Siamo in campagna elettorale e i politici locali escono dal letargo. Ed ecco che dopo tanto silenzio in città FI di Pinerolo si fa viva e scrive un comunicato sulla questione della "Cavallerizza Caprilli" (leggi qui: https://www.vocepinerolese.it/articoli/2021-06-22/cavallerizza-caprilli-diventera-biblioteca-del-cavallo-addio-altro-pezzo-storia-20117 )
Questo il testo di FI di Pinerolo
"Pinerolo, città della Cavalleria, conosciuta come tale in tutto il mondo, anche grazie ai Concorsi ippici che diversi anni addietro venivano organizzati, sta subendo l’ennesimo ultimo atto di un’amministrazione ottusa ed incentrata unicamente a rincorrere quelle ultime poche idee ancora rimaste nel "cilindro del mago" per non farsi dimenticare negli anni.
Ed ecco che l’ultimo baluardo della cavalleria e della tradizione Pinerolese viene buttato giù con la forza; dopo aver perso negli anni il Centro di Mascalcia, il Nizza Cavalleria, non aver valorizzato la Scuola Federale Nazionale di Equitazione ( ora fortunatamente convertita in hub per le vaccinazioni Covid) è il tempo della gloriosa Cavallerizza Caprilli, una delle più antiche e gloriose al mondo, ed invece di rivalorizzarla cosa sono capaci di fare gli attuali amministratori? Far accendere l’ennesima volta i riflettori su Pinerolo e su di essi, cercando di guadagnare un poco di consenso, con la decisione di spossessare l’ANAC della struttura per cambiare completamente destinazione d’uso, si parla di una biblioteca (vi è mi sembra l’Alliaudi proprio dinanzi al Caprilli) si parla anche di Centro Conferenze (non mancano a Pinerolo saloni atti a questo scopo) ma sono solo tutte ipotesi, Salvai non svela le carte ma punta al consenso, sottolineando che nel Programma indicherà cosa vuole realizzare della struttura, già sicuro di essere rieletto e comunque in linea con il modus operandi del vertice 5 stelle durante la gestione della pandemia; mi chiedo cosa abbia fatto la Cavalleria e le tradizioni che han reso grande Pinerolo a costoro?!
Non sarebbe stato più utile e saggio riqualificare e ristrutturare la Cavallerizza utilizzando i 208 mila euro già stanziati e mai utilizzati, e non cambiare la destinazione d’uso? Non sarebbe più utile puntare sulla tradizione e riportare i fasti di una città che da ormai troppo tempo è ferita da chi si è avvicendato alla sua guida e che l’ha privata di tanti servizi?!
Oggi tutti i giornali parlano di questa decisione pessima, e citano gli amministratori, ma in campagna elettorale, come dice un adagio "parlarne bene o parlarne male non importa, purché se ne parli"
Nella foto l’interno della Cavallerizza Caprilli di Pinerolo