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Bandiere rosse per “Nazionalizzare qui e ora!”. Intervento di Lucano, il sindaco di Riace

22/10/2018 15:59

 

LE FOTO 

di Piergiacomo Oderda

 

 

Bandiere rosse sventolano sotto il sole di Roma per la manifestazione “Nazionalizzare qui e ora!”. Tra i soggetti promotori, l’Unione Sindacale di Base (USB), Potere al popolo, Rifondazione comunista, Partito comunista italiano, Eurostop. Sfilano gli striscioni da piazza della Repubblica a piazza San Giovanni tra canti, nacchere e tamburello, è l’occasione di rivedere colleghi, di scambi di informazioni e consulenze al volo. Al termine, alcuni interventi, sintetizzano a voce tonante il senso dell’iniziativa.

Mimmo Lucano, il sindaco di Riace a cui sono stati revocati gli arresti domiciliari inflitti sull’accusa di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, interviene per telefono. Ringrazia «il fiume di solidarietà attorno a Riace», rileva «il periodo di barbarie, di civiltà che si riconoscono nell’odio razziale». Se la cultura dell’accoglienza è possibile in un piccolo paesino come Riace, allora è possibile ovunque. Il comune sito nel profondo Sud ha i suoi problemi di spopolamento, di condizionamento dalla criminalità organizzata. «Non esistono le diversità, sono una ricchezza per tutti. La nostra scelta è quella di aprire le frontiere a chi rappresenta un’umanità che subisce tantissime ingiustizie». «C’è il timore che questo messaggio possa arrivare anche in tutta Europa». Interviene Patrizio, un manifestante di Genova. «Tre dei nostri compagni di lavoro sono morti» nel crollo del viadotto del 14 agosto. Era una «necessità e un dovere» partecipare a questa giornata, «un rispetto che dobbiamo dare a loro». «La città è veramente in ginocchio, si è fermata quel giorno. E’ difficile per noi che eravamo tutti i giorni a lavorare là sotto. Vi ringrazio per la vostra solidarietà».

Pierpaolo Leonardi di USB ricorda come l’art. 43 della Costituzione permetta di nazionalizzare, «non viene preso in considerazione eppure esiste la possibilità di fermare le privatizzazioni». L’USB è membro della Federazione mondiale che ha indetto dal 20 al 28 ottobre la settimana internazionale di lotta alle privatizzazioni, «dal Nepal al Sudafrica, dal Portogallo all’India». «Oggi dobbiamo avere il coraggio di riprendere in mano il nostro futuro» e di cambiare profondamente la politica economica. Si è avviata una raccolta firme per cancellare la riforma dell’art. 81 della Costituzione. Tutte le volte che si è cercato di riportare nel pubblico una realtà esternalizzata è intervenuto il diktat dell’Unione Europea. Viola Carofalo per “Potere al popolo” irride un governo che ha riscosso applausi ai funerali a Genova proponendo la nazionalizzazione per poi tirarsi indietro. «E’ necessaria un’alternativa forte che non si faccia strozzare dall’aut aut tra l’odio verso chi sta peggio di noi e il farsi comandare dallo “spread”». «La manifestazione è andata benissimo per le aspettative che avevamo. L’unica cosa che può sovvertire realmente è dare la parola alle persone, decidere dal basso. Certo, è un rischio non affidarsi a strade precostituite». Nazionalizzare non evoca atteggiamenti passatisti o nostalgici. L’opposizione deve partire dalle piazze, in quei piccoli centri dove si vivono le contraddizioni. Occorre riguadagnare il territorio palmo a palmo.

Piergiacomo Oderda

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