La Val Pellice è terra di artisti e il pittore Graziano Rey di Torre Pellice ne è la conferma più lampante, anche se le sue radici non sono valligiane ma trovano spazio nella città di Torino. Torinese, quindi, ma di origini Torresi, Graziano Rey dedica i primi anni dopo il diploma alla pittura e segue il fratello maggiore Francesco Rey, anche lui pittore, nel percorso dell'arte dedicandosi alla tecnica della xilografia e all'impressionismo. Per molti anni tralascia la pittura per dedicarsi alla musica, inventando negli anni 70 uno dei primi gruppi di rock demenziale la Jambon street band, nome derivato da Corso Giambone che si trova alla periferia di Torino. In seguito realizza molte sigle televisivi tra cui quelle di "Buona domenica" e "I ragazzi della 3 C" e partecipa a numerose puntate del Maurizio Costanzo show in veste di cantautore. Vincitore del premio Rino Gaetano e del premio Viareggio in seguito, dopo un viaggio di un anno nel pacifico, abbandona il mondo dei media per dedicarsi alla riflessione e alla pittura. Innamoratosi dei grafiti maori e sperimentando nuove tecniche sconfina nell'informale per poi riavvicinarsi all'impressionismo. Quest'anno presente nel percorso della Biennale di Venezia propone attraverso la curatrice Anna Rita Rossi "L'ombra del Moloch" percorso itinerante che lo ha portato a ottobre a esporre a Palermo e in novembre all'art gallery di Vicenza in concomitanza con l'importante mostra di Van Gogh. La mostra chiuderà il 12 dicembre. Da Non dimenticare , inoltre, che nel mese di Agosto e Settembre è stato presente nei locali del Riuso di Torre Pellice nella mostra l'arte del riuso. L'invito è quello di consultare il suo sito web: www.grazianorey.it dove si possono vedere molte foto delle sue opere.Un artista completo che ha fatto dell'arte la sua ragione di vita .
Enrico Noello.