A distanza di tre giorni, il "Day After" in casa Cavour, viene vissuto in maniera attonita e quasi irreale per una stagione che, se da una parte si ha la sensazione che qualcosa non sia andato per il verso giusto, (a causa anche dei molteplici infortuni ) dall’altra si ha la consapevolezza e la rabbia di essere stati danneggiati dalle scelte arbitrali, perpetrate – si ritiene – anche oltre ogni ragionevole dubbio. Errori ( vedi ad esempio la gara a Valenza) senza la certezza dell’ involontarietà.
Anche la gara contro l' Olmo ha visto il Cavour lottare tra un sogno per un obiettivo – ormai a portata di mano – ed una realtà artefatta posta in essere artificiosamente (mai come, in questo caso, la ripetizione è calzante) da un assistente – Dario Ameglio della Sezione di Torino – ed un arbitro – Christophe Barmasse della Sezione di Aosta (quest’ultimo anche privo della necessaria "personalità" ed autorità), del tutto inappropriati ed impreparati per il tipo di gara di play out (hanno avuto il coraggio di annullare al 94′ un gol per fuorigioco insistente peraltro su calcio d’angolo, quindi un fuorigioco impossibile ). Si è così concluso, con un ultimo scempio, una stagione in cui gli errori arbitrali, come si diceva, in danno del Cavour, hanno avuto un peso rilevante.
Una stagione vissuta da continue disattenzioni arbitrali che hanno compromesso un andamento già di per se sfortunato.
Si vuole porre l’attenzione su un’altra questione: il tipo di atteggiamento/comportamento evidenziato da varie terne arbitrali. Quasi sempre notiamo in alcuni arbitri uno stato di presunzione, arroganza, di una illogica fiscalità, di mancanza di rispetto verso le altre figure funzionali alla gara e verso gli addetti ai lavori ( es. staff tecnico ) e soprattutto con una inconcepibile incomunicabilità e chiusura ad un civile confronto.
Se si vuole crescere nello sport, bisogna "abbattere" le barriere tra chi vuole decidere a prescindere da tutto e da tutti ( anche dei fatti reali ed a costo di soffocare un sano e fisiologico confronto ) e quelli che in realtà vogliono incarnare solo un sogno, che nessuno ha il diritto di "distruggere".
Passata la cocente delusione, nei prossimi giorni Società e Tecnico, si incontreranno per definire e programmare il futuro.
Foxtrot