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La maestra licenziata e il presidio. “Le idee non si licenziano. Solidarietà a Flavia”.

19/06/2018 15:45

di Piergiacomo Oderda

Un presidio organizzato da “Potere al popolo” si è tenuto di fronte all’Ufficio Scolastico Regionale in corso Vittorio, a Torino. Sul lenzuolo, un titolo in rosso, “Le idee non si licenziano. Solidarietà a Flavia”. Presente anche Cosimo Scarinzi della Cub, il sindacato che difende Lavinia Flavia Cassaro di cui ci siamo occupati in un articolo del primo marzo scorso. La maestra è stata licenziata in seguito alle dichiarazioni  rilasciate dopo che la manifestazione antifascista a cui partecipava era stata caricata dalla polizia con getti di acqua gelida. Lo scontro era avvenuto in occasione della presentazione del programma politico di Casa Pound. Si alternano alcuni interventi al megafono. Ilenia Argento: “Non possiamo fermarci qui e accettare che ci licenziano perché affermiamo le nostre idee”. Matteo Saudino: “Si tratta di parole, non sono comunque azioni; un licenziamento politico, la battaglia di Flavia è una battaglia di democrazia”. Altro intervento: “Il 22 febbraio c'erano fisicamente alcuni ma col cuore c’eravamo tutti per una manifestazione antifascista che contestava la presenza a Torino di un partito dichiaratamente neofascista. Siamo liberi cittadini e c'è ancora il diritto di manifestare”. Lorenzo Giustolisi, Unione Sindacale di base: “Oggi inizia un percorso politico e culturale che organizziamo su due livelli. Da una parte la nostra solidarietà a Flavia a cui devono essere riconosciute tutte le forme sindacali e legali di tutela. Dall'altra il sostegno politico, una battaglia che deve iniziare all’interno della scuola. Cosa state a fare in cattedra? Quale ruolo svolgete nella società? Siete semplici rivenditori di verità che vengono da altre parti? Aprite gli occhi ai ragazzi rispetto alla realtà, alla disoccupazione, alla migrazione di massa. Gli insulti che riceviamo quando diciamo che il caso Flavia riguarda tutti è segno di un regresso culturale. È la prima tappa di un percorso che deve passare attraverso il collegio docenti, le RSU, momenti assembleari per tutto l'anno scolastico per poi esprimersi in mobilitazione”. Cosimo Scarinzi informa sulla situazione giuridica. Il dispositivo del licenziamento senza contraddittorio è “un'assurdità vera e propria, c'è la possibilità di vincere in sede legale”. A settembre si proporrà un convegno sul cambiamento del disciplinare della scuola, “norme che mettono in discussione la libertà di insegnamento e la possibilità di esprimere la propria opinione”.

Le motivazioni addotte dall'Ufficio Scolastico Regionale sono le seguenti: “La condotta tenuta dalla docente, sebbene non avvenuta all’interno dell'istituzione scolastica, contrasta in maniera evidente con i doveri inerenti la funzione educativa e arreca grave pregiudizio alla scuola, agli alunni, alle famiglie e all'immagine stessa della pubblica amministrazione”.

Piergiacomo Oderda

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