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Legambiente Valpellice: sì al Parco del Monviso

12/02/2015 10:06

 

Alla fine di gennaio si è aperto in Val Pellice il confronto sull'ipotesi di costituzione del nuovo Parco del Monviso, nel quadro della revisione della legge regionale sulle aree protette.  L'Amministrazione comunale di Bobbio Pellice ha scelto di affrontare la questione in solitudine, senza aprire un confronto con gli altri Comuni della Valle, che, seppure non compresi nell'ipotesi di confini dell'area protetta, certamente avrebbero potuto contribuire in molti modi allo sviluppo e al miglioramento del progetto. L'Amministrazione comunale di Bobbio Pellice ha deciso invece di chiudersi in una prospettiva localistica, di difesa degli interessi di categorie ristrette di cittadini, di rifiuto del confronto su un progetto di sviluppo del suo territorio ma anche dell'intera Valle. Bisogna che sia chiaro a tutti (e in primo luogo alla stessa Amministrazione di Bobbio) che questa scelta di chiusura, se verrà confermata, avrà delle conseguenze molto negative per il suo territorio e per l'intera Valle, sia in termini di possibilità di accedere a finanziamenti sia in termini di rapporti con la Regione. Non verrà dimenticata, infatti, la pessima figura fatta dagli Amministratori nel momento in cui hanno invitato al confronto del 30 gennaio Assessore e Consiglieri regionali, ma hanno, di fatto, reso inutile qualunque dibattito o riflessione in quanto, poco prima,la Giuntaaveva deciso in via preventiva di opporsi al progetto di area protetta. Questo comportamento dimostra, ancora una volta, soprattutto una grande debolezza politica e culturale, oltre all'incapacità di confrontarsi e di proporre delle soluzioni migliorative e positive per il proprio territorio. Nel caso specifico, trattandosi di un progetto di legge ancora in fase di esame, sarebbe stato certamente possibile (e per questo c'era la piena disponibilità da parte della Regione) andare ad un confronto sui confini dell'area protetta, sulle forme di gestione dell'ambiente e delle attività economiche, sul diritto di rappresentanza dei Comuni compresi nel Parco e su altri temi ugualmente importanti. Il risultato sarà di fatto un indebolimento sempre maggiore del territorio (non solo del Comune di Bobbio ma dell'intera Valle) e delle sue attività; un più difficile accesso ai finanziamenti (soprattutto europei); una compressione delle attività turistiche in un territorio sempre meno attraente; insieme alla prospettiva sempre più preoccupante della svendita delle risorse ambientali e dei beni comuni, come è ormai ben evidente nel caso dei torrenti, ceduti ai privati per il business speculativo delle centrali idroelettriche. I dati a disposizione ci dicono invece che le aree protette sono quelle che mostrano uno stato di salute migliore dal punto di vista economico rispetto a quelle non tutelate; verso di esse affluiscono più risorse economiche; le attività produttive riescono meglio a sostenersi anche in periodo di crisi; le preferenze del pubblico si orientano proprio verso questi territori, proprio per la loro capacità di farsi conoscere e di creare un'immagine positiva di sè. Se non ci sarà un ripensamento e un tentativo almeno di non perdere questa occasione, tutti questi vantaggi e opportunità possibili non riguarderanno piùla Val Pellice(e con essa il Comune di Bobbio) ma prenderanno la direzione di altri territori. Noi speriamo però che ci possa essere una svolta e si riesca a riaprire conla Regioneun tavolo di confronto. Tra i partecipanti a questo, oltre naturalmente all'Amministrazione di Bobbio, ci dovranno essere gli altri Comuni della Valle, con i rappresentanti delle categorie produttive (non solo gli allevatori ma anche gli operatori turistici), delle istituzioni culturali e del mondo delle associazioni. Da parte nostra, come Circolo Val Pellice di Legambiente, ci rendiamo disponibili fin d'ora a dare un contributo positivo di idee, di proposte e di lavoro volontario.

Il Presidente di Legambiente Valpellice:

Davide ClaudioGay

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