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In Cile la Cop 25 (Conferenza Onu sul clima)

17/10/2019 7:35
A dicembre si svolgerà in Cile la Cop 25 (Conferenza Onu sul clima) mentre abbiamo ancora negli occhi il movimento “Fridays for Future” che ha invaso Torino a fine settembre. La Chiesa si interroga sui nuovi cammini e sull'ecologia integrale nel Sinodo speciale Panamazzonico. Ogni giorno è possibile avere un quadro degli interventi che si svolgono nelle Congregazioni generali nei “briefing” per i giornalisti, per chi padroneggia lo spagnolo si possono seguire le versioni “live” nel sito www.sinodoamazonico.va.
«Papa Francesco ha voluto portare questi popoli nel cuore della Chiesa» (mons. Davide Martinez De Aguirre Guinea) e «le donne in Amazzonia svolgono un ruolo di primo piano» (suor Alba Teresa Cediel Castillo) sono due assunti di base emersi nel primo briefing, il 7 ottobre scorso. Il giorno dopo, Paolo Ruffini, prefetto del Dicastero per la Comunicazione, riporta la discussione sulla formazione, sull'eventuale consacrazione di “viri probati” (uomini sposati) per garantire una presenza “permanente” e non solo “visitante” del sacerdote. Nel terzo briefing è intervenuto anche Alfonso Nobre, premio Nobel per la pace nel 2007, climatologo, uno dei massimi esperti di riscaldamento globale. L'Amazzonia è il cuore ecologico del pianeta per l'immensa socio e bio diversità. Il sogno di papa Francesco di “un sacerdote indigeno in ogni villaggio amazzonico” illumina il quarto briefing. Si creano ministri della Parola, «presto istituiremo ministri del Battesimo e del Matrimonio», dice mons. Wilmar Santin, brasiliano. Il vescovo colombiano Medardo de Jesús Henao del Rio racconta che dopo la consegna del Vangelo nell'ordinazione di un diacono indigeno, i leader della comunità pongono una corona sulla sua testa per significare l'uomo che con la sua saggezza si pone alla guida della comunità. Suor Gloria Liliana Franco Echeveri, presidente della Confederazione latino americana dei religiosi, chiede di valorizzare il ruolo delle donne come teologhe, catechiste, animatrici. Al quinto briefing, mons. Pedro Brito Gimarâes, arcivescovo di Palmas, in Brasile suggerisce di “rimodellare gli stili di vita”, «ogni uomo si deve sentire responsabile del futuro del Pianeta». Punta il dito sull'espansione vertiginosa della coltivazione della soia e la conseguente deforestazione nonché sull'ampliamento dell'agricoltura industriale che erode una risorsa fondamentale come l'acqua. Joaquín Pertiñez Fernández, vescovo di Rio Branco, afferma: “sotto ogni caucciù c'è un morto”, «è stato versato molto sangue, vorremmo scrivere una storia diversa». Accenna al “transito religioso” delle persone che passano da una Chiesa all'altra. Al sesto briefing, il vescovo vicario ecuadoregno mons. Rafael Cob García manifesta il suo sogno di seminari amazzonici, con formazione diversa da parte di chi «conosce la realtà amazzonica perché ci vive e conosce simboli e segni della cultura indigena per una liturgia inculturata». Il vescovo brasiliano Dom Adriano Ciocca Vasino punta ad una teologia che sappia mostrare Dio alla gente. Racconta che si sono presentati giovani Xavantes per divenire diaconi e preti, ammette di non sapere come formarli in maniera adeguata. Suora Zully Rosa Rojas Quispe chiede di riformulare il corso dei futuri sacordoti, di studiare la saggezza ancestrale dei popoli dell'Amazzonia e le loro lingue. Padre Giacomo Costa testimonia che in aula è emerso quasi in maniera inaspettata l'intendimento di un salto qualitativo, si è pensato all'immagine biblica del cieco Bartimeo che getta il suo mantello per andare incontro al Signore, lasciando la sicurezza delle proprie argomentazioni. La sovrabbondanza di fiducia permette di affrontare le questioni in un quadro più ampio, senza frammentarsi in piccole congiunture conflittuali. Si cerca di arricchire le posizioni personali cogliendo il senso profondo di unità della realtà.
 
Piergiacomo Oderda
 

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