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Le opere di Domenico Mangano e l’olandese Marieke Van Rooy

18/08/2022 11:43

Laura Barreca, direttrice del Museo civico di Castelbuono (PA), vivace borgo nel parco delle Madonie, sottolinea come la metafora dell’innestarsi esprima al meglio il progetto di comunità, la compenetrazione di creatività nella rilettura del patrimonio materiale e immateriale del territorio. Ringrazia gli artisti, Domenico Mangano e l’olandese Marieke Van Rooy; le loro opere presenti nella mostra “Il taglio, l’innesto, il castello” saranno inserite nella collezione di arte contemporanea del Museo. Ringrazia Angela Sottile per la cottura delle opere realizzate dai bambini durante i laboratori curati da Stefania Cordone (Dipartimento Educazione), Sofia Li Pira (Ufficio stampa), lo staff di “Ypsigrock”, festival musicale di valenza europea (citato persino da “The Guardian”!) con cui il Museo si coordina da un decennio. Anche Mariaenza Puccia ribadisce «la sinergia di istituzioni al servizio della comunità». Cita la “performance Tree Human”, fusione di elementi surrealistici con elementi contemporanei. Gli artisti hanno predisposto delle incisioni su rame di testi che riportano un dialogo tra siciliano e inglese, una sorta di “chat” da videoproiettare nelle serate dei concerti. La curatrice della mostra, Valentina Bruschi, parla di «coralità». Le opere in ceramica sono state trattate con la manna, particolare resina che fuoriesce dai frassini delle Madonie, e con altri materiali raccolti nelle passeggiate. La mostra è di natura sperimentale e rappresenta l’attenzione all’emergenza climatica, le opere vanno intese come «un portale per aprire ad una comprensione diversa del territorio». Marieke van Rooy è partita dallo studio di testi di una scrittrice femminista francese che aveva sognato una città delle donne. A quei tempi, si intendevano donne ricche, famose mentre l’artista olandese intende dare un’interpretazione rinnovata. Si è pensato ad un castello immaginario, come l’architettura si stratifica nei diversi periodi di costruzione, così sono stratificate le sculture. Presentano torri, mostri, alberi e sono coperte di essenze delle Madonie. Sono aperte a qualsiasi interpretazione.

Maria Rosa Sossai è coordinatrice dei progetti di partecipazione, cita la collaborazione con il collettivo “Ateraterra” e con il direttore del museo naturalistico di Castelbuono. La passeggiata agli Agrifogli giganti che presentano un viluppo di radici sotterranee per sostenere gli alberi più fragili ha arricchito il progetto della riflessione sul creare riti di solidarietà. Si è stupita della capacità di interazione di Marieke Van Rooy con il pubblico nella “performance” in cui si innesta l’uomo con l’albero. Marieke riprende il concetto dell’innesto come miglior soluzione per contrastare l’emergenza climatica. Anche Domenico Mangano ringrazia per l’affettuosa ospitalità. I loro progetti sono a lungo termine, hanno un carattere partecipativo, richiedono di innestarsi e di conoscere il paese. Gli Agrifogli giganti si innestano per approssimazione, si strusciano, si scortecciano. E’ una metafora utile per capire la nostra identità.

Piergiacomo Oderda

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