ANCHE MOPAR FCA SCENDE IN CAMPO PER PROTESTARE CONTRO IL RICATTO DEL GREEN PASS.
Il 15 ottobre 2021 passerà alla storia in Italia come l’entrata in vigore del Green Pass obbligatorio per accedere a tutti i luoghi di lavoro. A Rivalta, presente un presidio pacifico di manifestanti davanti alla porta 11 della Mopar gruppo Fca Stellantis. L’azienda ha rilasciato ai lavoratori che non sono entrati a lavoro un documento con specificato che al momento dell’accesso sono risultati privi di certificazione verde COVID-19 necessaria come disposizione di legge. La protesta pacifica dei lavoratori Mopar non vuole essere un no al vaccino ma un no al "ricatto" come si legge sullo striscione dei manifestanti al suo utilizzo strumentalizzato volto a creare delle discriminazioni sul posto di lavoro. A capo dell’iniziativa nuovamente la Fiom Cgil rappresentata da Tommaso Amato già sceso in campo indicendo uno sciopero lo scorso martedì 12 ottobre. Naturalmente Amato tiene a precisare che durante i due anni di pandemia i lavoratori non si sono mai fermati garantendo la produzione ed ora lo Stato chiede di pagare per lavorare. La lotta del sindacato di categoria verte sulla gratuità dei tamponi per coloro che non sono vaccinati, anche il sindaco di Piossasco Pasquale Giuliano a cui è stato chiesto di intervenire come autorità ha riconosciuto la problematica e ha promesso che si impegnerà a facilitare tale misura. " Siamo tre delegati due della Fiom Cgil e uno della Fim Cisl uniti insieme ai lavoratori – ci dice Tommaso Amato – oggi è una data importante che determina una discriminante tra i lavoratori, oggi qui siamo circa 70 a rappresentare una grossa fetta del personale: chiediamo alla nostra azienda il pagamento dei tamponi in quanto riteniamo che il costo del lavoro non possa ricadere sul lavoratore e utilizziamo tra virgolette l’azienda come interfaccia per poter sollevare la questione al governo, è chiaro e lo ribadisco, che il lavoro non può avere un costo per i lavoratori nella maniera più assoluta. Abbiamo chiesto al primo cittadino di Piossasco e lo chiederemo a tutti i sindaci dei paesi limitrofi un aiuto per agevolare la fruizione dei tamponi poichè le farmacie sono già al collasso e chiediamo locali interni dove poterli fare " . " L’iniziativa è nata per la libertà di scelta – dice Adamo Nicoletta della Fim Cisl – libertà che dovrebbe ancora essere sancita come diritto primario in questo Paese che si definisce democratico e che ultimamente ha perso un po’ di vista il punto focale della democrazia, noi non vogliamo assolutamente alimentare una lotta tra vaccinati e non vaccinati: non è quello il punto, è assolutamente aberrante che io per lavorare con uno stipendio normale debba pagare quello che al momento a tutti gli effetti può essere valutato anche come un DPI e quindi potrebbe essere a carico aziendale e scaricato ai fini fiscali mentre al dipendente non è permesso": " Tra l’altro la nostra azienda come tante altre ha un fondo sanitario proprio come il parlamento al quale accedere per poter pagare i tamponi, quindi le soluzioni ci sono. – tiene a precisare Amato – anche perchè le aziende in questi anni hanno trovato soluzioni per garantire insieme ai sindacati la sicurezza sul lavoro ed è chiaro che un conto è non si può e un conto è non si deve. Al momento la risposta dell’azienda è quella che non intende pagare i tamponi. Nelle prossime giornate avremo comunque degli incontri dove noi ribadiremo almeno la richiesta dei tamponi gratis. Alla domanda riguardo gli altri presidi nei dintorni Tommaso Amato prende le distanze e tiene a precisare: "Stamattina c’erano dei lavoratori Mopar qui fuori, poi c’era un’altra iniziativa alla Avio aero che non aveva nulla a che fare con la nostra tant’è vero che noi siamo tutti in divisa e alcuni di noi per sollevare la contraddizione del Green Pass si è addirittura presentato ai tornelli e ha ricevuto il famoso modulo dove l’azienda dice ciò che il decreto determina. Come da decreto siamo assenti ingiustificati, alcuni di noi invece sono in sciopero anche se vaccinati, c’è anche solidarietà tra colleghi" . A tal proposito la parola ad un operaio che interviene per dire con forza : " Sono contrario al Green Pass perchè mi sembra una forma di razzismo, io non devo venire qua e presentare un lasciapassare di cui io sono in possesso, ma mi rifiuto di mostrarlo. Io mi sveglio per venire al lavoro: l’articolo 4 della costituzione italiana dice che è un diritto lavorare, se è un diritto per quale motivo mi fermano? Questo è grave".
Monica Peddio
Nella foto i manifestanti in divisa