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Quando i comunisti viaggiavano a braccetto con i nazisti

11/12/2019 9:52

di Samantha Valfrè 

Se pronunciamo la parola dittatura la mente vola subito alla prima metà del secolo scorso in Germania ed in Italia, al nazismo ed al fascismo. Vi fu, però, un’altra grande e più longeva dittatura in quel periodo: la dittatura comunista dell’Unione Sovietica, che non fu sempre nemica della Germania nazista. Pochi conoscono il patto Molotov-Ribbentrop con il quale Russia e Germania firmarono una vera e propria alleanza per spartirsi la Polonia e per garantirsi la non aggressione reciproca, poi Hitler non si accontentò della Polonia e volle proseguire in Russia nel ‘41  e solo allora l’alleanza si spezzò, così la comunista Russia passò dalla parte degli alleati che, dopo aver lasciato crescere le due dittature per eccelenza come barriera contro la Russia comunista, si trovarono impegnate nella seconda guerra mondiale, proprio per cercare di fermare queste dittature nere. Sarà proprio l’esercito russo a liberare Auschwitz il più famoso campo di concentramento, il che è paradossale se pensiamo che la Russia mantenne i gulag fino agli anni 50, ancora più paradossale è che tra i liberatori ci furono gli inglesi, inventori di quei campi che per primi usarono in Africa nella seconda guerra anglo-boera, e che con la loro politica coloniale sottomisero per secoli intere popolazioni, i primi ad uscire dal loro giogo furono gli statunitensi che però non rinunciarono in fretta all’eredità razzista che permetteva loro di sfruttare una manodopera a basso costo. Dopo la seconda guerra mondiale, che ha portato alla luce queste atrocità perpretate nei campi di concentramento e sterminio, “l’occidente” ne è uscito cambiato perché tutto ciò successe in una parte di mondo che si pensava fosse più “civilizzata”, perché non crediate che non successe mai prima, dove c’è l’uomo c’è guerra e dove c’è guerra sappiamo benissimo cosa c’è.  Si iniziò a parlare di diritti umani, fino ad arrivare alla stesura della dichiarazione universale dei diritti umani, adoddata nel dicembre del 1948 dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite. Da un po’ di anni in Italia sembra che questi diritti umani si stiano dimenticando, folle di persone si mobilitano perché questa destra non piace  si sente sempre più spesso parlare di una deriva fascista, a volte nazista, sembra che non ci sia più libertà di parola. Non possiamo negare che questa destra non sia piacevole, la destra vera, quella liberale, quella per il progresso, in Italia è morta il 6 giugno 1861. Ciò non giustifica il fatto che se dai banchi di destra si alza una voce che dice “prima gli italiani”, si sprofonda subito nella retorica fascista (non pensando, tra l’altro, che molti italiani sono discendenti di immigrati, quindi di razzismo non si può parlare), ma se alle manifestazioni di piazza sostenute dalla sinistra si scatena la violenza e l’inciviltà non esiste nessuna deriva terroristica. Negli ultimi vent’anni ce ne sono state di manifestazioni, tutt’altro che pacifiche, ma le colpe più gravi sono sempre state di chi ha difeso lo stato. La libertà di pensiero, che va difesa contro la deriva fascista, permette di bruciare cassonetti, distruggere auto, fare la carica alle forze dell’ordine, distruggere vetrine, arredi urbani. Non importa se tutte queste cose appartengano alla comunità o a qualche singolo, se sono persone che tutti i giorni si alzano per guadagnarsi il pane, la libertà non ha prezzo. Infatti questi combattenti per la libertà sono sempre stati difesi, cos’hanno mai fatto se non esercitare un loro diritto manifestando per i loro diritti, sono le cattive forze dell’ordine che si sono intromesse tra loro e la libertà. La cosa davvero buffa è che i movimenti nati ultimamente a difesa della libertà del tutto pacifici, non si rendono conto che se ci fosse il fascismo, non avrebbero diritto di parola, non potrebbero manifestare liberamente, neanche pacificamente come fanno adesso, perché sotto regime non era permesso, esistevano le leggi fascistissime che erano leggi liberticide, così insegnano a scuola e, ancor prima che il regime salisse al potere, gli squadristi avevano iniziato una “repressione” di tutti gli avversari. Quindi la domanda lecita è: a scuola insegnano fesserie o questi difensori della libertà non hanno studiato? Perché guardandomi in giro non vedo tali forme di repressione, inoltre nessun partito di destra ha governato senza essere eletto dal dopoguerra ad oggi, mentre, se guardiamo bene, il governo odierno è composto da un partito che è stato sconfitto alle ultime elezioni politiche e questo partito appartiene alla sinistra, siamo quindi di fronte ad una rivoluzione comunista?

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