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Marx ed Engels il più straordinario sodalizio nella storia della cultura politica marxista

27/07/2018 8:33

di Piergiacomo Oderda

Alberione, presidente dell’associazione culturale “La poderosa” introduce la serata di dibattito alla “Festainrosso” di Torino, ricordando le parole del «sodale, compagno, amico fraterno» Engels dopo che alle 2.45 del 14 marzo 1883 «la più grande mente ha cessato di pensare». A tema dunque una riflessione sui duecento anni dalla nascita di Marx. Engels parla di «scomparsa di un titano» data la «gravità della perdita per il proletariato d’Europa e d’America, per la scienza storica». Studiò le leggi di sviluppo della storia umana, le leggi peculiari della produzione capitalistica. «Era l’uomo più odiato e calunniato del suo tempo. Poteva avere avversari ma nessun nemico personale».

Angelo D’Orsi, ordinario di storia delle dottrine politiche presso il dipartimento di studi storici dell’Università di Torino, definisce Marx ed Engels il più straordinario sodalizio nella storia della cultura politica marxista. Nasce a Treviri, in Prussia, il 5 maggio 1818 e muore a Londra. Per il bicentenario si sono svolti molti convegni e celebrazioni anche in Italia (un sito viene costantemente aggiornato, www.marx200.it). La gran parte della produzione scientifica degli studi su Marx sono un tentativo di demolire le sue tesi. L’Economist ha pubblicato uno studio per affermare che tutte le analisi e le previsioni di Marx sarebbero state fallimentari. Marx è un autore tanto studiato ma non ha ancora un’edizione completa dei suoi scritti (vedi nostra intervista a Robert Fineschi). Nel 1895 è morto Engels, l’interprete autentico di Marx, impegnato a dirimere le controversie. Negli ultimi dieci anni è iniziata l’edizione della Mega2, 114 volumi composti ciascuno di due temi. Esiste una traduzione italiana presso gli Editori Riuniti, ora pera i tipi de La Città del Sole. Abbiamo scoperto che gran parte dell’opera di Marx sono ricostruzioni postume, la prima antologia è stata a cura di Ryazanov, un russo bolscevico mandato in Siberia da Stalin. Marx era un grande produttore di testi ma un pessimo organizzatore. Non gli importava di pubblicare, scrive per chiarirsi le idee. L’”Ideologia tedesca” di Marx e Engels è uno studio di Marx sulla concezione materialistica della storia. Abbandona l’impresa, un grosso scartafaccio, alla critica roditrice dei topi. Anche questo testo fu oggetto delle manipolazioni del bolscevico. Ad Amsterdam un Istituto per le ricerche sociali specializzato sulla storia del movimento operaio internazionale conserva molti manoscritti inediti di Marx ed Engels. Chi era Karl Marx? Trascorre la vita in fuga di frontiera in frontiera per sottrarsi alla polizia. Dalle difficoltà viene fuori grazie all’aiuto di Engels che gli passava uno stipendio mensile. Quando diventa famoso molti giornali lo vanno a intervistare, «Come si definirebbe?». Ripeteva: “sono un rivoluzionario!”. L’idea di felicità è collegata alla lotta, l’infelicità alla sottomissione. Vive in periferia in tre sole stanze. I figli muoiono prima di lui, per denutrizione, stenti, TBC. Si salvano due bambine, Laura e Jenny. Laura si fidanza con Paul Lafargue, militante socialista, creolo di origine. Marx è diffidente per il sangue “caliente” di Paul, si prende libertà eccessive rispetto ai tempi. Gli invita una lettera di rimostranza ma prima di tutto pretende chiarimenti sulla sua situazione economica. «Ho sacrificato tutto il mio patrimonio per la lotta», scrive. Si parla di centomila fogli inediti, era un grafomane, soffriva di insonnia. Si laurea su Feuerbach, esponente della sinistra hegeliana. Sostiene Marx che i filosofi hanno variamente interpretato il mondo, ora si tratta di trasformarlo. Da qui l’addio alla filosofia, «non sono un filosofo ma un attivista politico». Negli anni ’40 scrive più da filosofo, negli anni ’50 più da storico. Nella seconda metà degli anni Cinquanta diviene pensatore critico dell’economia politica. “Il Capitale” è opera incompiuta, nel 1867 esce il primo volume. Gli altri sono editi da Engels che mette insieme appunti disordinati. Marx stesso rimette le mani sul primo volume per cui le redazioni francesi e tedesche sono diverse. Cos’è “Il Capitale”? Il tentativo di identificare nella storia un “trend”, una traiettoria, un movimento che parte dalle origini dell’uomo e arriva alla contemporaneità. Una storia vista come teoria di sviluppo della società. Per vent’anni occupa un posto fisso alla British Library a Londra per compulsare statistiche. Legge testi di ogni tipo, i romanzi di Balzac, p. es., sono importanti per capire la fisionomia della borghesia. Cerca di capire come mai le società moderne si siano trasformate in lotta tra oppressi e oppressori.

Piergiacomo Oderda

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