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D’Amelio: «l’osteoporosi è una malattia che vorremmo prevenire anziché curare!»

17/10/2021 18:49

L’osteoporosi è una malattia dell’apparato scheletrico caratterizzata da bassa densità minerale e deterioramento del tessuto osseo con conseguente aumento di fragilità. La giornalista Melania Sorbera intervista per il programma “Prima pagina salute” di Medical excellence tv Patrizia D’Amelio, Primario di Geriatria presso il Centre Hospitalier Universitaire Vaudois di Losanna. Quest’ultima interviene venerdì 29 ottobre alle ore 21 in Accademia di Medicina di Torino (anche in diretta web, www.accademiadimedicina.unito.it), introdotta da Giancarlo Isaia, Presidente dell’Accademia di Medicina e della Fondazione per l'Osteoporosi O.N.L.U.S.

Quando cominciare a preoccuparsi per lo sviluppo dell’osteoporosi? In maniera provocatoria, la dottoressa D’Amelio invita ad occuparsene già il pediatra, «l’osteoporosi è una malattia che vorremmo prevenire anziché curare!». Per quanto concerne la prevenzione più tardiva, in età adulta, conviene occuparsene per la donna immediatamente dopo la menopausa se sussistono fattori di rischio o dopo i sessant’anni d’età. La prevenzione passa attraverso uno stile di vita corretto, una buona attività fisica, sportiva e una buona alimentazione ricca di calcio e proteine, a cui associare l’assunzione di vitamina D. Come per tutte le patologie croniche va evitato il fumo di sigaretta, il consumo eccessivo di alcool e ci sono alcuni farmaci che, assunti in maniera cronica, possono danneggiare lo scheletro. Quando un paziente assume per esempio cortisone non potendone fare a meno, occorre una particolare attenzione preventiva della malattia.

Le terapie sono parecchie, suddivise tra farmaci antiriassorbitivi che vanno a bloccare il riassorbimento dello scheletro e farmaci anabolizzanti che stimolano la formazione di nuovo scheletro. In mezzo c’è un nuovo farmaco, a breve sul mercato, che ha sia capacità di inibire il riassorbimento scheletrico, sia di stimolare la formazione di nuovo osso. Vanno sempre associati ad una corretta assunzione di calcio e vitamina D come previsto in tutti gli studi di registrazione del farmaco.

Esistono rimedi naturali o legati all’alimentazione? «Ci sono varie sostanze proposte di volta in volta con effetti sulla salute scheletrica». Un esempio è la vitamina K ma «nessuna di queste sostanze è autorizzata a oggi in trattamento». Il calcio e la vitamina D possono essere considerati rimedi naturali, in genere tuttavia si prevede una supplementazione farmacologica. Si può raggiungere l’”intake” (assunzione) necessario del calcio con un’alimentazione adeguata. Questa deve essere il più possibile variata per la prevenzione di tutte le malattie croniche legate all’invecchiamento. Tra gli alimenti ricchi di calcio, la dottoressa D’Amelio cita il latte e i suoi derivati, la frutta secca. Con l’alimentazione si raggiunge il venti per cento dell’”intake” giornaliero di vitamina D, l’ottanta per cento viene sintetizzato a livello cutaneo. Un’alimentazione variata è un importante fattore per l’invecchiamento di successo e questo vale anche per lo scheletro.

Piergiacomo Oderda

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