film emblematico». Si alternano immagini dove gli attori, Gianluca Gaido e Marina Ianniello si ritrovano nella zona del pubblico o sul palco. Sono presenti tutte le emozioni, lacrime, risate. Pare una sfida, giocano con le scale, si perdono, si ritrovano.

Cristiano Sandri, direttore artistico, parte da "La juive", grand-opéra francese rappresentata nel 1885 di Fromental Halévy. Due le messe in scena in italiano, ora sarà in francese con direzione di Daniel Oren e allestimento di Stefano Poda. Il cast vede il ritorno di Gregory Kunde (Éléazar), Mariangela Sicilia (Rachel) e Riccardo Zanellato (Brogni). Debutta il soprano armeno Nina Mynasian (Eudoxie). La celebrazione di Puccini inizia con la "Bohème", nata proprio al Regio nel 1896; l'allestimento di Giuseppe Patroni Griffi è stato realizzato per il centenario dell'opera. Dirige il giovane Andrea Battistoni, nel cast Erika Grimaldi riveste il ruolo di Mimì. Cita due artisti non conosciuti a Torino, Andrey Zhilikhovsky (Marcello) e Riccardo Fassi (Colline); Federica Guidi è nel ruolo di Musetta. Un titolo pucciniano di rara esecuzione è "La rondine", nel nuovo allestimento Pierre-Emanuel Rousseau ha promesso un omaggio per i 50 anni del Teatro. Dirige Francesco Lanzillotta, Olga Peretyatko debutta nel ruolo della protagonista (Magda de Civry) mentre Vladimir Stoyanov è nel ruolo di Rambaldo Fernandez. Prende la parola Mathieu Jouvin per ricordare che le tre prime produzioni hanno come partner Intesa San Paolo ("La juive"), Reale Mutua ("Bohème"), Italgas ("La rondine"). Coglie l'occasione per presentare il nuovo maestro del coro, Ulisse Trabacchin. Elogia la qualità del coro anche per le lingue straniere, la bravura su russo e francese rendono questo coro uno dei più grandi in Italia. Non dimentica il laboratorio di Settimo torinese per la costruzione della scenografia. «Questa professionalità è di valore enorme: artigiani, pittori, falegnami, mestieri che dobbiamo conservare e amplificare per il futuro». Il primo concerto al Piccolo Regio permetto di spiegare come si sia cercato di dare coerenza fra i diversi titoli in modo da facilitare il pubblico nella costruzione dei propri percorsi d'ascolto. L'operetta "Un mari à la porte" di Jacques Offenbach è l'ideale contraltare di "La juive", nata a pochi anni di distanza, «leggera e divertente». Dirige Riccardo Bisatti con regia di Anna Maria Bruzzese e il «team targato Regio» ossia le scene di Claudia Boasso e i costumi di Laura Viglione.

La stagione sinfonica parte il 30 settembre con il direttore russo Timur Zangiev con un programma ambientato nella Francia di fine Ottocento, inizio Novecento, "Baccanale" di Saint-Saëns dall'opera "Samson et Dalila", "Nocturnes" di Debussy e "Daphnis et Chloé" di Ravel. Il primo concerto della Filarmonica si svolge il 23 ottobre diretto da Felix Mildenberger, con la sinfonia n. 4 di Mahler per orchestra e soprano solo. Il 25 novembre debutta un direttore d'orchestra che Jouvin e Sandri hanno personalmente incontrato, Nathalie Stutzmann, con "Le tombeau de Couperin" di Ravel, l'Ouverture dal "Tannhaüser" di Wagner e la sinfonia n. 6 ("Patetica") di Čajkovskij. Jouvin narra «il percorso non banale» di Stutzmann, i genitori cantavano nell'Ensemble de l'Opéra di Parigi, per cui «è cresciuta nel teatro». Iscritta al conservatorio veniva relegata in un angolo, il professore le diceva «ti lascio ascoltare ma non immaginarti di dirigere!». Data la voce particolare da contralto ha fatto carriera di altissimo livello come cantante, ora ha l'opportunità di una seconda carriera come direttore d'orchestra. L'attende un doppio debutto al Metropolitan Opera di New York e al festival di Bayreuth. Il doppio percorso le permette una sensibilità particolare sia alla dimensione strumentale che alla scenografia, tra fossa e cantanti.

A dicembre si esibiranno il corpo di ballo del Teatro nazionale di Praga ("La bella addormentata" di Čajkovskij) e il Balletto dell'Opera di Kiev ("Don Chisciotte" di Minkus) cui seguono tre date a gennaio per "Roberto Bolle and Friends". Si recupera un impegno cancellato dalla pandemia con il "Don Pasquale" di Donizetti, dirige Alessandro Schiavo e nel ruolo di don Pasquale si alternano Nicola Alaimo e Lucio Gallo. Torna «con volontà e passione» Riccardo Muti per dirigere "Un ballo in maschera" di Verdi con regia di Andrea De Rosa, direttore del Teatro Europa Ensemble; debutta nel ruolo di Renato Luca Micheletti. Il 4 marzo Yutaka Sado dirige la Filarmonica (sinfonia n. 4 di A. Bruckner). Un nuovo allestimento è "La fanciulla del west" di Puccini, «titolo di non facile esecuzione» che debuttò nel 1910 al Metropolitan di New York. I cortometraggi di cinema muto ispirano la regista Valentina Carrasco, dirige Francesco Ivan Ciampa, Jennifer Rowley debutta nel ruolo di Minnie, Roberto Aronica è il bandito Johnson, Gabriele Viviani lo sceriffo. Al Piccolo Regio i solisti del Regio Ensemble e il coro di voci bianche diretti da Riccardo Bisatti hanno in programma "Salve regina" e "Stabat mater" di Pergolesi per entrare nel clima pasquale. Il 30 marzo, Diego Ceretta dirige "Vetrate di chiesa" di Respighi e la messa da requiem in Do minore di Cherubini. Non ci sono solisti e il coro del Regno è seriamente impegnato dall'inizio alla fine. Il concerto di aprile della Filarmonica diretta da Kim-Eun-Sun prevede la sinfonia n. 4 di Brahms che si ricollega alla "Romantica" di Bruckner.

"Le villi" è un'altra opera di Puccini che debuttò al Regio nel 1884 (non venne più messa in scena). Dirige Riccardo Frizza mentre l'allestimento è di Pier Francesco Maestrini. Il taglio registico indaga sul mondo oscuro e demoniaco, l'amante abbandonata muore e torna nel mondo dei viventi per trascinare agli inferi il protagonista. Jouvin interviene per sottolineare un titolo al Piccolo Regio a cui è molto legato. Si tratta di "The Tender Land" di Aaron Copland, mai rappresentato in Italia. Parla di una giovane, Laurie, che vive nel far west all'epoca della grande depressione, cerca di scappare da casa, dalla miseria, dai genitori per avere una sua vita. Il regista è Paolo Vettori, il direttore, Alessandro Palumbo, cura anche l'orchestrazione di "Un mari à la porte". Ritorna la Stutzmann per "L'olandese volante" di Wagner con allestimento di Willy Decker. Fra i concerti sinfonici ricorda una serata ispirata al viaggio in Italia con la sinfonia n. 4 di Mendelssohn e "Aus Italien" di Strauss (dirige Pinchas Steinberg). Claudio Fenoglio dirige orchestra e coro di voci bianche per "Seven Part-Songs" di Gustav Holst e "A ceremony of Carols" per arpa e voci bianche di Britten. In coproduzione con il Théâtre de la Monnaie di Bruxelles, con regia del tedesco Tobias Kratzer, si rappresenta "Il trittico" pucciniano, diretto da Steinberg. Protagonista de "Il tabarro" e "Gianni Schicchi" è Roberto Frontali, Elena Stikhina è la protagonista di "Suor Angelica" e Giorgetta ("Il tabarro"). Ritorna a calcare la scena Elena Zilio (badessa in "Suor Angelica" e Zita in "Gianni Schicchi"). Il sovrintendente conclude parlando con orgoglio «di questo lavoro di puntare sulla gioventù del pubblico e degli artisti». Le iniziative per scuole e famiglie verranno presentate in un secondo momento, ringrazia la squadra che se ne occupa da anni, «tanti teatri non lo facevano sia in Italia che in Europa». Si ricorda infine il concerto del 22 aprile con la proiezione del film "Il grande dittatore" di Charlie Chaplin con partitura restaurata per esecuzione dal vivo a cura del direttore Timothy Brock.

Nella foto, da sinistra, Cocciro, Aksinja, Jouvin, Lo Russo, Sandri

 

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