IL CASO DENUNCIA
Alla Federazione Italiana Gioco Calcio (sezione di Pinerolo) è stata inviata una lettera di protesta di un genitore di un giovane calciatore pinerolese. Fa riferimento ai giorni in cui il fumo degli incendi ha reso l’aria irrespirabile invasa com’era dal fumo. Si potevano rinviare le partite di calcio ma ciò non è stato fatto. È stata messa a rischio la salute dei calciatori? E la tutela della salute dei minori?
Leggi qui un caso accaduto nel pinerolese: https://goo.gl/GMUqQm
La lettera
"Il "Sole 24 ore" on line del 28/10/2017 riportava la grave situazione di inquinamento dell’aria di Torino, in parte dovuta alla mancanza di precipitazioni e in parte alla fuliggine prodotta dai boschi in fiamme e trasportata dai venti. Era riportato che il giorno 27/10 "a Torino la media di polveri fini Pm10 prodotte dagli incendi dei boschi in Valsusa è stata di 354 microgrammi per metro cubo d'aria. Un primato che riporta la qualità dell'aria di Torino ai tempi remoti in cui gli impianti di riscaldamento bruciavano carbone e le ciminiere delle fabbriche fumavano fra le case".
L’articolo poi proseguiva evidenziando i dubbi legittimi di far correre la maratona prevista per il 29/10:
"secondo l'associazione Cittadiniperlaria è a rischio la Maratona di Torino in programa domani. L'associazione ha spedito una diffida minacciosa al Comune: le attuali concentrazioni di polveri, afferma Cittadiniperlaria, possono essere dannose agli atleti allenati per la classica corsa ma soprattutto agli amatori meno preparati che parteciperanno alla corsa abbreviata di 8 chilometri, corsa per la quale non è richiesto il certificato medico.
A parere di Anna Gerometta, presidente dell'associazione, «gli incendi boschivi in prossimità di grandi città hanno un effetto immediato sulla salute, aumentando i rischi di mortalità del 49,7% per quella totale, 60,6% per cause cardiovascolari, 92% per cause respiratorie».
Per la Maratona di Torino, che si è svolta il 29/10 le istituzioni raccomandavano ai podisti di «bere molta acqua per mantenere le mucose idratate, tenere un ritmo di corsa lievemente inferiore a quello abituale e interrompere la corsa in caso di difficoltà respiratoria».
Il Corriere dela Sera del 29/10 commentava: "Il vento ha migliorato sensibilmente la situazione dell'aria, diminuendo la presenza del Pm10 che nella notte era rimasto sopra i 90 ma alle 9, prima del via alla corsa ‘ con 1500 dei 1700 iscritti pronti a partire ‘ era scivolato sino a 61 microgrammi. Sempre sopra la soglia di attenzione fissata a 50, ma ben al di sotto dei 199 di giovedì e del 178 di venerdì (quando un'altra centralina ha segnalato un 354 che ha fatto scattare l'allarme rosso)".
Chi scrive è il genitore di un ragazzo del 2003 iscritto con la sua squadra di calcio ai campionati regionali e che domenica 29 ottobre ha giocato a Torino. Mi domando innanzitutto perchè, già dal sabato 28, la Federazione non abbia messo in dubbio gli incontri da giocarsi nella zona di Torino e provincia in qualche modo interessate dagli incendi, vuoi perchè luoghi investiti dalle fiamme, vuoi perchè luoghi inquinati dalla fuliggine, malgrado il PM10 della domenica mattina fosse ancora sopra i 90, come riporta l’articolo del Corriere . Durante la partita poi gli abiti degli spettatori venivano ogni tanto a contatto con frammenti di cenere presenti nell’aria, gli sterssi frammenti che i giovani atleti hanno respirato durante la partita. Anche perchè, se non è facile far capire a un maratoneta che deve fare attenzione e moderare l’andamento della sua corsa ancora più difficile è farlo capire a un quattordicenne che corre dietro a una palla.
In tutta questa vicenda ha quindi fatto rumore il silenzio della Federazione, la totale assenza di qualsivoglia raccomadazione, almeno che io sappia, dimostrando totale disinteresse alla salute dei giovani atleti (dilettanti). Logica avrebbe dovuto comportare il rinvio delle gare di una settimana al fine di evitare comunque quialsiasi rischio per i ragazzi. Invece, come se si trattasse di un turno di Champions (giocato da professionisti) "lo spettacolo ha dovuto andare avanti" anche a rischio della salute dei partecipanti. Il fatto poi che nessuno si sia sentito male o abbia avuto immediate conseguenze non giustifica la scelta della Federazione di far ugualmente disputare le partite a fronte di un pericolo concreto per la salute degli atleti.
Invito la Federazione ad avere una maggiore attenzione alla salute dei suoi iscritti, specie se minorenni, perchè, se è pur vero che i loro principali responsabili sono i genitori, e a prescindere dalle responsabilità civili o penali, esiste una responsabilità morale che porta, nel dubbio, a tutelarli.
Mi auguro pertanto che si proceda in futuro a spostare l’attenzione più sull’incolumità dei giovani atleti che sul regolare svolgimento delle gare perchè una competizione sportiva non è una battaglia e l’eroico e disperato grido di Nikolajewka, "Tutti i vivi all’attacco", non ha nessun senso per una partita di calcio giovanile".
Lettera firmata