di Dario Mongiello
La vicenda del ritrovamento di 15 piante di cannabis (marijuana) all'interno del palazzetto del ghiaccio di Pinerolo ha suscitato grandi perplessità. (leggi qui: https://www.vocepinerolese.it/articoli/2020-09-04/piantagione-cannabis-nel-palaghiaccio-pinerolo-18780 ). Una storia molto grave in primo luogo perché la "coltivazione" è avvenuta all'interno di un impianto sportivo di proprietà comunale (luogo preposto per il benessere fisico, in particolare dei giovani) e poi per la spregiudicatezza di chi ha dato vita a questa "iniziativa illegale. Vi avevamo promesso che non avremmo lasciato cadere la storia nel dimenticatoio ed eccoci qua.
I carabinieri della compagnia di Pinerolo, anche nei giorni scorsi, hanno continuato a fare le indagini e hanno ascoltato alcune persone informate sui fatti. Tra le varie indiscrezioni abbiamo saputo che i carabinieri, dopo la denuncia fatta dal gestore dell'impianto Laura Muzzarelli, si sono anche recati a casa di una delle due persone fortemente sospettate di aver commesso il reato. Una perquisizione che non ha portato frutti. Molto interessante, invece, sono le indagini legate alla ricerca di elementi organici e impronte digitali rinvenute su molti oggetti presenti nella coltivazione di cannabis. Interessante anche alcuni nastri adesivi utilizzati per tenere delle tende a protezione della coltivazione e che sono state strappate con i denti. E ancora la presenza di un ventilatore che è stato preso all'interno dell'impianto sportivo. Come dire ci sono ormai tanti elementi che porteranno i carabinieri a chiedere il rinvio giudizio per le persone indagate. Una cosa è fuori discussione. Chi ha avuto l'idea della coltivazione della cannabis conosceva benissimo l'impianto, i vari punti d'accesso, e dove collegare abusivamente la linea per l'energia elettrica. Insomma game over….
Ma non finisce qui…
Nella foto grande uno dei percorsi per raggiungere la "piantagione. Locali di servizio sotto l’impianto. Nel riquadro un altro accesso attraverso il quale, sollevando un tombino si poteva raggiungere la… piantagione