I carabinieri nell'ufficio postale. Ancora proteste e rabbia. Pinerolo
Non si placa il disappunto per il grave disservizio nell'ufficio postale di Pinerolo, quello in via Cravero.
Questa mattina, 26 giugno, su richiesta di un impiegato dell'ufficio pubblico, sono giunti i carabinieri. All'interno un uomo protestava vivacemente contro la direttrice.
"Si è vero – afferma Michele D'Alò, 62 anni – non ce l'ho più fatta. Era da un'ora e mezza in fila e vedevo arrivare gente dopo di me e entrare aspettando solo qualche minuto. Loro avevano fatto la prenotazione on line. Io non ce l'ho con loro, ci mancherebbe, ma sono quelli dell'ufficio postale che ce l'hanno con me e con tutti quelli che come me non sono così tecnici. Si rendono conto che ci sono persone anziane che fanno la coda per ore e in piedi? Ma siamo impazziti? Questa è inciviltà e mancanza di rispetto per le persone. Ma la direttrice che fa? "
Però i carabinieri sono arrivati…
"Sono arrivati i carabinieri perché ho perso la pazienza e sono entrato manifestando tutta il mio disappunto nei confronti della direttrice. Quando ci vuole ci vuole. Poi sono uscito ed ho atteso il mio turno. Una cosa è certa, io pago le tasse ma quell'ufficio non ha dipendenti a sufficienza. Per un disservizio del genere non dovrebbero farsi pagare le commissioni. È una vergogna, Adesso basta. Qualcuno deve intervenire. Intanto è vergognoso vedere persone anziane in piedi, fuori, con il caldo. Altra vergogna è stare ore e ore prima di entrare se non provvisti di prenotazione on line. Cosa vogliono fare? Inoltre perché nei supermercati, bar, ristoranti, centri commerciali ecc. si può entrare e nell'ufficio postale di Pinerolo solo "qualcuno" alla volta? La direttrice deve impegnarsi a farsi mandare più dipendenti e creare delle corsie-sportello per chi si prenota on line e chi no. Ma questo è un discorso troppo intelligente come già lei direttore ha scritto."
Nella foto Michele D'Alò davanti all'ingresso dell'ufficio postale di Pinerolo in via Cravero.