Attualità

Un patto educativo globale proposto da papa Francesco

di Piergiacomo Oderda 

L’incontro degli insegnanti di religione della diocesi di Torino inizia nel segno del "patto educativo globale", un invito per il 14 maggio 2020 lanciato da papa Francesco. Nell’enciclica "Laudato si’" si poneva una sfida urgente, 
«collaborare per costruire la nostra casa comune». In tale ottica, l’educazione apre la mente e il cuore per «una comprensione più profonda della realtà». E’ necessario un patto educativo globale che aiuti la solidarietà universale e il sorgere di un nuovo umanesimo. In un momento contrassegnato da «frammentazione e contrapposizione», il Papa sogna di «far nascere un’alleanza educativa per persone mature, capaci di vivere nella società e per la società; ogni cambiamento ha bisogno di un cammino educativo». Riprende l’adagio africano secondo cui un intero villaggio deve occuparsi dell’educazione del bambino. «Dobbiamo costruirlo questo villaggio tutti insieme». Richiama il documento siglato ad Abu Dhabi lo scorso 4 febbraio con l’imam Ahmad Al Tayyeb per quanto concerne l’eliminazione di «terreni di discriminazione», occorre «far nascere la consapevolezza di ciò che unisce le persone», fra le generazioni, fra famiglia e società civile, nelle sue espressioni politiche, imprenditoriali e solidali. «L’educazione è creatrice di pace e di giustizia», apre all’accoglienza per tutti i popoli della famiglia umana, al dialogo tra le religioni. Il processo educativo è fondato sulla consapevolezza che tutto il mondo sia intimamente connesso. Occorre un altro modo di intendere l’economia e la politica, «servono persone disponibili a mettersi al servizio della comunità». L’appello di papa Francesco è rivolto «alle personalità pubbliche che a livello mondiale sono impegnate nel settore dell’educazione delle nuove generazioni». Invita ad avviare processi di trasformazione, senza paura, ciascuno è chiamato «ad essere protagonista di questa alleanza».
Don Roberto Gottardo, direttore dell’Ufficio Scuola, si collega all’iniziativa della Settimana della scuola che si aprirà il 20 ottobre con la messa alla Consolata celebrata dall’arcivescovo alle 16, «la necessità di investire i talenti di tutti noi». Il tema dell’educazione sta particolarmente a cuore a papa Francesco, a fronte di un mondo in "rapidación", un neologismo per indicare «il mondo veloce in continua trasformazione». Ne derivano alcuni rischi, «rende difficile costruire l’identità, perde consistenza la struttura psicologica, contrasta la naturale lentezza dell’evoluzione biologica».
Nel saluto di inizio anno scolastico, l’arcivescovo Nosiglia ricorda come la scuola sia ambito di amicizia, dove scoprire «risorse per crescere in umanità e cultura». A scuola non si tratta unicamente di imparare contenuti, la scuola «ha a che fare con l’umanità». E’ dovere della scuola promuovere la crescita di tutta la persona nel suo complesso, «le tendenze a ridurre la portata educativa della scuola ci sono sempre». Formula agli studenti l’augurio di affrontare «la più stupenda avventura, quella di vivere con libertà e responsabilità verso se stessi e gli altri». I docenti sono chiamati ad accompagnare gli allievi vivendo con loro il tempo scolastico. «A scuola si può imparare la vera gioia del cuore». I compagni rappresentano una grande ricchezza, raccomanda «la condivisione dei valori di cui ciascuno è portatore». 
La Settimana della scuola trae spunto dal n. 158 del documento finale del Sinodo sui giovani, «un’attenzione particolare va riservata alla promozione della creatività giovanile» negli ambiti più svariati, scienza, arte, musica, sport «per scoprire i talenti e metterli a disposizione». Alessandro D’Avenia scrive: «a scuola siamo più preoccupati di sostenere e finanziare l’introduzione della standardizzazione piuttosto che far fiorire l’unicità dei ragazzi». Il tema dei talenti si contrappone all’uso televisivo dei "Talent show". L’inclusione è «un modo di porsi, di mettersi in relazione con i ragazzi per scoprire il bene di ciascuno». Don Luca Pacifico propone un pellegrinaggio in Terra santa, dal 14 al 21 luglio (scadenza 31 gennaio per iscriversi), l’accompagnamento di don Germano Galvagno lo rende un vero e proprio "viaggio studio". Si riprende l’iniziativa "Pane nostro", una raccolta di generi alimentari nella scuola con l’intento di agire insieme fra scuole, parrocchie, Caritas, San Vincenzo e il Banco Alimentare.
Fra le proposte formative ricordo il corso del Gris (Gruppo di ricerca e informazione socio-religiosa) sul tema "I giovani e l’Al di là", sette venerdì a cadenza quindicinale a partire dal 25 ottobre. Don Gottardo sottolinea tra i corsi organizzati dall’ISSR, "Religioni a scuola" a cura di don Pacini, sempre al venerdì a partire dal 7 ottobre e al sabato "Un approccio didattico al dibattito tra scienza e religione" con Ieluzzi e don Piola come docenti. Il corso promosso dal Centro cattolico di bioetica, diretto dalla prof.ssa Clara di Mezza, riguarda quest’anno il tema "Giovani e sport: dalla cura del corpo alla sua esaltazione". Si svolge per quattro venerdì consecutivi a partire dal 13 marzo.
 
Piergiacomo Oderda
 
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