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“Fake news”, “le trappole della comunicazione e la comunicazione ambientale”

05/10/2019 10:30

di Piergiacomo Oderda

Al Centro Servizi Didattici della provincia di Torino, Lidia Cassetta apre un corso di educazione ambientale con una sventagliata di “link”. Il titolo accattivante lambisce il tema delle “fake news”, “le trappole della comunicazione e la comunicazione ambientale”. Si presenta nei panni di giornalista nonché impegnata nella comunicazione web e pone immediatamente l'obiettivo: «come facciamo a fare in modo che i comportamenti virtuosi possano essere imitati». Racconta il caso della promozione della raccolta differenziata in alcuni quartieri di Londra. In uno si adduceva la motivazione della salute del pianeta, nel secondo si promettevano contributi economici, il terzo lo si poneva in concorrenza con gli altri territori. Va tenuto presente “l'immaginario”, spesso ancora più efficace del movente economico.

Consiglia il portale “www.valigiablu.it” dove un gruppo di giornalisti approfondisce in modo puntuale le notizie con un utile incrocio di fonti. Riprende la notizia di «una ragazza minorenne che ha chiesto l'eutanasia ed è morta» (Noa Pothoven, “Daily mail”, 4 giugno 2019). Una collega doveva fare un'intervista di approfondimento. Siccome Lidia Cassetta vive e lavora anche ad Amsterdam, telefona al suo compagno che le rivela: «Qui nessuno ne parla!». In realtà, il governo aveva rifiutato la richiesta di eutanasia. A quel punto la collega giornalista ha incentrato il servizio sulla tematica dell'anoressia. «Il rischio di fare “buca” e di non fare notizia è più alto della “bufala”». Un altro aneddoto riguarda “i ragazzi di Boston” (Il Foglio, 15 gennaio 2018). «Ragazzi di Napoli bravissimi che sanno tutto di tecnologia e non hanno i soldi per andare negli USA a ritirare un premio». In realtà le finali si svolgevano ad Alicante, in Spagna ma tutti ci sono cascati. «Voglio trovare conferme alle mie idee», i pregiudizi vengono rafforzati anche dagli algoritmi dei “social” che individuano le nostre passioni, «non incrocio mai qualcuno che non la pensa come me». Si apre pertanto alla «mercificazione della notizia», «presentare la realtà in modo che ci piaccia». Un altro caso di “bufala” sul pregiudizio che i Paesi Bassi siano avanzati è la notizia della nascita del primo negozio senza plastica ad Amsterdam (www.greenme.it, 1 marzo 2018). Si trattava in realtà di un “temporary shop” che presentava prodotti rigorosamente “plastic free” su scaffali di legno. I gestori confessavano di non essere pronti ad un negozio del genere, «dobbiamo allineare i fornitori!».

«Occorre aiutare i ragazzi ad affrontare con metodo i contenuti». Un ruolo centrale va assegnato ai testimoni che ci dicono che «è possibile, ce la puoi fare, le tue passioni possono diventare realtà». Cita Mimmo Calopresti, Roberto Cavallo, Franco Borgogno, Leonardo Becchetti. Roberto Cavallo ha scritto “La Bibbia dell'ecologia” (Elle di Ci, 2018), «dall'esegesi biblica estrapola contenuti che si rifanno ai temi dell'ambiente». Pratica l'”ecorunning”, «quando incrocia un pezzo di plastica lo tira su». Alcuni temi: la sobrietà, la riduzione dei rifiuti, la raccolta differenziata, il risparmio energetico, le energie alternative, l'agire collettivo.

Franco Borgogno «ha avuto l'opportunità di partecipare ad una spezione al polo Nord con la comunità scientifica che rilevava la presenza di materie plastiche nell'acqua». E' stato pubblicato il libro “Un mare di plastica. Gli sconvolgenti risultati di una missione scientifica attraverso il passaggio a Nord Ovest”, ed. Nutrimenti, 2017). Lidia Cassetta cita il World press photo, un concorso mondiale per foto reporter. Mostra lo scatto di Francis Peréz “Caretta caretta intrappolata” e passa all'”engagement”, «il coinvolgimento per produrre cambiamenti nelle persone!».

Www.ecosia.org è un motore di ricerca, «l'80 per cento dei proventi pubblicitari è utilizzato per la piantumazione di alberi». Un'altra via è l'”artivismo”, un esempio è la lotta dell'artista Bansky contro il passaggio a Venezia delle grandi navi (Il Foglio, 22 maggio 2019). L'esperimento di “guerrillaguardening.it” consiste in “attacchi” verdi mediante bombe di semi fatte scoppiare in mezzo alle aiuole. I GAS sono gruppi di acquisto che promuovono prodotti biologici provenienti da aziende conosciute grazie ad acquisti concordati. “Release” è una cooperativa di agricoltura biologica fondata da don Cravero. Per il teatro, cita Lorenza Zambon. Decide di dormire all'aperto nel cortile «a 94 passi da casa sua, descrive le sensazioni, l'aria, i profumi delle erbe aromatiche» (racconto-spettacolo “94 passi in giardino”). Accosta le fotografie subacquee di Elspeth Diderix nella mostra “Quando il rosso scompare”. Si riferisce al fondo marino dove non si vede il rosso, «fa uscire la natura dall'ovvietà» (huismarseille.nl). Non può mancare un rimando all'enciclica “Laudato si'” di papa Francesco, nell'idea di “ecologia integrale” «non si può affrontare il tema ambientale a se stante. Va coniugato col tema sociale ed economico, sono intrecciati». Leonardo Becchetti, Zamagni, Bruni hanno fondato una scuola di economia civile, «la massimizzazione estrema del profitto non fa bene a nessuno, nemmeno all'economia». Chiude con “Il sale della terra” (2014), film di Wim Wenders ispirato alle splendide foto di Sebastiao Salgado.

Nella foto, a destra, Lidia Cassetta 

 

Piergiacomo Oderda

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