di Piergiacomo Oderda
Don Sergio Chiesa, presidente dell’associazione "Cibo e salute", e il dott. Alessandro Scorba intervengono nella sala consiliare di Cogne sul tema della flora intestinale. L’input di partenza è un video in cui la dott.ssa Kousmine (1904-1992) mostra di intuire come l’intestino sia il punto focale per la salute. «L’intestino non è quello che ci hanno insegnato fino a qualche anno fa, un tubo deputato all’assorbimento degli alimenti e all’eliminazione delle feci». Alessandro Scorba spiega come nell’intestino avvenga gran parte della digestione, la flora batterica intestinale è «una popolazione con un’enorme quantità di funzioni». Qualsiasi superficie presenta una popolazione batterica detta microbiota. L’intestino tenue presenta una superficie di 300 metri quadri, «come un campo da tennis!». Presenta uno schema dove si individuano i "villi", il passaggio selettivo dall’esterno all’interno è regolato da enterociti. In questa zona circola il settanta per cento del sistema immunitario, «il nostro esercito, le forze dell’ordine che operano un ulteriore controllo per far passare le sostanze al circolo ematico». Suggestiva l’immagine di un albero con i vari organi tra i rami (polmoni, stomaco, reni, cervello, cuore) mentre l’intestino è posizionato come apparato radicale. Deriva da un ricercatore giapponese intervenuto a Berlino nel 2015, «se l’intestino non è in salute, tutti gli organi ne risentono». Ne conseguono malattie non solo gastorintestinali o metaboliche ma anche cardiovascolari, autoimmuni, reumatologiche e degenerative, «la piaga della nostra società». Il ricercatore giapponese sosteneva di non aver visto in 37 anni «un caso con patologia tumorale con l’intestino in salute». Un’altra slide mostra l’intestino gocciolante dove le cellule aderiscono fra loro attraverso ganci, giunzioni serrate a costituire una barriera fisica. Lo stress di un’alimentazione scorretta contribuisce alla rottura di giunzioni, si attiva il sistema immunitario e si ha un’infiammazione cronica. Per mantenere l’intestino in salute, occorre mangiare bene; il dott. Scorba mostra il macchinario per per l’idrocolonterapia, evoluzione degli enteroclismi consigliati dalla dott.ssa Kousmine. In secondo luogo, si tratta di preservare con cura il microbiota, «la popolazione batterica che alberga nell’intestino». «I batteri dentro di noi influenzano il nostro stato di salute più di quanto si possa immaginare». Le cellule batteriche contenute nell’intestino sono dieci volte il numero di cellule del corpo umano. Il buon funzionamento del sistema immunitario dipende innanzitutto dalla flora intestinale, seguono l’idratazione, le vitamine, gli organi emuntori, quantità e qualità di antigeni, le condizioni psico neuro endocrine. Sei giorni di terapia antibiotica alterano l’ecosistema richiedendo ventiquattro mesi di equilibrata nutrizione. I dati dell’Istituto Superiore di Sanità "indicano che in Italia la resistenza agli antibiotici, per le specie batteriche sotto sorveglianza si mantiene tra le più elevate in Europa". Introduce il concetto del "Core native microbiota" (il nocciolo essenziale del microbiota). Sono importanti i batteri che il neonato riceve durante il parto, l’ambiente in cui vive nei primi 6-48 mesi, l’allattamento, i batteri acquisiti durante la gravidanza, «il sistema immunitario li riconosce come amici per tutta la vita». Una popolazione di bifidobatteri passa nel latte materno, uno studio di un paio di anni fa ha dimostrato come una cellula del sistema immunitario passi attraverso le cellule intestinali, prenda i bifidobatteri e li passi al dotto galattoforo della ghiandola mammaria. Scorba definisce il microbiota come "l’organo nascosto", dato che la sua scoperta risale ad appena una dozzina di anni fa. I bifidobatteri eliminano la nitrosammine, amine eterocicliche aromatiche, benzopireni, acrilamidi, tutte sostanza tossiche prodotte p.es. Dalla cottura della carne ad alta temperatura. Hanno un’azione probiotica, producono metaboliti, «ciò che scartano è fondamentale per la nostra salute» p. es. acidi grassi a catena corta (butirrato). "Il butirrato si ottiene dalla fermentazione delle fibre vegetali, una dieta ricca di fibre è la più adatta ad ottenere una concentrazione ottimale di butirrato". Tra batteri e sistema immunitario non c’è quella perenne lotta di cui si parlava quando il dott. Scorba si è laureato. «Se la popolazione di batteri intestinali è alterata, il sistema immunitario non funziona». Un video mostra come nei topi "germ free" (intestino senza batteri), le cellule del sistema immunitario non riconoscano l’eschirichia coli. Le situazioni in cui è necessario correggere la disbiosi (sovvertimento della popolazione batterica) sono le atopie (eczema), allergie cutanee, disturbi dell’alvo (diarrea, stipsi), intolleranze alimentari, patologie reumatiche, malattie autoimmuni, oncologiche, l’obesità. La parodontite viene prevenuta con il "bactoblis", pastiglie di streptococcus (K12). La dermatite atopica si previene con l’assunzione di probiotici da attuare in gravidanza.
Uno studio del 2015 sull’aggressività di una specie di topi mostra i legami tra microbiota e comportamento, i batteri portano gli stessi legami dei neuroni, producono gli stessi neurotrasmettitori con cui i neuroni dialogano fra loro. Nei casi di cistiti e vaginiti è utile il "lactobacillus crispatus" (farmaco già in commercio in Svizzera) ma occorre innanzitutto cambiare stile di alimentazione. Se l’"akkermansia muciniphila" è presente per meno dello 0,4%, aumenta il rischio di sovrappeso. Lo si produce con almeno quattordici ore di mancata alimentazione o con le bacche del crespino. Il dott. Scorba accenna al lipopolisaccaride che va in circolo quando il batterio muore, «dove si ferma scatena il sistema immunitario». Si crea un’infiammazione cronica di basso grado che predispone alle malattie degenerative. Colpisce l’endotelio (aterosclerosi), il fegato, il rene, il sistema nervoso (Parkinson, Alzheimer). L’altro batterio antiinfiammatorio oltre all’"akkermansia" è il "fecalibacterio prausnitzy" (curcuma). All’Ospedale Gemelli di Roma e al Sacco di Milano, si sono trattati 273 pazienti con colitepseudomembranosa con un trapianto fecale, colonie di batteri dalle feci delle persone. Si promuove un’altissima biodiversità nell’intestino e poca in altri tessuti. Il dott. Scorba conclude con la lettura dell’esperienza di Jeff Loach. In Tanzania ha vissuto con la popolazione di raccoglitori, cacciatori, dormendo per terra, alimentandosi con il frutto del baobab, con enormi quantità di fibre. Tim Spector ha vissuto tre giorni in quest’ambiente migliorando del 20% la sua biodiversità, rientrata dopo qualche giorno. «La dieta è ciò che influisce maggiormente sulla popolazione batterica intestinale».
Don Sergio Chiesa riprende "alcuni consigli di buon senso e altri in controtendenza". L’igiene non è necessariamente pulizia eccessiva. Quando la stagione lo permette, occorre aprire le finestre ai batteri che entrano, p. es. lavare con delicatezza i vegetali che mangiamo crudi, senza usare bicarbonato, senza sbollentarli. I vegetali sono ricoperti da una "moquette" di batteri, occorre cambiare il cibo ogni giorno, aumentando il crudo. L’uso di iniziare il pasto con l’insalata è da promuovere, l’insalata è ricchissima di batteri. «Cambiare flora intestinale è difficilissimo», tendenzialmente è conservatrice. Vanno aumentate le fibre, si promuova una dieta mediterranea con molti semi oleosi (mandorle, nocciole, noci), legumi (ricominciare a mangiare fagioli, ceci, piselli, lenticchie), olio EVO, pesce, cereali integrali. Non disdegnare i gambi dei broccoli, le radici bianche lunghe. Don Sergio arriva addirittura a contare le masticate per boccone di insalata. Gli acidi grassi a catena corta hanno funzione disintossicante. Apre il capitolo dei cibi fermentati, pane con vera pasta madre, kefir, yogurth, kombucha (fungo cinese), crauti. Detta la ricetta per le verdure fermentate, trenta grammi di sale in un litro d’acqua, ridurre le verdure a bastoncini da mezzo centimetro a un centimetro, scegliere cavoli, finocchi, cipolle, broccoli, peperoni, pressare, coprire con acqua salata, non chiudere ermeticamente ma con una garza. Dopo quattro, cinque giorni si hanno verdure leggermente acidule ricchissime di batteri. Dopo qualche giorno la parte di amido si trasforma in fibra secondo un principio di retrogradazione. Da promuovere l’uso di mangiare i crauti così come il pane di segale che alza pochissimo il picco glicemico. Quanto al digiuno intermittente, si può anticipare la cena alle diciotto e fare colazione al lavoro creando un intervallo di dodici ore. Infine dà lettura delle funzioni dei probiotici (ha consultato 153 studi sul microbiota!). Favoriscono l’equilibrio della flora batterica, supportano il sistema immunitario, stimolano l’apparato linfoide associato alla mucosa dell’intestino, promuovono l’efficacia di trattamenti vaccinali (Wu D., Lewis, Pae, Meydani, Nutritional Modulation of Immune Function Analysis of Evidence, Mechanisms and Clinical Relevance, 2019). Hanno un’azione detossificante, regolano i livelli di colesterolo nel sangue, agiscono sulla salute e la bellezza di cute e capelli, migliorano l’efficacia dei promotori del sonno. Senza una trasformazione dell’alimentazione si ritorna allo stato di morbilità precedente, occorre il coraggio della gradualità e della costanza.
Piergiacomo Oderda