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Epidemia bronchiolite per i bambini. «Eccellente risposta dell’ospedale Regina Margherita"

25/11/2021 20:22

Epidemia bronchiolite per i bambini. Al Regina Margherita: «eccellente risposta dell’ospedale al bisogno di assistenza dei bambini»

L’assessore regionale alla Sanità del Piemonte, Luigi Genesio Icardi, è stato in visita oggi pomeriggio ai reparti dell’Ospedale Regina Margherita di Torino allestiti per assistere i bambini affetti dall’epidemia stagionale di bronchiolite, che in questi giorni fa registrare una certa recrudescenza.

«Ringrazio la direttrice Franca Fagioli, i suoi collaboratori e tutti i sanitari “in trincea” che si stanno adoperando per affrontare la situazione – osserva l’assessore Icardi -, in pochi giorni l’ospedale è stato in grado di riorganizzarsi per offrire la migliore risposta sanitaria alle improvvise esigenze causate dall’epidemia, confermando una eccellente professionalità organizzativa».

In particolare, l’assessore ha visitato il percorso del Pronto soccorso, il reparto Obi (Osservazione breve intensiva), la nuova area per ventilare i bambini, con 25 nuovi posti letto e le Pediatrie.

Attualmente i bambini ricoverati al Regina Margherita per bronchiolite sono una sessantina.

Il Virus Respiratorio Sinciziale (VRS) è il patogeno più frequentemente causa di bronchiolite nei bambini 0-18 mesi. Altamente infettante, si trasmette per contatto e colpisce praticamente tutti i bambini nei loro primi due anni di vita.

Ha un tipico andamento stagionale, che “mima” quello dell’influenza, con circolazione elevata tra novembre e dicembre e tra marzo e aprile, con picco epidemico generalmente tra gennaio e febbraio.

Il virus causa nella maggior parte dei casi una comune rinite, ma nel 10-15 per cento dei bambini la malattia progredisce dalle alte alle basse vie respiratorie, causando la bronchiolite (una forma di bronchite ostruttiva tipica della prima infanzia, con dispnea ingravescente).

Il tasso di ospedalizzazione della bronchiolite è mediamente del 10 per cento e, tra gli ospedalizzati, alcuni possono necessitare di ricovero in terapia intensiva pediatrica.

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