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"Gaudete et exsultate" è un richiamo alla gioia di papa Francesco

"Gaudete et exsultate" (GE) è un richiamo alla gioia così come nelle esortazioni apostoliche precedenti di papa Francesco ("Evangelii gaudium","Amoris laetitia"). Tuttavia il passo di Mt 5,12 richiamato nel titolo è strettamente connesso al versetto precedente, citato in GE 94 laddove si parla di calunnia, "mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi". Papa Francesco aveva già duramente condannato la diffamazione nell'ultimo discorso per la Giornata delle comunicazioni sociali. In GE alla nota 73 la paragona ad «un atto terroristico: si lancia la bomba, si distrugge e l'attentatore se ne va felice e tranquillo». Un'analisi del documento papale condotta a partire dagli indici predisposti da Giuliano Vigini nell'edizione San Paolo rivela tanti riferimenti alle Scritture nonché ormai consueti richiami a documenti di Conferenze episcopali di ogni parte del mondo. Non mancano gli scrittori e, naturalmente, i santi dato che si tratta di un'esortazione apostolica "sulla chiamata alla sanità nel mondo contemporaneo". Appare evidente la freschezza di scrittura di un Papa che predilige l'incontro con la gente, alzare la testa e improvvisare rispetto ai fogli predisposti. Si noti il titolo, "i santi della porta accanto" nel primo capitolo o la signora che «va al mercato a fare la spesa, incontra una vicina e inizia a parlare, e vengono le critiche» (GE 16). Se ancora qualcuno teme debolezze teologiche troverà al capitolo secondo una riflessione ponderata su gnosticismo e pelagianesimo. Come già in "Amoris laetitia" (1 Cor 13,4-7), la sezione centrale è dedicata all'esegesi di un brano biblico, in questo caso le beatitudini secondo Mt 5,3-12. Esaminiamo il tema della gioia, una delle caratteristiche della santità nel mondo attuale (cap. IV) e il discernimento che insieme a vigilanza e combattimento rappresenta l'ultima immagine con cui si chiude il capitolo V. E' significativa la preghiera attribuita a S. Tommaso Moro alla nota 101, «Dammi Signore il senso dell'umorismo. Fammi la grazie di capire gli scherzi, perché abbia nella vita un po' di gioia e possa comunicarla agli altri». Il santo «senza perdere il realismo, illumina gli altri con uno spirito positivo e ricco di speranza» (GE 122). Papa Francesco introduce al greco biblico, alla "parresìa", «audacia, entusiasmo, parlare con libertà, fervore apostolico» (GE 129). Non manca di citare, ancora in nota (103), l'esortazione di Paolo VI, "Gaudete in Domino" (anno santo 1975). Il legame con i papi precedenti: Benedetto XVI disse in una catechesi del 2011 «la santità non è altro che la carità pienamente vissuta» (GE 21); i martiri per S. Giovanni Paolo II sono «un'eredità che parla con una voce più alta dei fattori di divisione» (7-5-2000; GE 9).

Un riferimento fisso è la "Summa" di S. Tommaso (II-II, q. 30, art. 4), «la misericordia con la quale si soccorre la miseria altrui è un sacrificio a lui più accetto, assicurando esso più da vicino il bene del prossimo» (GE 106). «Come sapere se una cosa viene dallo Spirito Santo o se deriva dallo spirito del mondo o dallo spirito del diavolo? L'unico modo è il discernimento» (GE 166). E' una parola chiave nei documenti del Concilio Vaticano II. "Lumen Gentium" 11 segna il solco dell'esortazione apostolica, «tutti i fedeli di ogni stato e condizione sono chiamati dal Signore, ognuno per la sua via, a una santità». Tornando al discernimento, nuovamente il Papa apre il discorso alla comunicazione digitale, «è possibile navigare su due o tre schermi simultaneamente e interagire nello stesso tempo in diversi scenari virtuali». Il discernimento «si gioca nelle piccole cose, in ciò che sembra irrilevante perché la magnanimità si rivela nelle cose semplici e quotidiane» (GE 169). Va comunque preservata la consapevolezza che «unicamente lo Spirito sa penetrare nelle pieghe più oscure della realtà e tenere conto di tutte le sue sfumature, perché emerga con altra luce la novità del Vangelo» (GE 172).

«La classe media alla santità» è una citazione di Joseph Malègue, "Pierres noires" (1958), «Mi piace vedere la santità nel popolo di Dio paziente: nei genitori che crescono con tanto amore i loro figli, negli uomini e nelle donne che lavorano per portare il pane a casa, nei malati, nelle religiose anziane che continuano a sorridere» (GE 7).

Piergiacomo Oderda

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