Anche il consigliere regionale M5S Valetti, chiede, in Regione Piemonte chiarimenti e prese di posizione sulla vicenda del fallinto ‘Agess" che ha coinvolto la comunità montana pinerolese scaricando su essa i debiti. Un’operazione politica scellerata e dove il PD ha una grandissima responsabilità. Lo stesso PD che oggi governa la Regione.
Questo il testo dell’interrogazione di Valetti
"Al Presidente del Consiglio regionale del Piemonte
INTERROGAZIONE
ai sensi dell'articolo 18, comma 4, dello Statuto e
dell'articolo 99 del Regolamento interno.
OGGETTO: Condono del 40% del debito AGESS attualmente a carico della Comunità Montana Pinerolese da parte dell'ATO3 e ripartizione tra i territori della vecchia comunità montana della restante parte del debito
Premesso che:
L'agenzia per lo sviluppo sostenibile – AGESS spa è stata costituita il 29 aprile 1999 con partecipazione maggioritaria della Comunità Montana Val Pellice;
con Determinazione della Direzione industria n. 57 del 18 giugno 1998 la Regione Piemonte ha concesso alla Comunità Montana Val Pellice, diventata in seguito Comunità Montana del Pinerolese, di usufruire di un contributo comunitario pari ad € 2.079.358,35 nell'ambito del Programma DOCUP 1997/1999 ob. 2 misura 4.1.b, al fine di realizzare il Progetto Crumière: un polo di sviluppo oltre al Museo, gestito da AGESS che prevedeva la ristrutturazione dell’ex-feltrificio Crumière di Villar Pellice, sede dell’ AGESS e dell’annesso albergo-ristorante.
Appreso che
con sentenza n. 39 del 2005 il Tribunale di Pinerolo ha decretato il Fallimento di AGESS;
a settembre 2015 la Corte di Cassazione ha confermato la pronuncia della Corte d’Appello di Torino (2013) e la sentenza del Tribunale di Pinerolo (2011), che condannava la Comunità montana del Pinerolese, succeduta alla Comunità montava Val Pellice, a pagare 1.985.355,68 euro più interessi e spese, in quanto i versamenti effettuati dalla Comunità montana Val Pellice ad Agess erano avvenuti sotto forma di futuro aumento di capitale, non come finanziamento a fondo perduto per la realizzazione del progetto Crumière; il debito della Comunità montana nei confronti di Agess non è stato pertanto estinto;
Visto che
con decreto del Presidente della Giunta regionale n. 37 del 31 marzo 2014 il dott. Alberto De Gregorio è stato nominato Commissario della Comunità montana del Pinerolese, incarico successivamente prorogato con DD.P.G.R. n. 104 del 30 settembre 2014, n. 156 del 29 dicembre 2014 e n. 52 del 25 giugno 2015;
con D.G.R. n. 37-2574 del 9 dicembre 2015, è stata deliberata l'autorizzazione al commissario De Gregorio a procedere con la liquidazione e riparto delle passività e a procedere con la liquidazione della Comunità Montana del Pinerolese;
nel corso di incontri svoltisi tra la Regione, il Commissario e i Presidenti delle Unioni montane, di cui si è convenuto sull'opportunità di procedere alla liquidazione e al riparto delle attività e della passività della Comunità montana, rinviando il riparto del debito connesso al contenzioso alla conclusione della procedura di riconoscimento e riequilibrio di bilancio, attraverso l'assunzione di un mutuo con la Cassa Depositi e prestiti, concordando specifici criteri di riparto, fatta salva una serie di garanzie finanziarie da parte dei Comuni;
il Vicepresidente Reschigna e il Direttore Lepri hanno incontrato i funzionari della Cassa Depositi e Prestiti e hanno ottenuto la disponibilità ad attivare un mutuo con le Unioni;
la liquidazione delle comunità montane alla scadenza dei 90 giorni assegnati ai commissari dall'art. 15 comma 9 della l. 11/2012 non è peraltro conclusa, permanendo situazioni che richiedono la continuazione della gestione liquidatoria, come attestato nelle relazioni presentate alla Regione dai commissari decaduti a conclusione del proprio incarico.
Considerato che
a giugno 2017 si è svolta una riunione con l'assessore regionale al Bilancio e i rappresentanti delle Unioni montane dei comuni, secondo cui pare sia emerso che l'autorità d'ambito, l'Ato3, che gestisce i fondi PMO, abbuonerebbe il 40% dei 2.280.000€ debito; la parte restante, pari a circa 1,3 milioni, sarebbe ripartita invece tra tutti i territori che facevano parte della vecchia comunità montana unitaria dilazionata in 10 anni e, secondo il calcolo pro-capite, all'unione del pinerolese spetterebbe la quota da € 600.000€;
come indicato da fonti di stampa locali risalenti allo scorso luglio, la curatela fallimentare ha prelevato 2.280.000€ dalle casse dell'ente attingendo ai fondi per la manutenzione ordinaria (PMO);
l'impossibilità di rendicontare i 2.280.000€ prelevati dalla curatela dalla cassa dell'ente, rischierebbe di comportare per il futuro una riduzione dei fondi gestiti dall'ATO3 destinati alla montagna e alla manutenzione del territorio.
Interroga la giunta per sapere
quale sia il criterio utilizzato per l'effettiva ripartizione del debito e le relative quote ripartite sui territori coinvolti tra le varie unioni
se e come intenda rimettere a disposizione dell'ATO e delle zone della provincia di Torino le risorse sottratte per il ripianamento del debito