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La lettera: treno Torino – Pinerolo, pochi ma maledetti e allucinanti chilometri di viaggio

04/02/2017 9:56

Riceviamo, e pubblichiamo, la lettera di un cittadino pinerolese “costretto a viaggiare” sulla linea ferroviaria Pinerolo – Torino – Chivasso.

 

LFM2, ovvero Linea Ferroviaria Metropolitana, linea 2, quella tratta che da Pinerolo passando  per Torino arriva a Chivasso e viceversa, una linea che specialmente nel tratto  Pinerolo-Torino risente di una cronica forma di vessazione ed incuria, governativa e gestionale.
Pochi, maledetti ed allucinanti chilometri, figli di un Dio minore e di amministratori e dirigenti che aspettano con ansia di conoscere dove si trova il recapito più prossimo per munirsi di necessari apparecchi  che possano migliorare l’udito, al fine di sentire  lamentele, invettive ed epiteti che i passeggeri esternano quotidianamente, ma che in talune circostanze si centuplicano.
Come quando un autocarro  urta la linea aerea a qualche passaggio  a livello ed il disastro è servito, ovvero si amplia, rimbomba e rischia di esplodere.
Cerchiamo di intenderci l’autista del  camion avrà le sue responsabilità per un inconveniente però che pesa non solo sulle sue spalle, ma anche e soprattutto su  chi avrebbe dovuto con solerzia limitare il disagio dei passeggeri, senza uscirsene con il solito ritornello “Ci scusiamo per il disagio”. Eh no…ci scusiamo un ca..o, innanzitutto perché non pensiamo che il camion si sia portato via centinaia di metri di cavo aereo di alimentazione, in secondo luogo se si fossero mantenute le barre di protezione in uso fino ad una decina di anni addietro non si sarebbe verificato l’inconveniente ed aggiungiamo il fatto che verosimilmente c’è il sospetto che chi ha organizzato e diretto i lavori di riparazione e ripristino, non si sia preoccupato di farlo bene e presto, ma solo di farlo e basta, infischiandosene di gente che il treno lo utilizza non per il gusto di fare i balletti ferroviari o un giretto per vedere il “Sangone blu” bensì per esigenze di lavoro , per andare in un ospedale o per altri motivi impellenti.

La cosa però che fa incazzare,  e tanto, è il modo come si gestisce un’emergenza del genere, la superficialità che aleggia tra i caldi corridoi e le comode poltrone di qualche funzionario la cui competenza probabilmente l’ha comprata in qualche supermercato ed al momento di montarla e metterla in pratica ha trovato le istruzioni in lingua tibetana, perché costringere i passeggeri a prendere il treno a Porta Susa o Lingotto, farli scendere a Candiolo, far  fare ai passeggeri con valige, borse e bagagli a piedi dalla stazione FS per circa cinquecento metri, sotto la pioggia,  per raggiungere l’autobus  che li porta a Pinerolo, è allucinante, fuori da ogni logica programmatica o dirigenziale, ed aggiungiamo che accanto alla stazione c’è un comodo e capiente piazzale. Chi ha pensato ad una soluzione del genere è da emarginare da ogni forma dirigenziale e programmatica senza se e senza ma, perché è da incompetenti in quanto bastava far partire gli autobus dalla stazione di Lingotto, uno snodo ferroviario attrezzato , confortevole e  con pensiline coperte.
Insomma gli utenti ed i passeggeri che da Pinerolo devono raggiungere Torino, non pretendono carrozze da mille ed una notte o servizi da “Frecciarossa”, ma almeno per favore dirigenti intelligenti, in grado di gestire un’ emergenza con prontezza, intelligenza, razionalità ed efficienza.
Ah…scusate, mi era sfuggito un particolare….siamo in Italia…”

Pinerolo 3 febbraio 2017                                                                             Mauro Leoni

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