L’articolo pubblicato da Voce Pinerolese che segnalava (e segnala ancora) la presenza di un ragazzo di colore che dorme nella panchina della stazione ferroviaria di Pinerolo (leggi qui: https://www.vocepinerolese.it/video/2020-11-22/dorme-nella-stazione-sono-persona-non-documento-storia-molto-triste-pinerolo-19191 ) ha destato molto interesse nelle persone. nell’articolo veniva evidenziato come il ragazzo desiderasse tornare nella sua terra, in Gambia. Per la cronaca la Caritas di Pinerolo si è già attivata per risolvere il problema ma è necessaria la piena collaborazione di Shekh.
Non tutti sono indifferenti alle sofferenze degli ultimi e oggi pubblichiamo una testimonianza della signora Giuliana che ci scrive dopo aver letto il nostro articolo e che ha scritto anche una lettera al sindaco di Pinerolo Luca Salvai..
"Buonasera Sig. Sindaco,
sono una cittadina pinerolese ed ho pensato di scriverLe e disturbarLa per qualche minuto per una questione semplice, che mi ha colpita e mi chiedevo se con il Suo aiuto e l’aiuto delle Istituzioni cittadine che Lei rappresenta, si potesse aiutare una persona ad avere semplicemente una vita dignitosa. Ieri pomeriggio leggevo le notizie locali e mi sono imbattuta su un video-intervista sul sito del giornale "Voce Pinerolese". Un ragazzo di circa 27 anni, di nome Shekh, vive e dorme da tempo su una panchina della stazione centrale. Shekh racconta che, dopo aver pagato molti soldi, è riuscito ad arrivare in Italia; non riesce però ad ottenere i documenti necessari per poter ottenere un lavoro, una casa e condurre una vita dignitosa. Tant’è che vorrebbe tornare in Patria, in Gambia, ma non sa come fare. Non è possibile che un essere umano sia abbandonato a sé stesso… Noi siamo un insieme di persone, in anni particolarmente difficili, ma una persona non deve perdere mai la propria dignità di uomo.
…E se ci fossi io su quella panchina? senza cibo, acqua, casa e possibilità di lavarmi… vivendo in una situazione per cui non posso trovare un lavoro senza documenti. Ma se non trovo un lavoro, non posso avere i documenti. Oggi pomeriggio, (8 dicembre ndr) ho preso la macchina, caricando con me, coperte, cappello e sciarpa e del cibo, per Shekh.
Ho visto i suoi occhi e sono pieni di tristezza. Lui vorrebbe lavorare e avere una vita dignitosa. Cosa possiamo fare? La ringrazio per avermi dedicato del tempo, nel leggere questa mia mail.
Le porgo i miei più cordiali saluti e auguri di buone feste"
Giuliana
Nella foto Shekh