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Cresce la sfiducia per gli affidi dei minori in Piemonte dopo il caso "angeli e demoni"

14/10/2019 17:44

Red

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“L’inchiesta 'Angeli e demoni' ha contribuito a creare un clima di crescente sfiducia verso il sistema dei servizi sociali con un aumento della conflittualità e dell’aggressività delle famiglie problematiche verso gli operatori e un calo di disponibilità delle famiglie affidatarie”. È uno dei dati emersi questa mattina nel corso delle audizioni svolte in Commissione Sanità, presieduta da Alessandro Stecco, in merito all’indagine conoscitiva sull’affidamento familiare e l’accoglienza di minori presso i Servizi sociali del Piemonte.
La presidente dell’Ordine regionale degli assistenti sociali Barbara Rosina ha sottolineato che per i 2.500 assistenti sociali che operano in Piemonte, molti dei quali al servizio di cooperative, “è importante comprendere come affrontare l’attuale clima di sfiducia”. L’affidamento familiare, ha evidenziato, è “una delle possibilità messe in campo, una risorsa fra tante, una scelta che non decide l’assistente sociale ma viene maturata in collaborazione con l’autorità giudiziaria, gli psicologi e i servizi che si occupano di dipendenze o di salute mentale. Si tratta comunque d’interventi temporanei in attesa che i genitori tornino a essere in grado di esplicare la loro funzione genitoriale”.
Per Antonio Russo del Consorzio di Gassino Torinese, che ha parlato a nome del Coordinamento degli enti gestori, “la fragilità dei ruoli all’interno della società ha portato alla fragilità della famiglia ed è la causa di un disagio psichico che appare sempre più diffuso e che caratterizza molti comportamenti adolescenziali, come l’autolesionismo o l’anoressia. È necessario ricominciare a investire nella prevenzione, pensare a un nuovo Piano per la famiglia che contenga interventi di prevenzioni diffusa e li realizzi”.
“Tra i diritti fondamentali dei figli - ha dichiarato la garante regionale dell’Infanzia e dell’adolescenza Rita Turino - spicca quello di essere educati dai loro genitori. Nel 2017, secondo l’Ires, in Piemonte il 13,6% dei minori versava in una situazione di povertà relativa, mentre il 27,9% era a rischio di povertà ed esclusione sociale. Tra Ie famiglie povere risultano particolarmente colpite quelle giovani con bambini piccoli”.
Negli ultimi quindici anni, ha aggiunto, stiamo assistendo a un progressivo calo delle nascite e a un aumento della richiesta di consulenza psicologica. È necessario offrire alle famiglie aiuti e servizi per l’inclusione sociale e mettere al centro la figura del minore, che necessita di precise metodologie d’intervento.
Frida Tonizzo dell’Associazione nazionale famiglie adottive e affidatarie (Anfaa), che ha parlato a nome del Tavolo delle Associazioni che operano nell’ambito dell’affidamento familiare, ha evidenziato che “il minore non è proprietà esclusiva di nessuno, neppure dei suoi genitori, e come tale va aiutato quando la famiglia non sia in grado di sostenerlo”. Gli affidamenti parentali, ha aggiunto, sono circa la metà di quelli in atto ma è forse necessario affinare la valutazione della capacità dei congiunti del minore di svolgere tale delicato ruolo dal punto di vista educativo e affettivo.
Luca Ioffida dell’Associazione italiana dei magistrati per i minorenni e per la famiglia (Aimmf) ha illustrato le iniziative messe in campo dall’associazione per creare sinergie con tutti gli attori sociali coinvolti attraverso approfondimenti a livello territoriale sempre aperti al mondo dell’avvocatura.
Per Enrico Quarello del Coordinamento italiano dei servizi contro il maltrattamento e l’abuso all’infanzia (Cismai) è necessaria “una raccolta sistematica e continuativa dei dati sui minori sotto tutela a livello nazionale e regionale. Ed è quanto mai importante che la Regione torni a investire per la formazione specifica degli operatori sociali e sanitari”.
Sono intervenuti, per richieste di approfondimenti, i consiglieri Maurizio Marrone (Fdi), Monica Canalis (Pd), Francesca Frediani (M5s) e Andrea Cane (Lega).
Prima dell’audizione la Commissione si era riunita per deliberare in merito alla proposta d’indagine conoscitiva sul sistema regionale piemontese di segnalazione e presa in carico di casi d’abuso e maltrattamento ai danni di minori, proposta dal consigliere Marrone (Fdi) e approvata a maggioranza dall’Assemblea nella seduta del 9 ottobre.
Si è stabilito, in linea generale, di terminarne i lavori entro il 30 aprile 2020 con la presentazione di una o più relazioni al Consiglio regionale.
Sono intervenuti nel dibattito i consiglieri Raffaele GalloDomenico RossiCanalis (Pd), Frediani (M5s), e Sara Zambaia (Lega).

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