Venerdì 26 novembre alle ore 21.00 in occasione della giornata mondiale contro la violenza sulle donne ha avuto luogo presso la sala D. Vaudagna del palazzo comunale un incontro sul tema. L’introduzione a cura di Federica Giannotto consigliera alle pari opportunità del Comune di Cumiana e Giuliana Comba presidente dell’associazione Ipazia di Cumiana. Gli interventi di Loredana Borinato coordinatrice nucleo prossimità della polizia comunale di Torino, Beppe Pavan presidente di " Liberi dalla violenza " e rappresentante di " Uomini in Cammino", Gabriella Boeri ex consigliera alle pari opportunità città metropolitana Torino e l’ Associazione NOI PIEVE gruppo di lettura " Alta voce ". La serata si è svolta all’insegna di esperienze e riflessioni sulla problematica. Loredana Borinato racconta il suo lavoro nell’aiuto concreto di donne che subiscono violenza. Tiene a precisare che non è semplice raccogliere denunce di questo genere e la città di Torino è stata la prima a livello nazionale ad avere la " residenza secretata", fittizia. Ascoltare in modo empatico, e mai giudicare persone che si sentono in colpa è la prima prerogativa del lavoro. Queste vittime si vergognano, pensano sempre di aver sbagliato qualcosa. E’ importante sottolineare il fatto che le donne che subiscono violenza si sentono sole, una solitudine spesso provocata dall’autore e anche quella che la vittima di violenza si autoinfligge. Diventano vittime di se stesse. Le espressioni che la dottoressa si sente ripetere più volte durante i colloqui sono sempre le stesse: " Sono stata stupida, dovevo stare zitta, ho sbagliato, non dovevo venire qui " . Da sottolineare anche l’importanza della rete dei centri antiviolenza finanziati dalla comunità europea su cui lavora anche Beppe Pavan il quale ci ha illustrato il progetto denominato " Uomini in cammino" nato nel 1993 che mette insieme uomini che hanno iniziato ad incontrarsi ogni 15 giorni per parlare dei loro problemi nella vita quotidiana, delle loro paure inconfessabili. " Parliamo di cose di cui non siamo abituati per come siamo stati educati " . E’ ovvio che emerge lo stereotipo che l’uomo non può manifestare le proprie fragilità, fragilità che in taluni casi potrebbe far scaturire violenza contro la propria donna ,casi che attraverso questo lavoro si vogliono prevenire ad ogni costo. Il gruppo ha migliorato la loro vita e Pavan sottolinea come sia bello parlare dei propri problemi a voce alta " che non ci saremmo mai sognati di raccontare a qualcun’ altro " . Nel 2017 è nata l’associazione " Liberi dalla violenza" che si dedica mediante due psicologhe a colloqui individuali, un percorso psico-educativo di durata di circa nove mesi. Questi uomini prendono coscienza di ciò che hanno commesso attraverso tecniche di autocontrollo e si invita la persona a capire che di fronte ad una determinata situazione può scegliere di rifiutare la violenza. Avviato con l’Asl To 3 anche un tavolo di confronto per rete attiva su territorio. A Cumiana in collaborazione con l’associazione Ipazia che si occupa anche di fare un lavoro capillare di prevenzione nelle scuole occorre ricordare che è nato lo sportello in Via Boselli di " Futuro possibile" volto ad accogliere ed ascoltare come ricorda Piercarla Vai collaboratrice dell’ iniziativa, persone, donne in difficoltà. Ricorda due casi di donne straniere, badanti, che si sentono sole e disorientate in quanto lontane dalla famiglia di origine. Lo sportello è nato nel settembre 2020 grazie ad una convenzione con il Comune. L’assessore Laura Morelli ricorda anche un’iniziativa recente denominata " mamme in cammino" dove donne incinte o con bambini fino a due anni, il lunedì pomeriggio fanno passeggiate volte a migliorare lo stile di vita e che sono utili anche come momento di incontro e dialogo con la comunità.