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Quale diritto è giusto negare?

04/11/2019 9:53

Se togliessimo il diritto di entrare in parlamento agli incompetenti? Cosa ne pensate? Credo che una persona che non sia in grado di prendere delle decisioni per il popolo che rappresenta ed assumersene le responsabiltà, non dovrebbe neanche essere presente nelle liste elettorali. Invece ne abbiamo addirittura al governo di tali persone! Sono entrate a gomitate e parolacce nella politica italiana, hanno sparato a zero contro tutto e tutti, sono andate avanti a testa bassa come dei muli, non hanno mai guardato in faccia nessuno, hanno dato dei ladri e dei bugiardi a tutti quanti, non hanno mai voluto governare con qualcuno ed ora li hanno provati tutti, prima da una parte e poi dall’altra. Hanno lamentato la nomina di Renzi a presidente del consiglio, perché non eletto da nessuno e ci hanno imposto Conte, un perfetto sconosciuto che ha subito capito quanto sia comoda quella poltrona. Adesso gli sta stretto pure di lui, perché gli ha praticamente detto di tacere dopo che, udite udite , hanno criticato la manovra di bilancio approvata da loro stessi (partito di maggioranza della coalizione). Certo c’era una clausola “salvo intese” così ora possono accusare dei malumori i loro nuovi “nemici-alleati” . Hanno preso le distanze da tutte le accuse mosse loro da giornali e opinione pubblica, nascondendosi dietro quella clausola e dicendo, sostanzialmente, che non è nelle loro intenzioni colpire sempre i soliti noti e via discorrendo. Ma allora per quale motivo l’hanno approvata? La clausola vuol dire poco e niente, infatti per silenziare i malumori hanno fatto che rinviare a luglio l’entrata in vigore di determinate norme. Ora mi viene lecito domandarmi: ma gli elettori che hanno espresso il voto a favore di questi incompetenti, che età avranno avuto? Se è vero che gli anziani non votano pensando al futuro, mi viene da credere che solo gli anziani li abbiano potuti votare. I giovani, più svegli e rivolti al futuro, avranno crocettato altri simboli. Ma io non ho così bassa stima del popolo anziano, anzi credo che a settant’anni sia più facile capire quando uno ci sta prendendo per i fondelli, perché si ha già una certa esperienza di vita. A sedici anni è più facile credere alle favole, non si ha esperienza con la falsità delle persone, si è più superficiali e spensierati, non si deve pensare al bilancio famigliare, i pensieri sono più semplici e a breve termine, a sedici si ha, giustamente, voglia di divertirsi. Magari si va a manifestare per il clima, ma questo non vuol dire che si pensa al futuro più di un settantenne.

 

Samantha Valfrè

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