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“World Press Photo”. Com'è cambiato il modo di fare giornalismo.

14/10/2019 15:41
 
di Piergiacomo Oderda

Le conferenze a margine di “World Press Photo”, 157 foto vincitrici, selezionate fra i migliori scatti di testate internazionali, sono un'occasione per cercare di analizzare com'è cambiato il modo di fare giornalismo. Il dibattito a cui partecipano Enrico Zambruno, piattaforma Juventus TV, e Silvia Garbarino, giornalista de “La Stampa”, è moderato da Paolo Cornero nelle vesti di vice presidente del Premio Dardanello.

L'intitolazione è al direttore più longevo di Tuttosport, Piero Dardanello, tra i primi ad inserire immagini e vignette in copertina. «Un direttore burbero, dai modi scontrosi». Non esitò nel dire a Gramellini di cercarsi un altro quotidiano. Il premio è giunto alla ventesima edizione sono stati premiati giornalisti quali Giuseppe De Bellis, Alessandro Antinelli, Gianluca Oddenino, Giulia Zonca. L'iniziativa è partita dall'abbinamento di fotografia e giornalismo, «c'entrano tantissimo!». Cita Federico Calcagno e le sue telecronache “sabaude” sull'epopea olimpica della campionessa di scherma Valentina Vezzali, sulle medaglia della Belmondo nello sci nordico. Mostra un breve video di alcune telecronache storiche, le imprese del maratoneta Stefano Baldini, Jury Chechi che “vola” sugli anelli, Sara Simeoni che «non sa trattenere la gioia», il recupero di Mennea. Cita come maestri Andrea Fusco e Franco Bragagna. A Enrico Zambruno, telecronista autorevole nonché formatore, chiede di delineare l'evoluzione della telecronaca, oggi presente non solo in TV ma in “streaming”. «Quanta cultura deve avere un telecronista per rendere unica la sua trasmissione?». «Il maggior tarlo nel preparare una telecronaca è non lasciare silenzi», risponde Zambruno. Definisce Bragagna semplicemente “mostruoso”, capace di tenere due blocchi da quattro ore e mezza «con la stessa qualità dell'inizio». Nei mondiali di atletica svoltisi a Doha, in Qatar, «ti ha raccontato il Paese». Per una gara di atletica, tra eliminatorie e finali, delle tre batterie di dodici atleti, «devi sapere tutto di tutti, non sai chi va a vincere quella manifestazione». Per valorizzare tutti, «c'è un grande studio alle spalle», che si prolunga per settimane, mesi. «Il racconto di un evento sportivo è un privilegio incredibile ma il telecronista non si deve ergere a protagonista». Funge da «accompagnamento, colonna sonora rilevante»; «è difficile raccontare lo sport, non bisogna dare nulla per scontato». Fabrizio Failla, in ventidue anni di pallanuoto e migliaia di telecronache, «ogni partita spiegava le regole»: «c'è gente che la guarda per la prima volta», si giustificava. «Un bel racconto di un evento sportivo avvicina le persone alla pratica sportiva, le emoziona».

Cornero chiede a Silvia Garbarino quale rapporto abbia la carta stampata con il “live”. «Come riesce a far capire che è un valore aggiunto? Come i giornali integrano il racconto di una telecronaca sportiva?». «Il racconto di un particolare che ti è sfuggito, un approfondimento», risponde Garbarino, «il valore è il racconto». Bisognerebbe che la gente dedicasse almeno una mezz'oretta al giorno per la lettura delle notizie. «La passione, la curiosità muove qualunque giornalista». In Italia, il difetto più evidente è “la velocità”, «si è disabituati al piacere di leggere». Distingue fra la radiocronaca «dove la tua immaginazione è esaltata dalla parola» e il telecronista che «ti accompagna sull'immagine che stai vedendo». Due professioni che si stanno assorbendo sono quelle del fotoreporter e dell'inviato, ci si deve preparare sull'immagine, su come renderla fruibile attraverso la parola. «Tutti i giornali si proiettano su quell'ambito». «Come nell'ambito sportivo più squadre forti alzano la qualità del match, così capita nel giornalismo, con più prodotti buoni, precisi, di qualità». Il lettore e il telespettatore hanno la possibilità di fare una scelta. Cornero svela la prossima traccia del premio Dardanello, riguarderà le storie olimpiche. Ringrazia Ilaria Blagetti che da un anno promuove nelle scuole di Cuneo un percorso di giornalismo nelle scuole medie. «I ragazzi hanno voglia di capire dove selezionare le notizie», come divenire «ricercatori della verità». Sempre opera di Blagetti, il pezzo su “La Stampa” per annunciare la trasmissione dal sito della redazione di Cuneo della partita d'esordio casalinga Cuneo Novara della serie A1 di volley femminile. Cornero chiede a Zambruno «quanto le aziende sono disposte ad investire sul telcronista? Quanto vale una telecronaca sportiva rispetto allo “streaming”». Zambruno tesse le lodi di Eugenio Bertone che firma quella telecronaca, «il miglior telecronista di volley cresciuto a Torino, vi innamorerete della sua capacità di trasmettere questo sport». Non basta ritirare la distinta e memorizzare nomi e numeri, le atlete «le devi riconoscere dal colore dei capelli, da come saltano». «L'improvvisazione non esiste», racconta di aver rifiutato un contratto per un evento internazionale di “curling” perché gli mancava il tempo per una preparazione adeguata. Definisce il torneo di serie A1 femminile di volley «il più grande del mondo» e loda l'investimento della Lega Pallavolo che permette di poter vedere tutte le partite, compreso il “postseason” gratis, con due voci e quattro telecamere. «Non è questione di cifre ma di mentalità per aumentare la cultura sportiva di questo paese». Zambruno rivela di amare “follemente” i giornalini locali dove si può leggere p. es. l'intervista al terzo portiere dell'Alessandria. Se li legge, li scambia con gli amici, li fa vedere ai genitori.

Cornero sostiene la linea che «un “device” comodo è un mezzo per diffondere la passione sportiva». Nel loro giornalino, hanno stampato le interviste realizzate dalle ragazze del settore giovanile alle atlete di serie A. «Non potete filmarci e metterci su facebook?», è stata la loro richiesta successiva. «Proviamo a far scrivere i giovani ma ci chiedono l'immagine, il video». Garbarino ammette che si va verso l'usufruire dei vecchi cartacei su smartphone, tablet, tuttavia l'Europa è «proiettata nel futuro ad una velocità inferiore rispetto ad altre nazioni». Il Giappone sta rallentando, ha deciso di «vivere con minore convulsione». «Lo strumento cambia ma il contenuto resta uguale, la qualità giornalistica è alla base di qualunque strumento». «I giornali studiano il modo per conquistare i giovani lettori che sono il futuro di qualunque azienda». Capita che una notizia riscuota migliaia di contatti, per una media di pochi secondi, «non è informazione, è spot, comunicazione rapida». «Quello che manca in questo momento è la formazione», magari trovi un amico che sa fare bene i video e lo convinci ad aiutarti per narrare una storia, «ma un regista che ti spieghi i tempi del racconto non c'è». Il New York Times ha investito su ingegneri informatici ed esperti di digitale, ora ha un incremento annuo di abbonati del sette per cento. Zambruno raconta di essersi preparato per un evento trovando sul sito del giornale locale di Boston anche il “player” per poter guardare la partita in diretta, un notevole investimento per i diritti televisivi. Cornero lancia un'altra novità del Premio Dardanello, un premio speciale per la foto dell'anno. Tra le foto premiate al WPP, una ritrae la finale dell'Asian Cup calcio, «la prima volta che le donne potevano entrare allo stadio». Ricorda la sua personale esperienza in Arabia, la tribuna stampa era vicina al settore femminile, l'entusiasmo del pubblico alle sue spalle era alle stelle.

Piergiacomo Oderda
Nella foto, da sinistra, Cornero, Zambruno e Garbarino