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Sindacato USB e immissioni in ruolo, diritti dei docenti a tempo determinato. Concorso

05/10/2019 8:12

di Piergiacomo Oderda

Lorenzo Giustolisi dell'Unione Sindacale di Base (USB) apre l'assemblea sindacale all'Istituto Avogadro e, al contempo, ad un'offerta di consulenza a docenti e operatori ATA al mercoledì (su appuntamento) nella sede di corso Tassoni 37, a Torino. Al centro dell'ordine del giorno, si discute di immissioni in ruolo, dei diritti dei docenti a tempo determinato, del prossimo concorso. Puntualizza sui diritti dei lavoratori della scuola, i casi di docenti sottoposti a provvedimento disciplinare, non ultimo la docente di Palermo Rosa Maria Dell'Aria, dove si è entrati nel merito del lavoro svolto in classe, mettendo in questione la libertà di espressione.

Silvia Bisagna spiega gli adempimenti dell'anno di prova. L'Ufficio Scolastico Territoriale organizza sei ore di informazione generale sulla scuola (normativa) e sei ore in chiusura di restituzione. «Il Ministero caldeggia riunioni per piccoli gruppi e non plenarie». La scuola individua un tutor con il quale si lavora altre dodici ore “peer to peer”. Dodici ore di laboratori vengono organizzati nelle scuole polo di una rete di scuole. Infine, è previsto un lavoro di venti ore su piattaforma Indire (Istituto Nazionale Documentazione Innovazione Ricerca Educativa) per preparare un “portfolio” di ingresso (desideri, punti deboli) e di conclusione (lacune colmate) nonché un progetto di ricerca/azione.

287 docenti in Piemonte possono sostituire i laboratori con visite di una o due giornate in scuole “innovative”. «Le attività di formazione hanno prevalenza su qualsiasi cosa». Per un anno di prova valido, occorrono 180 giorni di servizio, di cui 120 di lezione. Il colloquio finale col Dirigente e il Comitato di valutazione verifica quanto svolto sulla piattaforma e conferma l'immissione in ruolo. Nell'anno successivo, tra settembre e dicembre si chiede la “ricostruzione di carriera”. Con l'immissione in ruolo da concorso 2018 vi è un vincolo di permanenza della titolarità su scuola e classe di concorso per cinque anni. Il docente potrà semmai muoversi con assegnazione provvisoria o utilizzo, per durata annuale. Sempre un vincolo quinquennale riguarda chi accetta l'immissione in ruolo sul sostegno prima del trasferimento di titolarità sulla materia d'insegnamento. L'immissione in ruolo avvenuta con GAE (Graduatoria ad Esaurimento) e concorso 2016 prevede un vincolo triennale quanto alla provincia. Secondo il nuovo contratto, se si ottiene il trasferimento scegliendo specificamente le scuole, si ha un vincolo triennale.

Il prossimo concorso sarà aperto a laureati con 24 CFU (crediti universitari), abilitati in seconda fascia, abilitati nelle diverse forme previste, chi lavora in terza fascia o col MAD (Messa a Disposizione) da tre anni. Pare che il Ministro «cerchi di apportare modifiche al decreto preparato dal precedente ministro». Ci sarà una prova preselettiva, una prova scritta e orale. E' possibile affrontare due percorsi concorsuali, uno per le medie e uno per le superiori. Servono tre anni di servizio negli ultimi otto anni di cui uno sulla classe di concorso di interesse. Per il sostegno occorre la specializzazione, la formazione specifica. Si prevede lo svolgimento del concorso nel primo semestre 2020 per avere l'immissione in ruolo nel settembre successivo. «Non è detto che vengano bandite le classi di concorso che interessano». Le immissioni in ruolo avvengono per il 50 per cento da GAE e per il 50 per cento da concorso, «ma le GAE in Nord Italia sono quasi tutte esaurite». Nella ripartizione, si dà priorità al concorso più antico (2016) per smaltire la graudatoria». Il problema è che si mettono a bando ventiquattro mila posti per il concorso ordinario, altrettanti per quello straordinario, a fronte di 150 mila posti vacanti, «una scelta politica contro cui USB si è sempre battuta». Chi vanta tre anni di servizio nella scuola statale dovrebbe essere immesso direttamente in ruolo. Un docente proveniente dal saluzzese chiede un ripasso su permessi e ferie per chi non è di ruolo. I tre giorni di permesso per motivi personali sono un diritto anche per chi è a tempo determinato, «non sono passibili di diniego». Per chi è di ruolo sono retribuiti, per i precari no, si interrompe anche la contribuzione. Stessa differenza quanto alla retribuzione per i permessi per affrontare concorsi, comprendendo i giorni per lo spostamento nella sede dove si affronta la prova. I giorni di ferie sono 32 (trenta per chi ha meno di tre anni di servizio) più quattro di festività soppresse. Vanno goduti durante il periodo di sospensione dell'attività didatica, sei giorni al massimo durante l'anno, «soggetti alla discrezione del Dirigente». La richiesta va posta per iscritto in modo che anche le motivazioni di un eventuale rifiuto debbano essere scritte; vale il principio del silenzio assenso. I permessi brevi non devono superare le diciotto ore nell'anno scolastico.

Qualche giorno fa i sindacati cgil-cisl-uil e il Ministero hanno siglato un accordo su precariato e sui futuri concorsi. USB lo contesta con forza, richiedendo la trasformazione dell’organico di fatto in diritto per aumentare fino a 200.000 i posti da dare alla mobilità e alle immissioni in ruolo, rifiuta l’idea che si debba entrare in ruolo in altra provincia, come già fatto con la legge 107 e il suo algoritmo, per esaurire le GaE e i concorsi a cattedre 2016 e 2018. Si promuove una raccolta di firme da portare al ministro Fioramonti all'incontro in programma per metà ottobre (http://chng.it/bJLt2mXL).

Nella foto Giustolisi e Bisagna

 

Piergiacomo Oderda

 

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