di Piergiacomo Oderda
Sorridente, incontriamo Luca Merlat di Effatà nel viavai di un sabato mattino alla libreria Volare. «Tutto nasce dalla casa editrice che opera dal '95. A partire dal 2010 c'è stata l'idea di mettere i piedi, le ali ai libri, inizialmente organizzando dei viaggi culturali, coinvolgendo gli autori come accompagnatori culturali. Già a partire dalla prima estate, quella del 2011, ci siamo spostati verso l'ambito delle "Vacanze studio" che perseguono gli obiettivi della linea editoriale, mettere la persona al centro». Questa l'idea dietro il logo, «l'omino al centro del cosmo». Quali sono le mete proposte quest'anno? «Per quello che riguarda lo studio dell'inglese, Brighton, Dublino, New York, Londra e poi Mellieha a Malta. Abbiamo aggiunto anche una meta per il francese che è già studiato alle medie, Lione. Un altro filone è quello dei soggiorni per l'alternanza scuola lavoro. Invece di fare delle lezioni frontali, si fa un'esperienza di stage lavorativo, vissuta più di persona dai ragazzi. Abbiamo la possibilità di convenzionarci con le scuole per far riconoscere le ore di lavoro, di solito sono trenta ore settimanali. Un'esperienza linguistica che ti accresce anche competenze sempre più richieste». Com'è la giornata tipo nella vacanza studio? «La nostra caratteristica è quella di essere una piccola realtà che opera in modo artigianale nel senso positivo del termine, la cura del particolare. Abbiamo dei piccoli gruppi gestiti in prima persona da me, dal collega e da alcuni accompagnatori che gestiscono tutto il tempo dei ragazzi. Tutte le sistemazioni sono in famiglie ospitanti quindi la prima cosa che fanno è la prima colazione che in ambito anglosassone è abbondante. Al mattino, per quello che riguarda le vacanze studio, dal lunedì al venerdì, c'è il corso di lingua. Tre ore di corso basato sulla produzione linguistica orale, giochi di ruolo in cui i ragazzi cercano di parlare in inglese. Un'occasione da cogliere quando si impara da un insegnante madre lingua. Dopo il pranzo veloce, di solito pranzo al sacco, ci sono le attività pomeridiane che sono gestite dalla scuola. Se è una scuola internazionale il vantaggio è quello di avere gruppi che arrivano da altri paesi d'Europa e i ragazzi sono mescolati a quelli di altri gruppi per queste attività, di solito sportive o di visita alla città. Laddove non organizza la scuola, intervengono i nostri accompagnatori, quella è l'utilità di avere qualcuno lì con il gruppo. Si fanno delle visite a dei musei, a delle attrazioni con i costi giù inclusi nella quota di partecipazione. Si vanno ad impegnare tutti i pomeriggi della settimana. Si rientra nelle famiglie ospitanti per la cena, di solito molto presto, il record dell'anno scorso sono state le quattro e mezza! Sono orari folli per noi però l'aspetto positivo è che c'è la possibilità di fare altre attività anche dopo la cena. Sempre l'accompagnatore va a gestire il gruppo e si possono organizzare attività al bowling, al cinema, portandoli a vedere un musical, un teatro, il cinema, delle feste in piazza. La stessa cosa il sabato e la domenica, viene a mancare il corso di lingue al mattino per permettere ai ragazzi di rilassare un po' le meningi che altrimenti fumerebbero e si fanno delle attività per l'intera giornata di visita che può essere sia museale che semplicemente naturalistica nei parchi delle grandi città. A Malta si sfrutta anche la spiaggia! I ragazzi coinvolti negli stage lavorativi all'estero, invece, dal lunedì al venerdì lavorano dalle dieci del mattino fino all'ora di cena. Sono lavori in vari ambiti, non di altissima responsabilità, che non richiedono una competenza linguistica eccessiva. I ragazzi sono coinvolti, di solito sono esperienze divertenti». Cosa raccontano i ragazzi alla fine della vacanza studio? «Il nostro obiettivo è di fare in modo che queste esperienze non siano soltanto linguistiche ma esperienze di vita. Sono sempre belle le alchimie che si creano nel gruppo. Le amicizie a volte anche con studenti internazionali vengono coltivate adesso con Facebook, Whatsapp, Instagram. Il mondo è diventato veramente piccolo. I ragazzi si tengono aggiornati, ci sono amicizie che vanno avanti da anni. Sono belle esperienze di vita. Il nostro obiettivo è fare in modo che i ragazzi si ricordino per sempre dell'esperienza fatta all'estero, anche per il fatto di essere lontani da casa, di essere un po' più indipendenti, di responsabilizzarsi. Sono delle tappe importanti per la loro crescita. Tornano e questa per noi è la cartina di tornasole, il fatto che alcuni ragazzi hanno ripetuto per più anni l'esperienza cambiando la destinazione o a volte confermando la stessa perché è piaciuta particolarmente. Questa è l'unica cosa che ci permette di sopravvivere anche come azienda, il tam tam, perché non siamo così grandi da essere conosciuti a livello nazionale».
Nella foto Luca Merlat
Piergiacomo Oderda