Meno male che qualcuno ha pensato almeno di cambiare il nome originale. L’Azienda Servizi Strumentali, acronimo ASS, avrebbe certamente fatto sorridere chiunque abbia un po’ di dimestichezza con la lingua inglese. Così è comparsa,pietosa,una P finale e ieri sera, sindaco e maggioranza hanno deliberato, con il voto contrario di una parte dell’opposizione, la nascita dell’Azienda Servizi Strumentali Pinerolo S.r.l., la ASSP appunto. Di cosa si tratta? Né più né meno dell’ennesima società pubblica. Società poi per modo di dire, perché i soci in realtà non ci sono e il comune di Pinerolo è il socio unico. A cosa servirà? Alla produzione di beni e servizi strumentali alle funzioni comunaliovvero, ciò che normalmente dovrebbe fare il comune con le proprie risorse e quindi, per esempio, accertamento e riscossione dei tributi, realizzazione e/o gestione di banche dati, gestione della manutenzione del patrimonio immobiliare di proprietà comunale, servizio di pulizia degli uffici e dei locali di proprietà o in uso dell’amministrazione comunale. La costituenda nuova società, scusate il gioco di parole, nasce dalle ceneri di un’altra società, sempre di proprietà pubblica la Sistemi Territoriali Locali società consortile a responsabilità limitata, posta pochi mesi fa in liquidazione e dalla quale la nuova società erediterà il contratto di servizio, per svolgere le attività che prima svolgeva la Sistemi Territoriali Locali … un po’ bizantino non trovate? Sono passati solo pochi mesi da quando l’ISTAT ha pubblicatoi numeri di quello che è il più grande scandalo d’Italia: quello delle partecipate. In tutta la nazione, infatti, le società pubbliche si sono per lo più affermate per essere centri nevralgici di potere fine a se stesso, poltronifici e stipendifici mantenuti coi soldi dei contribuenti, strutture pachidermiche incapaci di produrre ricchezza né di garantire qualsivoglia servizio. Nonostante il premier Matteo Renzi continui a promettere di ridurre la stazza di questo Moloch pubblico, le partecipate restano intoccate. E i costi continuano a lievitare.E’ davvero opportuno crearne addirittura di nuove? A proposito di banche dati … il comune non ha già speso una marea di soldi pubblici per la realizzazione, mai avvenuta, di una banca dati comunale per l’accertamento e la riscossione dei tributi? Insomma spero proprio di sbagliare ma qualcosa mi fa pensare a un film già visto, con la sensazione di trovarsi innanzi all’ennesimo carrozzone pubblico, che costerà tante risorse, senza che i cittadini possano trarne il benché minimo beneficio.Consigliere Massimiliano PUCA