Attualità

Il vescovo della diocesi di Torino, Cesare Nosiglia, incontra gli insegnanti di religione

Il vescovo della diocesi di Torino, Cesare Nosiglia, incontra gli insegnanti di religione per l'assemblea di fine anno e chiede… di scrivergli una mail, «i giovani mi scrivono tantissimo!». Ringrazia per l'impegno nella scuola, «palestra fondamentale di vita per la promozione integrale della persona». E' preoccupato nel vedere talora l'insegnante di religione (IdR) «isolato dalla radice che è la comunità ecclesiale; prevalgono gli aspetti professionali e amministrativi rispetto a quelli ecclesiali e spirituali che qualificano l'essere dell'IdR». Il vescovo chiede alle parrocchie di prendere contatti con gli IdR per «non lasciarli soli». «La disciplina che insegna appella la questione del senso, oggetto di studio, di conoscenza, di ricerca appassionata». «L'idoneità è un processo, non è un pezzo di carta, un cammino che non si chiude con il decreto; permane come fattore di comunione, stimolo di rinnovamento nel dialogo ecclesiale, nel sentirsi uniti alla comunità». Un insegnamento fisso nel pensiero del vescovo è la necessità di una «rete educativa di base che accompagni la crescita delle nuove generazioni», «l'alleanza educativa famiglia, scuola, parrocchia», «fare squadra, fare rete». Riflette sulla compatibilità tra identità e pluralismo. «Non percorriamo la strada dell'azzeramento del nostro patrimonio, semmai ci aggiungiamo qualcosa in più». Per l'incontro con altre culture e altre religioni «la base importante sono i nostri valori fondamentali». Per i bimbi è solito utilizzare l'immagine dell'arcobaleno quando parla di ecumenismo, «le Chiese camminano verso l'unità ciascuna secondo le sue tradizioni e la sua storia che arricchiscono il cammino». Si sofferma sulla crisi educativa, dove i "social" sono divenuti i nuovi maestri. «I giovani soffrono di abbandono educativo che parte dalla famiglia, si aggrava per la solitudine, la separatezza tra il loro mondo e il mondo degli adulti». Critica infine «un'educazione che si riduce alla formazione di competenze». Di fronte al bullismo, al pubblicare sui "social" le gesta spavalde, l'eccessiva difesa dei figli da parte dei genitori, occorre «una riflessione approfondita degli educatori». L'ufficio scolastico dovrebbe proporre un incontro tra docenti non solo di religione per capire «le motivazioni a monte che inducono a tali comportamenti i nostri ragazzi». Ad ottobre, dal 22 al 26, tornerà la settimana della scuola sul tema della pace. «Lavoriamo perché la scuola sia meno assente dall'agenda pastorale della comunità». Gli IdR sono portatori di profezia, di idealità «impegnati a portare in mezzo ai ragazzi la presenza del Vangelo».

Piergiacomo Oderda

 

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